Falsi invalidi e burocrati dalle pensioni d’oro: la stessa minestra

di MARCELLO RICCIBUROCRATI

Assistere e sostenere in tutti i modi gli invalidi è un sacrosanto dovere. E’ vergognosa la speculazione che s’innesta su loro necessità inesistenti , da parte di fornitori, che per pura speculazione propongono al non sempre consapevole invalido oggetti superflui, ma che rientrano tra quelli concedibili a totale carico del SSN. Certi fornitori, certamente non esemplari, circuiscono l’invalido per indurlo ad accettare la fornitura anche di robe superflue, tanto sono gratuite. Gratuite per l’invalido, non certo per la società. Scarpe pagate dalla ASL anche 700 euro che l’invalido non userà mai, perché brutte e scomode. Preferisce quelle acquistate nei normali negozi con 40 euro. Ciò detto sui circuiti speculativi del settore e giusto porre attenzione al mercato delle false invalidità. A volte la persona più spregevole non è il falso invalido, pescato in un sottobosco della società, nella palude dei disperati e poveri, ma la catena criminale che ha certificato l’invalidità, non perché indotta in errore (rari i veri sbagli), ma per compiacente e retribuita partecipazione.

Alcune associazioni o singoli che propongono l’assegno di invalidità, sono la cerniera tra l’aspirante invalido e chi ha il potere di certificarlo tale. Il fenomeno è talmente ampio da attirare frequentemente l’interessa di stampa e televisione. Serve un’ indagine approfondita che solo polizia e magistratura hanno il potere di fare. Questo riguarda il mercato dei falsi invalidi e della fornitura dei presidi sanitari. Ma altrettanto grave è che in un paese civile ( lo è?) esista la possibilità per alcuni di legiferare per attribuirsi, nel pubblico impiego, pensioni e retribuzioni definite” d’oro”.

I pensionati d’oro del comparto pubblico sono grandi burocrati o altro, che hanno avuto il potere individuale o di categoria di attribuirsi , in modo autoreferenziale, vantaggi e emolumenti senza esclusioni o limiti. Loro rappresentano un’attenuante per i falsi invalidi,( non per la catena di montaggio che li produce), loro che hanno sfruttato tutti gli espedienti per lievitare le loro retribuzioni; hanno introdotto anche il criterio del “galleggiamento” retributivo, loro avidi e obesi, che usano il potere per navigare nella ricchezza non guadagnata. “Galleggiano” i loro stipendi, galleggiano anche gli escrementi. Ci affonderà questo putridume?

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