Ex difensore civico: “Veneti discriminati, han diritto all’indipendenza”

di ALTRE FONTI

VERONA — «Il dato è chiarissimo: i veneti sono discriminati, sia economicamente che politicamente. E la normativa internazionale, in base a questa premessa, dà loro tutto il diritto di chiedere l’indipendenza». Vittorio Bottoli è un fiume in piena. Per molti anni leader di Alleanza Nazionale (di cui è stato capogruppo a Palazzo Barbieri), per dieci anni Difensore Civico regionale, poi docente a Giurisprudenza, a Verona, e a Scienze Politiche, a Padova, Bottoli è autore di un libro dal titolo che non lascia adito a dubbi: «Secessione, diritto dovere». Ed espone con la foga di sempre la sua tesi: «Da Norberto Bobbio a Mortati a Zagrebelsky, ho studiato a fondo le tesi di tutti i maggiori costituzionalisti e filosofi del diritto. E la conclusione è lampante: il diritto all’autodeterminazione è chiarissimo quando una parte della popolazione viene discriminata».

Ma i veneti in che modo sono discriminati? «E’ evidentissimo! Guardate come sono trattati i veneti rispetto ai trentini e agli alto-atesini. Se ci si sposa in trentino, a 30 anni, si riceve il 50% dei soldi per comprar casa, a fondo perduto, e il resto si paga con un mutuo trentennale all’uno per cento. E ai veneti? Neanche un centesimo! E lo stesso vale per i… regali ai cittadini dell’Alto Adige. E i veneti? Zero su zero! E così accade negli ospedali e via dicendo».

E la discriminazione politica? «Scusi, ma i nostri parlamentari chi li sceglie? Il cittadino? No, di certo: noi ratifichiamo solo la decisione del segretario del partito. E puoi candidarti se non ti appoggia quel segretario? Certo che no. E allora ecco che sono violati l’articolo 1 e l’articolo 25 di una legge internazionale, il Pdcp, Patto sui diritti civili e politici, recepito in Italia dalla legge 25 ottobre 1977 numero 88. Diritto positivo, non opinioni!».

Ma allora qual è la proposta concreta? «Per il principio di sussidiarietà, riconosciuto dal Trattato di Maastricht, il cittadino ha il diritto di essere governato dall’ente a lui più vicino. Nel caso in cui questo (ad esempio il Comune) non sia in grado di assicurare tutti i servizi, si ricorre via via agli enti superiori. Ma la Regione Veneto ha gli stessi abitanti della Danimarca, ed è in grado di assicurare tutti i servizi, lasciando semmai allo Stato solo le funzioni residuali, come la politica estera (battere moneta, invece, non serve più, visto che c’è l’euro). Lo stesso articolo 114 della Costituzione oggi afferma che la Repubblica “è costituita” da comuni, province, regioni e, per ultimo, dallo Stato. Lo Stato è solo una parte della Repubblica, quindi. E io voglio sia mantenuta la Repubblica, rinunciando allo Stato centralista. Si legga Thoreau, si legga Benjamin Constant… Leggete cosa dice Pietro Ichino, nel suo ultimo libro: “Il Welfare ideale? In Danimarca e Svezia”. Che sono piccoli stati. E Ichino spiega che il vero Welfare può esistere solo nei piccoli Stati, grandi come le nostre regioni».

Ultima domanda: Vittorio Bottoli, uomo di destra, una vita da nazionalista. Com’è arrivato a sostenere queste tesi? «Mi chiamo Vittorio perché sono nato il 4 novembre, conservo il medagliere di mio nonno, sono stato alpino e mio figlio è stato parà nella Folgore. Ho sempre creduto nella Patria. Ma quella Patria è scomparsa, sostituita da uno Stato accentratore non più in grado di autorigenerarsi. E allora è un dovere, ancor più che un diritto, riprenderci la libertà che ci è stata sottratta».

