Expo Italia, se l’orrido simbolo è stato ripreso da una banca dati Internet

di TONTOLO

Di una cosa l’italianità non può essere accusata: di voler nascondere le proprie nefandezze sotto maschere grafiche. Anzi, sembra quasi voler annunciare i disastri con avvertimenti adeguati. Già il simbolo della Repubblica (il triste “Sale e tabacchi”) è un concentrato di bruttezze massoniche e socialiste, poi l’Expò (una disgrazia certa, un fallimento annunciato, un sicuro segnale di ulteriori porcate) è stato rappresentato da un Logo che a dir che è brutto si fa un’ingiustizia alla bruttezza: è orrido. Oggi salta fuori il simbolo del Padiglione Italia all’Expò, un po’ come il Sancta Santorum del peggio, il concentrato di tutti gli inganni e fallimenti dello Stato ladro e mafioso. il simbolo è un aggeggio (anche lui patriotticamente bruttarozzo) fatto di cerchi e coccarde stilizzate  e scrupolosamente tricolori, una patacca di patacche. A creare il prodigio grafico è stata una delle più quotate agenzie, la Carmi & Ubertis, su un’idea di Marco Balich, un pezzo da novanta dell’immagine contemporanea, che nel novembre 2012 era stato nominato Direttore Artistico del Padiglione Italia/Expo 2015 e che ha forgiato “il concept artistico del “Vivaio Italia” attorno al quale si svilupperà la presenza dell’Italia” (testuale nel sito della ditta). Naturalmente sia il concept sia il logo sono stati profumatamente pagati con i soldi dei contribuenti.

Peccato che oggi si scopra che il simbolo è stato ripreso un po’ sfacciatamente da un disegno presente su una banca immagini di Internet (“Talex. Grunge flower background”, Telnov Oleksii, Flower background with butterfly”). Un altro colpo del genio italico.

Nessun commento può essere più acido dell’encomiastica e patriottica descrizione che sul sito della Carmi & Ubertis si da del capolavoro: “Vivaio tricolore che germoglia e espande le sue peculiarità”. Appunto.


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14 Comments

  1. mikefaria says:

    Stiamo prendendo per filo e per segno le piaghe della Cina, in cui loro a copiare le cose degl’altri non è reato e neanche vergogna. Sta crescendo una generazione senza fantasia. La fantasia si illumina e si espande quando fai qualcosa con amore. La new generation lo fa solo ed esclusivamente per soldi, di amore nelle cose non sanno neanche cosa significhi. Voto: mediocri!!!

  2. Flavio says:

    Questo breve documentario, uscito su YT poche settimane fa, si chiama “EXPO 2015. NUTRIRE GLI AMICI”

    http://www.youtube.com/watch?v=Y6xWu5Re7xI

    La verità su EXPO 2015 che i media italiani vi nascondono.

    Un ristretto gruppo di imprese legate a PD, Forza Italia / Comunione e Liberazione. La corruzione, i costi gonfiati, le collusioni con la mafia e la colata di cemento che verrà dopo, a beneficio degli amici degli amici.

    Se lo ritenete interessante, divulgatelo.

    • Dan says:

      Video molto istruttivo, grazie.
      Peccato che in chiusura si limiti solo a ribadire un dato di fatto quando di fronte a tanto malaffare avrebbe dovuto proporre l’unica soluzione possibile contro tutto questo spreco di denaro pubblico ovvero lo sciopero fiscale totale.
      60 mld sono il costo della corruzione ? Facciamo in modo che spariscano e poi voglio vedere con cosa vanno ancora a fare le aste al 42% di ribasso + 30 milioni di extra spese

  3. alberto says:

    quel logo andrebbe bene stampato sulla carta igienica o sui fazzoletti da soffiarsi il naso

  4. giggetto says:

    Il simbolo dell’expo è nella sua pacchianità la perfetta simbolizzazione dei contenuti della manifestazione.

    Da un expo 2014 ci si aspetterebbe che venisse messo al centro tutto ciò che è tecnologia d’avanguardia e cultura d’alto livello (compresa quella identitaria).

    Invece i maroniti, non sapendo che pesci pigliare l’hanno buttata sulle cibarie: sarà l’expo della porchetta e dello gnocco fritto. Nella migliore delle ipotesi.

    Il capitolo maxi-ruberie è un altra faccenda, lì speriamo davvero che forze dell’ordine e giudici frughino nelle mutande (…) dei politicanti e omini de panza dei cda lombardi (e lombadddi, viste le infiltrazioni dei 40 Taroni di Alì Bobò) per sgamarne il più possibile.

