Faccia da Troika: la dittatura torna in Grecia. E gli antieuro tedeschi dicono: fuori Francia e Italia

di GIOVANNI D’ACQUINOnazisti

Il negoziato tecnico che ricomincia  a Bruxelles cambia formato: dalla troika (Ue-Bce-Fmi) si passa al ‘Brussels Group’ in cui alle tre istituzioni precedenti si affiancano anche i rappresentanti del fondo salva-stati Esm e della Grecia. Lo si apprende da fonti Ue, secondo le quali il premier Tsipras ha accettato il formato. Aveva alternative?

Intanto secondo il leader degli euroscettici tedeschi, Bernd Lucke, Francia e Italia devono aggregarsi alla Grecia per uscire dalla moneta unica.  Cauti fino a questo momento, almeno nelle esternazioni pubbliche, sul destino di Francia e Italia, gli antieuro di Alternative fuer Deutschland (AFD) provano a questo punto ad alzare il livello dello scontro interno all’eurozona. Una mossa chiaramente scatenata dall’atteggiamento della Grecia, che in molti in Germania trovano a dir poco urticante.

La prima durissima presa di posizione di questi giorni di AFD è arrivata infatti dopo che il ministro della Difesa Panos Kammenos ha minacciato di riempire Berlino e l’Europa con ondate di immigrati, paventando addirittura il rischio jihadisti, in caso di una rottura con Atene. “Stop immediato ai finanziamenti e fuori da Schengen”, ha replicato Lucke, indignandosi. Ma il partito che da mesi tenta di strappare consensi dei conservatori a Frau Merkel, ne ha approfittato per andare oltre: “La Grecia dovrebbe essere solo il primo paese a lasciare l’eurozona. Anche Italia e Francia dovrebbero trarre le conseguenze in quanto non possono attenersi alle regole e sono sempre piu’ segnate da difficolta’ nell’ industria e di una forte disoccupazione duratura”.

“Questo sarebbe nell’interesse dei loro cittadini e nell’interesse degli stati che ritengono indispensabile una moneta forte”, continua il ragionamento. Secondo il leader degli antieuro, “la pazienza dell’eurozona nei confronti dell’incapacità nelle riforme di Italia e Francia parla chiaro: l’euro non è una comunità stabile e non potrà mai esserlo”.

Lucke rivolge quindi “un appello a chi ha la responsabilità politica: usate la prevedibile uscita di Atene dall’euro e regolate definitivamente la situazione per risolvere i problemi dell’eurozona”. “La valuta comune è sensata soltanto se limitata ai paesi competitivi e orientati alla stabilità – conclude -. Francia e Italia chiaramente non appartengono a questi”. Stando al sondaggio Forsa di questa settimana, Afd è fermo al 6%. Da qualche mese, il partito che ha preso il 7% in Europa, ha perso slancio fra gli elettori, ma resta comunque al di sopra della soglia di eleggibilita’: Lucke avrebbe oggi i numeri per entrare nel Bundestag, dove gli antieuro non sono ancora rappresentati.

 

E nel frattempo la Grecia non si fa scappare l’occasione per attaccare Berlino. La Grecia è pronta a ricorrere all’Alta Corte per far applicare la sentenza che permetterebbe ad Atene di confiscare i beni di proprietà dello Stato tedesco per risarcire le vittime di una strage nazista in un piccolo villaggio greco. Lo ha detto il ministro della Giustizia greco, Nikos Paraskevopoulos, nel bel mezzo delle trattative del governo ellenico per una rinegoziazione con i partner europei dei termini del pacchetto di aiuti da 240 miliardi di euro. Il premier greco, Alexis Tsipras, ha accusato ieri i governi tedeschi che si sono succeduti di aver usato trucchi legali per evitare di corrispondere quando dovuto per la brutale occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Paraskevopoulos, parlando a Mega Tv, ha sottolineato che la sentenza dell’Alta Corte del Partenone del 2000 che ha stabilito la possibilità di confische per risarcire i parenti di alcuni dei 218 greci uccisi nella strage del villaggio di Distomo è ancora valida. “Sono pronto a firmare” per le confische, ha affermato il ministro, e “il premier è a conoscenza della questione”. Il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, Steffen Seibert, ha fatto sapere che “è nostra ferma convinzione che le questioni sulle riparazioni e le compensazioni siano state politicamente e legalmente risolti”.

 

 

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2 Comments

  1. michele says:

    io li farei contenti,visto che ce lo chiedopno cosi calorosamente,avvierei di corsa le procedure per una uscita repentina dalla eurozona.rimarebbe ,pero’,il problema di una classe politica sciatta e prona al volere di 3/4 persone al massimo,ma anche per quello,potremmo trovare i rimedi………..

  2. Dan says:

    A forza di mettere alla fame la gente, non faranno che alzare l’asticella dello scontro.
    Per adesso abbiamo solo una grecia pronta ad azioni eclatanti ma ancora interne ai propri confini: quand’è che avremo azioni eclatanti al di fuori degli stessi ?
    Quando, a forza di sparare “nein” dal buco del culo, i tedeschi saranno riusciti a far cadere Tsipras ? E dopo cosa credono che arriverà ?

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