Expo, dalla pappa ai papponi? Boom di prostituzione a Milano

di BENEDETTA BAIOCCHIITALY FREEING SEX SLAVES

L’altro giorno un divertente servizio percorreva le vie esterne all’Expo… Quelle che hanno richiamato per la grande affluenza di turisti, anche un altro turismo del gusto… sessuale. Pare infatti che cibo e sesso, così come lo racconta Alessandro Da Rold su L’Inkiesta, sia un connubio che tira sempre, da che mondo è mondo… “Secondo alcune stime – si legge – si prevede che nel capoluogo lombardo in questi sei mesi arriveranno dalle 15mila alle 30mila prostitute in più. Un dato “normale”, secondo il gruppo parlamentare bipartisan che da mesi sta portando avanti a Montecitorio diverse proposte di legge in materia, soprattutto se si considera la crescita del mercato durante altri grandi eventi come i Mondiali di calcio in Germania del 2006. Ma si tratta di numeri impressionanti se si calcola che in tutta Italia si prostituiscono in totale circa 70 mila prostitute, 50 mila di origine straniera e 20 mila italiana: per l’esposizione universale l’aumento è di quasi il 50%. I clienti italiani sono circa 9 milioni, per un giro d’affari da 5 miliardi di euro. È una questione di non poco conto che ha già visto schierarsi la Lega Nord di Matteo Salvini e che adesso vede aprire un dibattito pure nel centrosinistra”.

La questione ondeggia sempre tra antiproibizionismo e contraddizioni… “Proprio per questa concomitanza con Expo, infatti, il consiglio della Città Metropolitana di Milano di Palazzo Isimbardi ha aperto le porte ai deputati Stefano Dambruoso e Pierpaolo Vargiu di Scelta Civica e Maria Spillabotte del Partito Democratico. Si tratta di un primo incontro con le associazioni, da Pia Covre del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute a Yuri Guaiana dell’associazione radicale Certi Diritti, per aprire un dibattito su un tema spesso spinoso e mai del tutto affrontato in Italia, divisa tra i proibizionisti e chi invece vorrebbe risolvere le contraddizioni normative su una professione di fatto legale. Nulla a che fare con l’iniziativa di Matteo Salvini della Lega Nord che sta raccogliendo le firme per abolire la legge Merlin («Salvini dovrebbe ricordarsi che il suo collega di partito Maroni era a favore della legge Carfagna» ricorda Vargiu), si tratta invece di portare avanti le diverse iniziative parlamentari che vogliono provare ad affrontare in modo più articolato il mestiere dei cosiddetti «sex workers», come li ha definiti Annalisa Chirico autrice del libro «Siamo tutti puttane» (Marsilio). Ormai sono più di cento i parlamentari che hanno aderito. «Bisogna avere il coraggio di affrontare con pragmatismo in Parlamento i temi della dignità della persona e del rispetto delle regole sanitarie, fiscali e di ordine pubblico, contrastando illegalità e sfruttamento» dicono i deputati.

Attenti bene: “Con Salvini non c’è dialogo. Riaprire le case chiuse non è la soluzione» afferma il deputato Vargiu, «e non lo era per la Lega che nel 2009, al governo, con Maroni ministro dell’interno, firmò un ddl contro la riapertura della case”.

A volte però gli accordi migliori si fanno a tavola, all’Expo c’è l’imbarazzo della scelta.

Print Friendly

Related Posts

Leave a Comment