Il fallimento dell’Italia va ricercato nella scuola e nell’università

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Come stanno andando le cose in Italia è tristemente noto. Viene però da domandarsi quale sia l’origine del disastro o, per lo meno, quale possa essere una delle cause determinanti. Ritengo che l’enorme baco risieda nel livello di istruzione. Riporto anzitutto un interessante scritto, trato dal sito invalsi.  “[…] In realtà proprio i risultati Ocse-Pisa, relativi ai quindicenni di Lombardia, Veneto, Trentino e Alto-Adige, dimostrano che le prove di ispirazione anglo-sassone sono state superate brillantemente dai quindicenni di queste regioni. Semmai l’immagine che ci viene consegnata è quella di un Paese diviso, con una parte che sta nella zona alta della classifica mondiale e un’altra, prevalente, che si colloca ai livelli più bassi. Il che dimostra che, nonostante un’uniformità amministrativa e giuridica del sistema nazionale di istruzione, non esiste uniformità nazionale dei livelli di prestazione del servizio educativo ai cittadini, né esiste uniformità distribuita della qualità degli apprendimenti. […]”.

36esimi su 57 Paesi. Secondo il rapporto Ocse-Pisa sulle competenze scientifiche dei quindicenni siamo messi maluccio. E il 25,3% dei ragazzi italiani si colloca sotto il livello 2, quello delle competenze di base, con particolari ritardi al sud. La ricerca si è svolta in tutti e 30 gli Stati membri dell’Ocse più altri 17 Paesi del resto del mondo. Svettano i finlandesi, che raggiungono una media di 563 punti, a fronte di una media Ocse di 500 e Ue di 497. Noialtri ci attestiamo su un misero 475, a distanza siderale non solo dalla Finlandia e dalla seconda classificata Hong Kong (547), ma anche da Estonia (5° posto), Germania (13°), Regno Unito (14°) e Francia (25°), giusto per restare in Europa. Peggio di noi solo Portogallo, Grecia, Bulgaria e Romania.  Poco male – si dirà – siamo un popolo di poeti e naviganti.
Infatti quanto a competenza nella lettura siamo ben 33esimi, con 469 punti contro i 492 della media Ocse. In questo campo, i migliori al mondo sono i ragazzi coreani (556), finlandesi (547), di Hong Kong (536) e canadesi (527).

In matematica è peggio che andar di notte: gli studenti italiani si collocano al 38° posto con 462 punti, contro una media Ocse di 498. In vetta alla classifica si piazzano Taiwan (549), Finlandia (548), Hong Kong (547), Corea (547). Peggio di noi, tra le europee, le solite Grecia, Bulgaria e Romania. Il rapporto Ocse-Pisa si è basato su un questionario che in Italia è stato distribuito a 21.773 ragazzi e 803 scuole. Solo i liceali hanno raggiunto risultati al di sopra della media Ocse nelle tre discipline (scienze, matematica, lettura) – con una media di 518 – staccando di oltre cento punti gli studenti degli istituti tecnici e professionali, fermi a uno sconfortante 414. Come si può immaginare, netta è la divisione anche a livello territoriale: gli studenti del nord-est hanno un punteggio di 520, seguiti da quelli del nord-ovest con 501, poi quelli del centro (486), del sud (448) e infine delle isole (432). Il rapporto appare come una vera e propria condanna della scuola italiana che da un lato non riesce a coltivare le eccellenze e a preparare i giovani nelle competenze più richieste sul mercato globale, dall’altro scivola inesorabilmente verso il basso quanto a livello medio degli studenti.

E l’Università ? Come va l’Università? Questa è la situazione italiana.