  5. Ma checcazzo dici operatore del settore.

    Quello che dici non ha senso, o meglio non ha senso in questo contesto. Ci sono lavori grafici e LAVORI GRAFICI, budget e BUDGET.

    Un conto è vendere un logo per qualche centinaio di euro e utilizzare una banca dati come ispirazione per poi ridisegnare qualcosa ad hoc, un altro è un progetto di questo tipo dove il budget è di parecchi zeri e si rubano i soldi dei contribuenti.

    In un progetto di questo tipo si prevede uno studio, una ricerca di quello che il logo deve comunicare come percezione e poi si fanno le proposte, non trenta, ma quelle giuste.

    NON SI COPIA UN LOGO e poi ci si costruiscono sopra 4 cazzate. Questo è rubare. ru-ba-re.

    Quindi il mondo è unammerda, ok, ma in questo brodo se vuoi ci resti da solo, una grande agenzia non lavora così.

    • Dan says:

      Eh ma cerca di capirli sti poveri geni. Quando elaborano loro direttamente qualcosa escono ste cose qui

      http://www.veniceboats.com/images/logo-cetriolone.jpg

      Un dildo verde ed è costato solo il cetriolo 100 mila euro !

    • grafico says:

      O non mi sono spiegato o non hai capito.
      Ho solo detto che questa è la normalità, specie a certi livelli dove il grano gira a sacchi; non ho detto che sono d’accordo!
      La banca immagini dovrebbe essere solo una ispirazione, mica un supermercato. Soprattutto i Grandi Nomi della Comunicazione (che agiscono in maniera quasi del tutto autoreferenziale) attingono fraudolentemente alle idee altrui (spesso malamente) spacciandole per proprie in cambio di lauti compensi pubblici.
      Prova a rileggere il post.
      Ciao.

      • Ahhh ok, comunque per me non c’e’ niente di normale… è proprio una cosa assurda.

        Conosco aziende serie che sviluppano corporate image e ammiro molto i loro lavori, non tutti lavorano così.

        Questo per me è uno scandalo e mi sembra assurdo che un direttore creativo che approva una cosa del genere sia ancora al suo posto.

  6. grafico says:

    Va be’. Non mi stupisco.
    Da operatore del settore posso solo dire che questo comportamento è la normalità.
    Soprattutto quando ci sono convolti i Grandi Nomi della Comunicazione (e relative prebende).
    Già all’epoca della definizione del logo del Ministero degli Interni si fece una figura simile (vedi qui: http://www.tpblog.it/wp-content/uploads/2011/07/logo-del-ministero-plagio.jpg) spacciando per originale una idea fotocopiata dal logo di una fiera francese. Ora questo.

    Mark Twain (o era Albert Einstein?) diceva che la creatività è la capacità di nascondere le proprie fonti. Difficile in un’epoca in cui l’Archivista Universale è gratuito e alla portata di chiunque abbia una connessione. Bisognerebbe essere più prudenti. O creativi!

    Oppure bisognerebbe lavorare quotidianamente con i clienti, quelli veri, quelli che non ti pagano, che considerano il tuo lavoro “due disegnetti”, che ti chiedono 30 bozze quano ne avevi pattuite tre e alla 35° non sono sddisfatti perchè hanno un cuggino che è così bravo col “compiuter”!
    Allora, forse, lavorando con un po di umiltà e col coltello tra i denti, si potrebbe evitare di pensare che gli utenti siano dei fessi e di spacciare discutibili fotocopie per grandi soluzioni creative.
    Ma questo accadrebbe ai comuni mortali; le Designer Star (come le Archi Star) non hanno bisogno di arrabattarsi o di competere per sopravvivere: c’è sempre Pantalone (abbassato) pronto a lustrargli l’ego coi soldi pubblici.
    Alle Designer Star non capitano clienti così: http://www.youtube.com/watch?v=0rppx22VRlg
    A noi, tre volte al giorno!

  7. salvo says:

    L’expo è padano (coi soldi di tutti, ma chissenefrega) e il simbolo (copiato, “sporco e cattivo”) è italiano.

    • maverick1 says:

      Quindi l’Expo è “vostro” però fatto con i soldi tutti, ma se altri fanno qualcosa con i soldi vostri dite che sono dei ladri assistenzialisti? Please..

    • maverick1 says:

      Quindi l’Expo é “vostro” però fatto con i soldi di tutti, ma se altri fanno qualcosa con i vostri soldi dite che sono dei ladri assistenzialisti? Please..

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