Famiglie: nel 2012 il potere d’acquisto crollato ai minimi dal 1990

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Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è sceso in termini correnti del 2%, mentre il potere d’acquisto è diminuito del 4,7%, toccando così il calo peggiore dal 1990, inizio delle serie. Lo comunica l’Istat, diffondendo i dati aggiornati sul 2012 e spiegando come anche la propensione al risparmio abbia toccato i minimi da 22 anni.

 

Il 2012 è stato quindi un anno nero per i bilanci delle famiglie italiane, con record negativi sia per la capacità di spesa espressa in termini reali, ormai in diminuzione dal 2008, sia per l’inclinazione al risparmio, definita dal rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, che calando all’8,4% risulta più che dimezzata a confronto con quindici anni prima. Male è andata anche la spesa per consumi finali, in flessione dell’1,5% in termini nominali.

L’istituto di statistica ha anche comunicato che nel 2012 la variazione del Pil in volume è pari a -2,5%, con una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima preliminare di marzo. Gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’8,3% e i consumi finali nazionali del 3,8%. Le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 2% e le importazioni hanno registrato una flessione del 7,4%. Il valore aggiunto, a prezzi costanti, presenta cali in tutti i settori: -5,8% le costruzioni, -4,4% l’agricoltura, silvicoltura e pesca, -3,1% l’industria in senso stretto e -1,7% i servizi.

da: www.corriere.it

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2 Comments

  1. francesco says:

    LA PAROLA E’ UNA SOLA IL POPOLO PER RAGIONARE DEVE ESSERE BASTONATO DA UNA CLASSE POLITICA INETTA E A PARER MIO CHE SIANO CONDANNATI PER TUTTE LE PERSONE CHE HANNO PERSO LA VITA SUICIDANDOSI CHE DIO PROTEGGA SEMPRE LE PERSONE CHE CREDONO IN LUI PER IL RESTO LA STORIA INSEGNA

  2. Albert Nextein says:

    Alla faccia dei segnali di ripresa.
    Una ripresa basata su cosa?
    Artifici contabili?
    Stampa ex-novo di carta straccia monetaria?
    Emissione di debito pubblico?

    Ma se le banche commerciali non prestano, e la gente o non risparmia oppure non se la sente di impiegare il residuo risparmio, ma da dove viene il segnale di ripresa?
    Si riferiscono alla ripresa massiccia di ulteriore spesa corrente?
    Alla ripresa di altre tasse?

    Ma quali sono i segnali di cui straparlano i politici e per i quali impediscono alla gente di tornare a votare in nome di una stabilità marcia e liberticida?

    Ma se le aziende chiudono a rotoli, e altre se ne vanno, e la disoccupazione sale, ma dov’è la ripresa?

    Mancano le premesse sane della ripresa.

    Naturalmente la politica sta , tutta, mentendo alla gente.

    E anche per questo berlusca ha sbagliato a dare l’appoggio a letta.
    Doveva arrivare alle estreme conseguenze, e non farsela sotto.

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