Expo, pg chiede in appello 2 anni e 6 mesi per Roberto Maroni

Stefano De Grandis/Lapresse Assago 01/07/12 Congresso federale lega nord elezione del segratrio Roberto Maroni
Stefano De Grandis/Lapresse
Assago 01/07/12
Congresso federale lega nord
elezione del segratrio
Roberto Maroni

Due e sei mesi e’ la richiesta di condanna formulata dal sostituto procuratore generale Vincenzo Calia nei confronti dell’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. L’ex governatore, accusato di turbata liberta’ del contraente e induzione indebita, era stato condannato in primo grado a 12 mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di una multa di 450 euro solo per il primo capo di imputazione mentre assolto
per il secondo. A giugno 2018 i giudici della IV sezione penale del Tribunale di Milano aveva riconosciuto Maroni colpevole solo per il reato della turbata liberta’ del contraente per l’affidamento di un incarico in Expo all’ex collaboratrice Mara Carluccio. Era stato invece assolto “perche’ il fatto non sussiste” dal reato di induzione indebita. Secondo l’accusa, l’allora presidente della Regione Lombardia avrebbe effettuato pressioni illecite su Expo perche’ la societa’ spesasse un viaggio a Tokyo a un’altra sua collaboratrice, Mariagrazia Paturzo.
Prima delle dichiarazioni spontanee rese in aula da Maroni, anche l’ex capo della sua segreteria politica Giacomo Ciriello ha parlato e davanti alla Corte ha respinto ogni addebito dicendo di non aver “contravvenuto a nessuna legge” e di essere “stato all’oscuro di tutto quello che stava accadendo”.
Ecco il testo di quanto dichiarato in aula dall’ex presidente della Regione Lombardia:”Nella mia lunga attivita’ politica e istituzionale non ho mai preteso ne’ imposto niente a nessuno. In questo caso non ho mai preteso ne’ imposto di assumere la Carluccio. Non ho mai richiesto a nessuno di violare una norma di legge, anche secondaria, per mio conto. Mai! Figuriamoci una norma penale”.

“Non ho mai incontrato Brugnoli (ex dg di Eupolis, ndr.) ne’ gli ho telefonato mai per sponsorizzare la Carluccio ne’ per altro, neanche per interposta persona. Ero a conoscenza – prosegue il testo – dei noti ritardi organizzativi del 2014 su Expo e che esistevano differenti iniziative da organizzare e carenza di persone qualificate. La Carluccio era la persona giusta, competente e preparata nel settore sicurezza. Al
Viminale aveva organizzato eventi internazionali e possedeva da anni il Nos, il nulla osta sicurezza”.

“Non ho mai saputo di procedure amministrative – conclude il testo – rivolte a una consulenza della Carluccio”. L’ex Governatore lombardo, prima di lasciare il Palazzo di Giustizia di Milano, ha ribadito che per lui “la correttezza di comportamenti miei e dei miei collaboratori e’ sempre stata la prima cosa” e che per lui “questa vicenda ha dell’incredibile”.
“Ho solo fatto presente una necessita’, perche’ Expo aveva bisogno di persone qualificate sulla sicurezza. Punto. Rifarei tutto quello che ho fatto” in quanto e’ avvenuto “nel pieno rispetto della legge e delle procedure”.

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