Ex fratelli-coltelli: Bodega contro Maroni e Salvini

di TONTOLO

Andando su e giù da un ponte a un altro in quel di Venezia per assistere in incognito alla Festa leghista, mi sono slogato una caviglia e dunque da ieri sera sono seduto davanti al computer a spulciare qua e là in cerca di curiosità. Faccio un inciso: in laguna la gente intervenuta era comunque tanta, lo dico per tranquillizzare quelli, fra cui molti lettori di questo giornale, che si dilettano di statistica legaiola. Volenti o nolenti il Carroccio è in grado mobilitare ancora parecchia gente, se poi a torto o a ragione questa è un’altra storia.

Detto questo, su www.lecconotizie.com ho intercettato questo sfogo del senatore Lorenzo Bodega , ex sindaco leghista della città lariana e oggi commissario nazionale del movimento Siamo gente comune, messo in piedi da lui e dalla Rosi Mauro (nella foto i due ripresi a fianco). Dice Bodega, rispondendo agli attacchi che ritiene di aver subito da Maroni e Salvini in occasione dell’inaugurazione della nuova sede provinciale del Carroccio: “Non sono io ad aver abbandonato: è la nuova Lega di Maroni a voltare le spalle al progetto di libertà della Padania, obiettivo del grande movimento di popolo fondato da Umberto Bossi”.

“Anche in questa circostanza – continua Bodega – Maroni ha sbandierato l’infelice slogan “prima il Nord”, politicamente inconsistente come chi l’ha lanciato: per il Nord, infatti, non si tratta di venire prima di qualcuno, ma di porre fine alla sudditanza romana e alla spoliazione dei frutti del proprio lavoro a vantaggio di chi vive alle sue spalle. Invece, in circa 25 anni di attività parlamentare e in 3 mandati ministeriali – rileva Bodega -, l’attuale segretario leghista non ha saputo cambiare nulla di questa pesante situazione: dovrebbe prenderne atto e passare la mano a qualcuno più capace e risoluto”. “D’altro canto – continua l’esponente di Sgc – questo fallimento si coglie precisamente nello slogan “prima il Nord” scelto da Maroni per la cosiddetta Lega 2.0: con la nuova parola d’ordine non si parla più di Padania e, di fatto, viene accantonato l’ideale indicato da Umberto Bossi”.

“Stesso discorso – aggiunge Bodega – vale per Matteo Salvini (perfetto sconosciuto ai lecchesi) che dovrebbe trarre le conclusioni della sua disastrosa attività milanese: basta vedere come è ridotto il capoluogo e a chi è finito in mano! Se avesse un minimo di dignità politica dovrebbe dimettersi da ogni incarico, invece si permette di fare del moralismo d’accatto: proprio lui che, da europarlamentare, si era preso Riccardo Bossi come portaborse, e che intasca lo stipendio dal Parlamento Europeo mantenendo il posto a Radio Padania e che fino a qualche giorno fa era anche consigliere comunale di Milano”. “In fin dei conti – conclude Bodega – è proprio lo scarso spessore politico di questa dirigenza leghista che spiega l’animosità e, dunque la paura, verso il nostro movimento: tra di noi si trova ancora la brava gente lombarda, cioè la parte migliore di quella che era la Lega di Umberto Bossi”.

Cacchio, mi son chiesto, e questi erano colleghi di partito (magari amici proprio no, ma insomma…) fino a pochi mesi orsono? Alla faccia degli ex fratelli coltelli: Bodega dice in pratica che la brava gente sta con lui e la Rosina. Ergo: chi sta dall’altra parte non è brava gente. E ancora: Bossi allal fine che farà?

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8 Comments

  1. Ferrazzi says:

    Ma Tontolo pure tu rinsavito sulla via di bellerio? Ma se gli strateghi leghisti annunciano 50 mila nel 2011 e nel 2012 poi dicono che presenze cresciute del 20% come fanno a dare 12 mila???? Risolvi il mistero chiaro a tutti e poi capirai perche se anche davvero foaserob12mila ma non sono, sarebbero comunque una miseria….

  2. Arcadico says:

    Questo scambio di ‘dispetti’ personali visualizza molto bene tutti i limiti di un movimento che avrebbe dovuto difendere gli interessi del nord mentre si è perso negli intrecci di incomprensioni politiche e/o (forse meglio dire) di cordate di potere personali (cerchisti et quadrilateristi) affossando, credo purtroppo definitivamente, la possibilità di una rappresentatività vigorosa e autorevole di tutte le aspettative che vi avevamo riposto!
    Ora dopo aver ben compreso quale fosse il vulnus, a tutti i livelli, di questo movimento rimane la questione per noi fondamentale di chi o che cosa possa erigersi a soggetto politico che possa portare avanti le nostre aspettative in modo credibile, autorevole e vigoroso e che ora purtroppo sono ancor più pressanti e indifferibili!

  3. batwoman says:

    caspita… “bodega commissario nazionale di Siamo gente comune” . Una formazione politica teoricamente nuova ed è già commissariata e senza segretario. Si vede proprio che alla coppia comune bodega- mauro non è ancora passata la mania di imperversare con i commissariamenti. Ora , non potendo più commissariare gli altri, si commissariano fra loro.

  4. Ludovico says:

    Povera Lecco !

    I tuoi figli meno nobili, gli eredi di don Abbondio, dell’Azzeccagarbugli, di Gervaso, di Perpetua…han voluto elevare al laticlavio il Bodega, con il suo programma “circonciso”, che ha fatto sghignazzare tutti, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno !

    Povera Lecco !

    Un tempo famosa per i Promessi Sposi e per aver conquistato l’Oscar della lira, oggi sulla ribalta per un senatore smemorato e per il presidente ALER che ha tagliato le gomme all’auto di un disabile !

    Povera Lecco !

    Non poveri lecchesi: se lo son voluto !

  5. Pinco Pallino says:

    Diciamocelo chiaramente tutta questa gente come faccia hanno un bel C…o il Bodega fonda un movimento e intasca lo stipendio ( gli ultimi per fortuna) eletto nella Lega
    Maroni non è altro che un Parassita e il bravo Salvini un fallito che si fa scorazzare in giro con tanto di autista in una VOLVO ( L’ho incrociato in un ristorante sul Lago di Oggiono la sera dell’inaugurazione della nuova sede di Lecco )la scadenza dei privilegi si avvicina anche per loro dobbiamo solo pazientare…….

  6. Dan says:

    Sinceramente tutti questi discorsi mi strappano a fatica uno sbadiglio. Vedo solo tanti cadregari che stanno facendo di tutto per restare ancora seduti a tavola, lontani dalla vita reale e soprattutto da un lavoro vero.

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