di Lillo Aldegheri – Tratto da http://corrieredelveneto.corriere.it

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17 Comments

  1. Barbara Vr says:

    Bene

  2. Ricky says:

    Come al solito ci risiamo con i distinguo. Io sono nato e cresciuto in Veneto e ai miei tempi, ho 47 anni, da bocia ripetevo la filastrocca dei colori delle tre merde, ma non ero conscio della storia della mia Terra, come molti sono cresciuto credendomi prima italiano e poi Veneto. Crescendo, conoscendo e capendo sono diventato, o meglio tornato ad essere, solo Veneto. Non so se questo Signore sia o si senta Veneto, ma certo è che come docente scrivere di Autodeterminazione è quanto di più ardito vi sia, e qusli siano le sue ragioni di fondo, è un’altra pietra angolare alla casa Veneto Indipendente. Ringraziamolo e possibilmente leggiamo il suo libro che ci serva ad accrescere la cultura ed a darci una mano quando incontriamo degli scettici a convincerli della giustezza del nostro pensiero!

  3. Roberto Porcù says:

    Molti commenti mi lasciano stupito. Ritengo provengano da persone che si sono politicamente svegliate con il verbo di Bossi che, secondo me, tanto male ha fatto al Veneto ed all’Altaitalia tutta. Bossi è uno che quando avvertiva di avere attorno qualcuno che lo sovrastava culturalmente, subito faceva in modo di tagliargli le gambe a furor di piazza. A voi cercarne i riscontri. Adesso c’è questo Vittorio Bottoli, che io non conoscevo ed il cui libro non ho letto, che dà un supporto di tutto rispetto a ciò che noi buzzurri sottuculturati andiamo dicendo e subito c’è chi ci si fa sotto per tagliargli le gambe. Ma siete fuori di testa? Ma questa cavolo di battaglia la volete vincere o vi piace far gazzarra tanto per farla?

    • Maurizio Bedin says:

      Sono d’accordo con Roberto Porcù, Isi, ed Erik! Non stiamo a fare gli schizzignosi nel dire “chi xeo, dove jere’o e dove xeo stà fin desso”. Se guardassimo a quanti veramente eravamo agli albori e solo “noi” potessimo dare la patente a qualcuno di “Veneto”, beh, saremmo in veramente pochini!
      Dunque, non facciamo l’errore di discriminare chi prima era sotto altri vessilli, ma felicitiamoci con noi e con loro per avere intrapreso la vie che, tutti uniti, ci porterà al VERO cambiamento! Ed a proposito della destra (non mi è mai stata “simpatica”), volevo ricordare ai vecchi Venetisti o patrioti Veneti che, circa un 25/30 anni fa, c’era in quel di Verona una corrente della destra che Almirante stesso osteggiava, in quanto filo Serenissima e autonomista (se non secessionista), capeggiata da un certo Pasetto, morto per incidente stradale (come Haider?), con cui scambiavo opinioni politiche. Vi dirò che, nonostante la mia avversione alle ideologie di destra, con lui ho sempre avuto molti punti in comune, specie sull’ideologia separatista e secessionista.
      Dunque, qui si tratta di fare gruppo comune e trasversale! Al raggiungimento dell’agognata indipendenza, ognuno lavorerà per la sua ideologia all’interno della nuova (rinata?) Repubblica Veneta. A tutti Serenissimi saluti. WSM

  4. Allmore says:

    Io preferisco rimanere nel tema centrale della dichiarazione :
    “Veneti discriminati, han diritto all’indipendenza” !

    Cosa facesse o votasse prima, oppure l’attuale mestiere è per me un principio assolutamente secondario.

    La questione fondamentale è che sempre più gente, anche a livello trasversale, si sta rendendo conto dell’importanza di far valere la sovranità del popolo in ogni campo istituzionale sul principio della democrazia diretta, formula eminentemente avanzata per le decisioni pubbliche.

    Che i tecnocrati e politici vadano in pensione, il potere deve finalmente passare nelle mani della grande assemblea popolare.

