Expo ha nutrito le pance dei visitatori o del pianeta? O dei prossimi 15mila disoccupati

expo italiadi SIMONE BOIOCCHI – Cittadella dello sport, polo infrastrutturale strategico per lo sviluppo del Nord, snodo per il trasporto merci, quartier generale del sistema logistico Padano… Questi, per farla breve, solo alcuni dei tanti scenari che nel corso del tempo Regione Lombardia e i diversi attori che hanno ruotato attorno alla creazione e allo sviluppo di Expo, hanno messo sul tavolo per il futuro dell’area. Ma ora, a pochi giorni dalla chiusura ufficiale della manifestazione (anche se alcuni padiglioni stanno studiando la possibilità di posticipare il termine ultimo per abbassare la saracinesca), la certezza per il futuro non c’è. O meglio, c’è una sola sicurezza: il contratto dei lavoratori che hanno permesso alla macchina Expo di girare scadono inesorabilmente alla fine del mese.  E non sono pochi. Così, giusto per fare il conto “alla buona”, sapendo che il numero è sottostimato, parliamo di 15mila lavoratori. Uomini, donne, giovani e meno giovani che a fine mese non avranno più un lavoro.

 

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