Expo, Cantone: perché avete dato l’appalto a Eataly?

di BRUNO DETASSISfarinetti

A meno di un mese dalla partenza dell’Expo, e di cibo si tratta, l’Anticorruzione punta i fari di un’inchiesta sull’appalto che ha portato la società di Farinetti che gestisce Eataly, a fare la parte del leone nella ristorazione dell’evento… Niente meno che dieci punti interrogativi che chiedono precisamente… “Quali sono le circostanze che hanno portato alla proposta di collaborazione avanzata da Eataly?”. Evidentemente all’Anticorruzione qualcosa sfugge e non è chiara.

“Sulla base di quali valutazioni è stata determinata l’unicità tecnica di Eataly, atteso che non risulterebbe effettuata alcuna preventiva ricerca di mercato”. “Qual è l’importo atteso dei ricavi – indicato solo nel verbale del Cda in 44 milioni di euro – e, di conseguenza, su quali basi sono state determinate le royalties che la concessionaria retrocederà, quantificate nel 5% del fatturato, cui si somma un ulteriore 1% per fatturati sopra i 40 milioni”. Il Fatto quotidiano ha divulgato la lettera con gli interrogativi ancora aperti. Per il commissario Sala avanza lo sprettro di un Expo senza cibo made in Italy?

A Farinetti spetterebbe il 95% del fatturato per coprire le spese vive. Ma allora “qual è l’ammontare stimato dei costi correlati alla concessione, essendo prevista la deduzione delle spese per la realizzazione delle celle frigorifere e risultando ‘a carico di Expo gli oneri derivanti dai consumi di elettricità e di acqua’”. “Qual è il valore stimato del contratto di concessione da determinarsi ai sensi dell’art. 29 del decreto legislativo 163/2006” che regola gli appalti pubblici?

Leggete poi qui: “l’inserimento della clausola per cui ‘il presente contratto può essere modificato solo su accordo di entrambe le parti da stipularsi per iscritto’ non appare ammissibile trattandosi di un contratto pubblico”. E dov’è la “previsione, tra le cause di risoluzione per inadempimento e le clausole risolutive espresse, della violazione agli obblighi derivanti dal Protocollo di legalità”? Dove le penali?  “Non sono indicate penali legate al livello del servizio reso, nonostante tra le richiamate caratteristiche di unicità vi sia un’offerta alimentare di qualità a prezzi accessibili”.

Insomma, non tutto quadra. Infine, “all’interno del perimetro Eataly potrà altresì, previa approvazione da parte della direzione di Expo, organizzare e svolgere specifiche iniziative ed eventi culturali e didattici, volti a valorizzare la propria esperienza, a promuovere e valorizzare il patrimonio enogastronomico nazionale e a diffondere i valori connessi a Expo”. Quindi… “le vantate peculiarità di Eataly non risultano teleologicamente connesse con la prestazione dedotta in contratto, che, per come descritta, consisterebbe genericamente nella ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, ancorché di livello qualitativo elevato”. Stica…!!!

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