Secondo il CENSIS (2011-2012)

Facoltà

Prima Posizione

Seconda Posizione

Terza Posizione

Medicina Padova Milano Bicocca Perugia
Medicina (non Statale) Milano San Raffaele Roma Campus Biomedico Milano Cattolica
Giurisprudenza Siena Trento Bologna
Ingegneria Milano Politecnico Torino Politecnico Pavia
Lettere Udine Siena Padova
Scienze della Formazione Udine Perugia Modena e Reggio Emilia
Scienze 1° ciclo Padova Trieste Milano Bicocca
Scienze 2° ciclo Trento Roma 3 Verona
Architettura Ferrara Sassari Venezia – Iuav
Economia Padova Pavia Siena
Farmacia Trieste Padova Bologna
Lingue Udine Salerno Venezia
Scienze Politiche Trieste Bologna Pavia
Psicologia Bologna Milano Bicocca Padova
Scienze Motorie Roma – Foro Italico Urbino Verona
Sociologia Milano Trento Urbino
Agraria Bologna Perugia Modena e Reggio Emilia
Veterinaria Padova Bologna Torino

E su scala mondiale? Vi sono criteri diversi di valutazione, ma Padova, Politecnico di Milano e Bologna, compaiono solo dopo il 150° posto, mentre le altre Università italiote sono abbondantemente distaccate. Da quando? Da quando i docenti di scienze applicate fanno di mestiere il docente e non l’applicatore. Da quando la massima aspirazione sono i soliti “posti fissi” e inamovibili. Con il naturale appoggio di concorsi spesso addomesticati. Da quando si inventano cattedre tra le quali manca soltanto quella “ Facoltà dell’impiego del tempo libero”.

Pensate (ed ecco il grande allarme) che il grosso dei gestori dell’Italia non proviene dai laureati presso le Università sopra citate il tabella!

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

20 Comments

  1. Calogero Iacona says:

    Salve,
    ho visto prof che sono riusciti, miracolo, a far parlare bambini autistici e renderli capaci di aprirsi al mondo circostante. Ho visto prof che con l’aiuto della chiesa hanno fatto ogni pomeriggio lezioni private gratis per aiutare gli alunni in difficoltà. Ho visto prof che hanno recuperato ragazzi sbandati includendoli in una famiglia che li tratta come amici di famiglia. Detti prof sono assistenti universitari che vengono a scuola per operare come in epigrafe indicato. Naturalmente, hanno registrato il lavoro fatto, con il consenso dei genitori, per offrirlo come guida per la continuità didattica. Io personalmente, ho visto come lavorano presidi e docenti ( che poi, a volte, sono assistenti all’università) a scuola e posso dire che sono persone molto ma molto operose. Comunque, io ho svolto diversi lavori ma vi posso assicurare che quello con più responsabilità è quello del docente.

  2. pietro palladio says:

    Concordo a pieno: troppa ingoranza in questo paese, ma soprattutto troppa ignoranza nelle stanze dei bottoni (sia della politica che delle aziende “stategiche” e in cui la politica entra sempre), Però prendesrela con la scuola ….che vigliaccheria….. Da che pulptito viene la sua predica sig Lomabardi Cerri…

  3. gian luigi lombardi-cerri says:

    Ritengo che genitori e figli italiani debbano mettersi in testa un concetto elementare : un diploma o una laurea non sono un attestato di superiorità a vita, sono una carta valida che viene data in mano al giovane, dopo che ha superato gli esami.
    Se la carta la sa giocare bene fa carriera, diversamente in possesso del baldo giovane c’è solo un pezzo di carta straccia

  4. ep says:

    sì, c’è un problema scuola, ma c’è anche, e soprattutto, un ‘problema famiglia’. I figli vengono parcheggiati a scuola e quello che fanno, o che non fanno, non gliene frega più niente a nessuno, o quasi, anche perché. nel migliore dei casi, il sapere è visto in funzione di un lavoro….inesistente.

    • Dan says:

      Beh in teoria in una società sana chi studia di più dovrebbe avere accesso ad un lavoro migliore di chi studia di meno.
      La nostra però non è una società sana quindi il posto migliore lo prendono “il figlio e l’amico di”. Per anni, fino a quando si poteva e non si erano saturati i posti, bastava prendere un pezzo di carta. Adesso che anche il pezzo di carta ha perso completamente di valore a parte quello legale siamo tutti a spasso

  5. Giacomo says:

    Per il 2013 il Cazzistero dell’Istruzione, Università e Ricerca stanzia 15 milioni di euro per TUTTA la ricerca nel campo delle scienze della vita, dai tumori alle neuroscienze, dalla genetica all’immunologia. IL SOLO QUIRINALE COSTA 228 MILIONI DI EURO L’ANNO. Ditemi perché uno dovrebbe sentire attaccamento per questo MERDAIO a forma di stivale.

