Scozia, Salmond scivola sulla moneta ma più indecisi per il SI

di PAOLA BONESUscozia

Oltre un milione e mezzo di persone (in un Paese che conta 5 milioni di abitanti) ha seguito ieri sera il primo dibattito tv sul referendum che ha visto opposti il leader dell’SNP Alex Salmond e il leader di Better Together Alistair Darling.

Tra questi – indovinate – c’ero anche io, che non avendo una tv mi sono aggregata a un evento dei volontari di Yes Scotland, riuniti in un pub davanti al maxischermo a tifare (letteralmente) per la loro causa. La loro causa, non il loro beniamino, perché Alex Salmond – che pure è il principale esponente del fronte del SI – non pare in realtà essere molto amato dai Green e i Socialisti che trovo sempre numerosi a questi eventi del comitato pro-indipendenza.

In ogni caso, considerato che i fuoriclasse in squadra non sono tantissimi (e del resto – a occhio – mi pare non abbondino nell’attuale politica britannica) schierare Alex Salmond – in luogo di altri leader della campagna del SI – era una scelta inevitabile.

Dopo mesi in cui l’SNP ha invocato un dibattito contro l’odiato David Cameron – che si è sempre tirato indietro per non entrare da elefante nella delicata questione scozzese – si è dovuti scendere a patti, ingaggiando la sfida contro l’ex cancelliere dello scacchiere, il laburista scozzese Darling.

Ho appena rivisto i 90 minuti di dibattito (oh del resto che ci sto a fare qua) in modo da averne una visione più unbiased, eliminando i buuu e gli yeeeees con i quali alcuni fan nel pub accoglievano ieri sera le risposte di Darling e di Salmond (comunque – dal punto di vista sociologico – delle reazioni molto interessanti).
Oltre al dibattito, il format del programma proponeva degli intervalli con una spin room live che i sostenitori del SI che erano con me hanno apertamente ripetutamente ignorato, abbassando il volume e andando a prendersi un’altra pinta (a sensazione, credo che in Scozia abbiano fatto tutti così).

Alex Salmond arrivava al dibattito con – grave errore – aspettative altissime da parte del pubblico. Tutti lo davano vincitore e quindi in sostanza era condannato a stravincere. Non è stato così e la sensazione – confermata dai sondaggi sul dibattito – è che abbia in realtà perso o – meglio – che la sua performance sia stata inferiore a quella di Darling.
I sondaggi (ovviamente non quello condotto tra i sostenitori del SI) sullo show lo danno sconfitto. Tuttavia, quelli sull’influenza del dibattito sugli indecisi lo danno in ascesa: se ha perso dal punto di vista del pubblico televisivo non è detto abbia perso anche sul piano più politico (i voti, del resto, sono l’unica cosa che conta).
(Apro parentesi per invocare una preghiera per i poveri scozzesi: da 2 anni a questa parte hanno ogni giorno un nuovo sondaggio che cerca di prevedere il voto al referendum. Aiutiamoli.).

Al contrario di un più calmo e confidente Alex Salmond, Darling è sembrato nervoso, aggressivo: questo avrebbe probabilmente giocato a suo sfavore in un’elezione “normale”. In una campagna referendaria così particolare potrebbe non essere così.

Dalla sua ha la forza di alcuni argomenti. Ha inchiodato Salmond sulla questione della moneta: cosa succede se non si raggiunge un accordo sulla condivisione della sterlina? Salmond non è stato in grado di indicare un piano B, nemmeno quando – oltre che dal suo competitor – è stato incalzato dal pubblico e dal conduttore.

Probabilmente, non dare una risposta (o, anzi, ripetere mi batterò per la sterlina perché è la soluzione migliore per la Scozia, oltre che per l’UK) risultava meno rischioso rispetto a dire proveremo ad adottare l’Euro o a dotarci di una nostra moneta, una dichiarazione che avrebbe cambiato in maniera esplosiva il dibattito delle prossime settimane.
Sicuramente, però, si poteva trovare una via alternativa per tentare di placare il terrore diffuso di non avere un contingency plan.
Si poteva forse dire, portando il dibattito altrove: faremo di tutto per tenere la sterlina – perché anche il Regno Unito ha tutto l’interesse a raggiungere un accordo – ma se non si riesce ne prenderemo atto e saranno gli scozzesi a decidere come andare avanti?

Salmond ha poi giocato a galvanizzare i suoi sostenitori, mettendo in difficoltà Darling su alcune dichiarazioni del NO, come il fatto che la Scozia sarà più suscettibile ad attacchi extraterrestri. Non a tutti è piaciuto il suo humor, soprattutto perché è apparso un tentativo non riuscitissimo di evadere dagli argomenti più concreti come moneta e pensioni. Considerato che Salmond è un personaggio che – pur molto popolare in Scozia – divide e polarizza l’opinione pubblica, Darling ha tentato di attaccarlo evidenziandone l’hybris e la sua incapacità di ammettere gli sbagli.

Sicuramente non è arrivato il colpo di scena – il game-changer – che qualcuno si aspettava dalla campagna per il SI.
Non è detto però che questa sensazione diffusa che Salmond abbia perso non possa poi giocare a favore: manca più di un mese al referendum ed è già previsto almeno un altro dibattito (stavolta ospitato sulla BBC) che potrebbe avere una rilevanza più marcata sul voto.

Punti ambigui del format: molte domande del pubblico sono rimaste inevase (e lasciando la questione – proposta da un sostenitore del SI o da uno del NO – “per aria” si finiva per avere un framing molto di parte su alcuni temi), tanti buuu e applausi dal pubblico finivano per decretare l’instant winner.

Invece, per la rubrica cose che in Italia non ci sono: il conduttore che fa domande bastarde.

Oggi vedrò Salmond live: assisterò in Parlamento alla mezz’ora di domande al primo ministro.
Se avete consigli da dargli, questo è il momento.

http://www.scotlandthebrave.it/plan-b/

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Il brutto della democrazia o governo di popolo o ptoletario è che uno mettendo solo una x deve decidere le sue e degli altri sorti.
    Da vero incompetente li a decidere la sua condanna o assoluzione.

    E quando mo sceglierà giusto?

    Mai e poi mai.

    Il gatto e la volpe sanno che la gira così e se la godono vedendo che hanno la meglio anche perdendo.

    Salam

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