  5. Isi says:

    Sono veramente stupita nel vedere quanti senza avere letto il libro in questione diano giudizi sull’ autore . Io l’ho letto e consiglio a chi è interessato all’argomento di fare altrettanto. Solo così si possono chiarire i dubbi , l’opera è scritta in modo semplice e chiaro .Partendo dall’art. 1 della costituzione ( la sovranità appartiene al popolo ) spiega perchè i popoli hanno diritto all’autodeterminazione e quindi alla secessione come ” rimedio estremo al compimento da parte di uno stato di gravi, persistenti ed irrimediabili violazioni dell’autodeterdeminazione interna e/o dei fondamentali diritti civili e politici di minoranze o gruppi etnici sottoposti alla sovranità “. Continua spiegando che l’autodeterminazione interna è riconosciuta dal PATTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI CIVILI E POLITICI del 1966 e riconosciuto dalla legge del nostro paese. L’ordinamento internazionale riconosce,nel caso in cui gli Stati non si adeguino alle norme , un diritto di autodeterminazione e come estrema ratio un vero e proprio diritto di secessione . Tale ragionamento è quello che, da più di anno , INDIPENDENZA VENETA spiega nelle serate informative e da cui è partito quel progetto che oggi sempre più veneti stanno condividendo.

  6. sandrino speri says:

    Li hanno spediti come quando è nata la Lega: da Alleanza Nazionale arrivano e subito Senatori,Andreoli, ,Brugnettini,Serena,dalla D.C.Tosi,Bonato,Signorini,subito onorevoli,per dire i primi nomi che mi vengono alla mente.La storia si ripete,ma mai nello stesso modo anche se i Veneti, sono un pò coglioni,il popolo Veneto titolare dell’originaria sovranità stavolta si farà sentire.Governatore Galan perchè non gli hai dato la pensione e hai fatto diventare secessionista un puro italione.Sig.Bottoli il quesito che lei pone(discriminazione verso il popolo Veneto) è stato già fatto dagli avvocati Mario Rigoni e Ivone Caccivillani ed è stato respinto dalla corte Europea.L’unico particolare interessante della sentenza è che venne fatta redigere,proprio a un giudice italiano(Zagrebelsky) se c’erano dubbi sui giudici italiani,non possono mancare quelli sui giudici europei.I Veneti i dise se no lè supa,lè pan bagnà.

  7. mv1297 says:

    pensione a 1000 euro max, e grazie per la tarda conversione (meglio tardi che mai, no?)

  8. AUVERNO says:

    leghisti tricoloruti, fascisti secessionisti, due papi e la Kyenge ministro…

    non si capisce più un cazzo…

  9. erik says:

    Bell’articolo comunque. Non avete capito il senso. Il suo é un discorso con basi socio filosofiche per giungere ad una conclusione politica.

  10. luigi bandiera says:

    Sembra uno che cerca il momento giusto per fare il salto della quaglia, visto gli andazzi.

    E quanti sono lì pronti dato che l’itaglia ormai e’ fottuta.

    Gia’, ne vedo parecchi lì alla partenza pronti a scattare per accaparrarsi un posto al sole.

    Appena crollera’ tutto ci sara’ il via, il segnale…

    Ne troveremo altri convinti e sinceri pentiti di essere stati servitori del trikolore e spasimanti per l’ indipendentismo…

    Dognimodo, lo legge anche un cieco che noi veneti abbiamo diritto.

    Ma i soliti briganti, rapinatori e mantenuti fanno gli gnorri e poi, se capitasse il miracolo, ce li ritroveremo…

    Salam

  11. Dan says:

    Domandina impudente: attualmente il tipo qua che lavoro fa ?

    Prima ha fatto il politico, poi stipendiato dalla regione, poi passato di mano all’università. Nazionalista finchè gli è convenuto quindi ?

    I veneti saranno discriminati economicamente ma non mi sembra un esempio serio tirare in ballo un privilegio che la regione autonoma del trentino offre ai propri abitanti.
    Sanno tirare fuori esempi più convincenti i leghisti a sto punto.

    Vuole veramente l’indipendenza o sta cercando solo un’autonomia simile a quella dei propri vicini ?

  12. Trasea Peto says:

    vuole che sia mantenuta la Repubblica, vuole lo stesso trattamento dell’Ente Regione Trentino A.A., ma parla di piccoli Stati e diritto all’autodeterminazione. Boh…a me sembra uno che vuole sfruttare le leggi per l’autodeterminazione per arrivare all’autonomia…mica all’indipendenza totale! …boh, e poi parla di popolazione non di popolo…

    • Dan says:

      Prima era leader di AN, adesso non lo è più: s’è ritirato o l’hanno spedito ?

      Sta cercando di nuovo di tornare sulla cresta di una qualche onda ?

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