    • Dan says:

      Guarda che il Quirinale è il più avanzato centro di ricerca italiano roba che perfino il DARPA ci invidia: Ricerca comparata dello sperpero di denaro pubblico.

  6. nick says:

    Si risolverebbero davvero molte sperequazioni fra i laureati del nord e i sudisti con l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
    Ora come ora i concorsi pubblici li vincono facilmente i meridionali, che hanno sempre mediamente voti più alti a fronte di una preparazione nettamente inferiore a quelli del nord.
    Così ci ritroviamo sempre docenti universitari, magistrati, provveditori agli studi e compagnia bella provenienti dal sud, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.

  7. alberto says:

    caro Gian Luigi, per conoscere lo stato della scuola italiana, basta leggersi “Togliamo il disturbo” saggio sulla libertà di non studiare. di Paola Mastrocola..parla del liceo italiano, a Torino, come conseguenza di elementare e media..e l’università è anche peggio, secondo la mia personale esperienza..a prescindere dalle classifiche nazionali o internazionali.

  8. sciadurel says:

    scuola itagliana = ufficio di collocamento per gli abitanti delle solite 7-8 regioni del sud

  9. caelestinus says:

    …scusate : intendevo “ridicole” le classifiche della tabella/CENSIS…Basate presumibilmente su indicatori stravaganti !

  10. Niki says:

    Basta girare il web e leggere un po’di commenti per rendersi conto dell’ignoranza che impera. Conosco parecchi laureati ( sui 30 ai 40 anni) che non sanno scrivere in italiano. Errori di sintassi, di grammatica, accenti sparsi a caso. Totale e drammatica incapacità di esprimersi in modo intelligibile…

    • il grave è anche l’incapacità di capire ciò che si legge…
      è chiamato analfabetismo di ritorno.

    • Dan says:

      Vogliamo parlare dei medici ? Quali studi in sumero antico bisogna compiere prima di poter interpretare i segni che riportano sulle ricette ?
      Cosa potrebbe capitare se il farmacista prendesse fischi per fiaschi e desse la medicina sbagliata al malato ?

      a- Al medico non farebbero niente
      b- Il farmacista passerebbe un brutto quarto d’ora ma finisce lì
      c- L’inps risparmia una pensione
      d- Il povero disgraziato… chi se ne frega del povero disgraziato

  11. Dan says:

    Il grosso dei nostri gestori proviene da Fuorigrotta dove Giggì u’falsare gli ha fatto prendere in cinque minuti tre lauree a testa, così hanno potuto presentarsi alla gente come super geni… di stu cazze

  12. caelestinus says:

    TABELLA / CENSIS RIDICOLA !..

  13. Scuola privata ed abolizione del valore legale del titolo di studio subito!

    Solo il conflitto di interessi tra discenti e docenti può dare risultati in termini di elevazione delle competenze acquisite.
    Nella scuola pubblica l’interesse degli studenti è raggiungere più facilmente possibile il “pezzo di carta” e l’interesse dei docenti quello di farlo raggiungere con il minimo sforzo.

    • liugi says:

      Purtroppo da noi le scuole che fanno più schifo, veri e propri diplomifici per nullafacenti, sono proprio le scuole private! Non so dove vive Lei, ma dalle mie parti la triste realtà è questa. Ed è un vero peccato, perché sono anche piene di insegnanti giovani, istruiti e pieni di voglia di fare.

      • Luca says:

        Vero. Per qulalche motivo in Italia gli istituti privati, anzichè essere eccellenze come accade nel mondo anglosassone, sono quasi sempre diplomifici per gente che può permettersi di pagare fior di quattrini in cambio di un percorso di studi facilitato.

  14. elio says:

    la squola italiana non è basata sulla qualità, sull’ efficenza, sulla meritocrazia e sui risultati ma è bensì basata sul numero degli insegnanti da poter utilizzare…a prescindere del loro effettivo valore.

Leave a Comment