Falkland: la Kirchner ci riprova. Ma la storia le dà torto

di STEFANO MAGNI

L’Argentina ci prova ancora. Vuole le Falkland, che Buenos Aires chiama Malvinas. Questa volta, la presidente Cristina Fernandez Kirchner tenta la carta dell’Onu. Ha inviato una missiva al premier britannico David Cameron, in cui gli chiede di rispettare la risoluzione 1695 delle Nazioni Unite. Secondo quella risoluzione, infatti, la sovranità delle Falkland/Malvinas è oggetto di negoziato. La presidentessa argentina ritiene, infatti, che in questo 3 gennaio 2013 sia scoccato il 180mo anniversario della “occupazione” britannica delle isole. Il suo argomento è storico. Fino al 1833 le isole erano considerate argentine, ma quell’anno due navi britanniche, la Clio e la Tyne, presero possesso delle isole senza incontrare alcuna resistenza. Secondo la missiva della Kirchner e la storiografia prevalente in Argentina, gli inglesi avrebbero scacciato con la forza la popolazione locale, costituita da argentini, e l’avrebbero rimpiazzata deliberatamente con coloni britannici.

Tuttavia, fonti storiche sia britanniche che argentine raccontano anche tutt’altra storia. Primo: nel 1833 l’Argentina non esisteva ancora. Fino alla metà degli anni ’30, era parte delle Province Unite del Rio della Plata che comprendevano, oltre all’Argentina, anche Uruguay e parte della Bolivia. Tuttora Bolivia e Uruguay non rivendicano le Falkland/Malvinas. Secondo: i civili presenti stabilmente nelle Malvinas nel 1833 erano 33. Gli inglesi, avendo bisogno di forza lavoro, li incoraggiarono a restare, promettendo anche buone paghe. Di questi se ne andarono 11, di cui solo 4 erano argentini. Terzo: quella del 1833 non fu una vera “occupazione” di punto in bianco e di “natura coloniale” (per citare la Kirchner), ma la ripresa del possesso su isole che erano state scoperte dagli inglesi, precisamente dal capitano John Byron nel 1765. Fu solo nel 1776, dopo che gli inglesi avevano già iniziato a colonizzare le isole, che l’arcipelago venne ceduto alla Spagna. Anche se una targa, affissa a Port Egmont (costruito dagli inglesi) ricordava che la sovranità restasse alla Gran Bretagna. Le Province Unite ereditarono le Malvinas dalla Spagna, ma gli inglesi, che le avevano scoperte e abitate per primi, le continuarono a reclamare come proprie, sino a riprenderne il possesso nel 1833.

L’argomento della Kirchner, dunque, è molto debole. Perché se si deve storicamente risalire alla proprietà originaria, quella è certamente britannica. Se si deve applicare il principio dello home steading (è proprietario il primo che scopre, occupa, recinta e trasforma la terra), ha ancora ragione la Gran Bretagna.

Ma David Cameron non si è nemmeno addentrato nei meandri delle ricostruzioni storiche. Ha semplicemente risposto alla Kirchner che i cittadini delle Falklands non ci pensano nemmeno a passare sotto la sovranità argentina. A marzo, per rendere le cose ancora più chiare, voteranno in un referendum con cui dovranno stabilire se rimanere sotto Londra o cambiare bandiera (indipendenza o annessione all’Argentina). Più che consultare l’Onu, dunque, si deve consultare la popolazione locale. Che, a maggioranza schiacciante, vuole rimanere britannica. Anche secondo il principio dell’autodeterminazione dei popoli, dunque, ha ragione la Gran Bretagna. Se la nazione è consensuale ed è da intendersi come un quotidiano referendum di appartenenza, è ovvio che gli abitanti delle Falkland vogliano continuare ad appartenere alla nazione britannica. E questo principio dovrebbe contare più di qualsiasi ricostruzione storica su scelte di uomini appartenenti ai secoli passati.

 

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12 Comments

  1. Cristiano says:

    Peccato che l’Argentina come nazione inizia ad esistere nel 1810 con la revolucion de mayo…

  2. Salice triestino says:

    La Kirchner dice: “gli inglesi avrebbero scacciato con la forza la popolazione locale, costituita da argentini, e l’avrebbero rimpiazzata deliberatamente con coloni britannici”

    Quel “costituita da argentini” è preoccupante se lo crede veramente. Ma sa la storia sta tipa? Mi sembra di sentire le stupidaggini che si trovano scritte nei libelli di propaganda nazionalista italiana, stile Lega Nazionale.

  3. Trasea Peto says:

    in questo caso lo Stato inglese è velocissimo con i referendum…mmm…forse perché, in questo caso, sono convinti di aver ragione e “nell’altro caso” hanno il timore di avere torto?

  4. Albert says:

    God Save the Queen.

  5. elio says:

    l’argentina è ancora in crisi e anche la presidentessa gnocca non si dimostra diversa dal grande fratello

  6. luigi bandiera says:

    E’ molto paradossale il diritto internazionale e non solo.

    Insomma, di padroni di casa li’ non ce n’era nemmeno uno..??

    Il mondo era appannaggio degli europei specie delle solite tre o quattro casate imperialiste e poco dopo komuniste..?
    Ci sara’ stato qualche uccello di casa lì sulle Malvinas oppure gli uccelli cantavano da sempre in inglese..??

    Gli inglesi, hanno rotto i kosidetti in todos el mundo.

    Vedremo come andra’ con la conquista dei pianeti…
    Di chi sara’ Marte..? La Luna..? E la galassia viciniora..?

    Sti mai sazi fanno un po’ schifo, non vi pare..?
    Eppoi spuntano i cori razzisti per far girare le palle a tutti.
    Strumentalizzati pure quelli a pro volemose duddi bbbene…

    Che bello questo gran fascio di intenti e di persone.

    E NEL FRATTEMPO LE RAPINE CONTINUANO..!

    Svoboda

  7. Giacomo says:

    Chissà perché tutti gli statisti falliti puntano sul nazionalismo e sul colonialismo?

  8. lorenzo canepa says:

    non sapendo cosa fare per risolvere la situazione tragica del suo governo sta rifacendo l errore dei generali che attaccarono la GB e persero. Cristina otterra´lo stesso risultato anzi peggio perche´perdera´definitivamente la speranza di ottenere le falkland.
    L´argentina sta andando a rotoli e cosi´sia.

  9. Friûl says:

    Non esiste la nazione britannica. E’ preoccupante che un sito che si definisce “indipendentista” faccia di questi errori grossolani.

    Friûl libar

    • Rodolfo Piva says:

      E’ vero che non esiste la nazione britannica ma credo sia un errore perdonabile all’autore dell’articolo a fronte dell’interessante ed utile “ripasso storico” riguardante le isole Falkland.
      Cordiali saluti

    • fabio ghidotti says:

      è chiaro che l’articolista voleva dire nazione inglese”…

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