Ex sottosegretario Martini, caso vaccini: inaccettabili ricatti Lorenzin. Si occupi della malasanità al Sud

MARTINI FRANCESCACaso Vaccini. L’ex sottosegretario alla Salute Francesca Martini: “Bene il Veneto, inaccettabili i ricatti dei ministri Lorenzin e Fedeli. Giusta la proroga. Il Governo si occupi della malasanità al sud”.
“Bene il Veneto, inaccettabili i ricatti dei ministri Lorenzin e Fedeli. Giusta e doverosa la proroga. Il Governo si occupi dei numerosissimi casi di che periodicamente avvengono nelle corsie degli ospedali del sud per malasanità. Le code e la confusione in molte asl e centri vaccinali, dal nord al sud, in vista dell’apertura dell’anno scolastico, con un aumento della richiesta di informazioni da parte delle famiglie sul come mettersi in regola per rispondere alla nuova legge sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola e i continui passi indietro del governo sui requisiti necessari per l’iscrizione dei figli a scuola, prevedendo alla fine una semplice autocertificazione, sono la dimostrazione di come la norma sia poco chiara, interpretabile sia dal punto di vista medico che amministrativo e soprattutto lesiva nei confronti delle competenze in materia sanitaria delle Regionì. In tanti anni di governi di centrodestra mai abbiamo assistito o ad interventi così invasivi nei confronti dei cittadini e della loro libertà scelta dei trattamenti sanitari, né nei confronti dei governi regionali cui è deputata l’organizzazione e la gestione della materia sanitaria. E lo dico avendo avuto la responsabilità, a differenza di Fedeli e Lorenzin, di amministrare la sanità sia a livello regionale, che a livello nazionale”.

Ad a affermarlo l’ex sottosegretario alla Salute del Governo Berlusconi, la veronese  Francesca Martini,  ex leghista e ora tra i fondatori del movimento Grande Nord.

“Del resto, i dubbi e le perplessità di diversi esponenti e governatori del Partito Democratico, le prese di posizione di Codacons, del Moige e di numerose associazioni presenti sul territorio nazionale confermano che la posizione di Zaia sia corretta e di buon senso. Si tratta di un decreto governativo pasticciato, a tratti illiberale, fatto forse per accontentare importanti e potenti lobby farmaceutiche. E’ ingiusto che a pagare le conseguenze di questi diktat dal sapore vagamente dittatoriale siano bambini e giovani studenti, vittime di burocrazia  dell’arroganza di due ministri non eletti tra l’altro dal popolo. Un disordine normativo al quale sarebbe opportuno porre rimedio, se non con una modifica costituzionale, quantomeno con l’adozione di una direttiva ministeriale che possa indirizzare le regioni a utilizzare dei protocolli di intervento comuni. Come ha giustamente evidenziato il governatore veneto si percepisce chiaramente ostilità e astio del Governo Gentiloni nei confronti della nostra regione (il caso del referendum ne è un lampante esempio). Ostilità – conclude l’ex sottosegretario e assessore regionale alla Sanità del Veneto Martini  – che ricade purtroppo anche e soprattutto sui cittadini veneti. Ora le ministre provvedano subito a una proroga che permetta a tantissimi bambini di accedere al nido e alla scuola dell’infanzia che altrimenti sarebbero ingiustamente esclusi. I vaccini rappresentano uno strumento fondamentale per il debellamento e il contenimento di patologie anche gravi. Tuttavia, si tratta di un settore estremamente delicato e va valutato sul singolo bambino non solo la calendarizzazione, ma anche le condizioni generali di salute che possono aprire la strada ad eventi avversi, anche letali ”.

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