Ex Bel Paese: crescono gli imprenditori immigrati, crollano gli italiani

di CLAUDIO PREVOSTI

Sono oltre 2 milioni i lavoratori stranieri nel nostro Paese, pari al 9,8% degli occupati. Gli immigrati guadagnano meno degli italiani e quindi fanno ancora piu’ fatica ad arrivare alla fine del mese, ma fra loro, al contrario degli italiani, cresce il numero di imprenditori. Pagano le tasse e quindi danno una mano all’economia italiana: i contribuenti nati all’estero (compresi quelli nati in Paesi come Francia e Svizzera ma con cittadinanza italiana) sono in tutto 3,4 milioni e dichiarano al fisco quasi 42 miliardi di euro, vale a dire l’8,2% di tutti i contribuenti e il 5,3% del reddito complesivo dichiarato in Italia. Sempre nel 2010 hanno anche pagato 6,2 miliardi di Irpef.

Secondo il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, questi numeri stanno a dimostrare che gli stranieri sono una ”risorsa e non un problema, soprattutto in questi tempi di crisi”. Una crisi che gli immigrati stanno pagando piu’ di tutti, con un tasso di disoccupazione cresciuto dall’8,5% del 2008 al 12,1% del 2011, retribuzioni inferiori in media di oltre 300 euro al mese rispetto ai lavoratori italiani e con il 42,2% delle famiglie straniere che vivono al di sotto della soglia di poverta’ (quelle italiane sono il 12,6%).

Sono solo alcuni dei dati raccolti nel Rapporto 2012 sull’economia dell’immigrazione realizzato dall’ istituto di ricerca nato per inziativa della Cgia di Mestre, e patrocinato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni e dal Ministero degli Affari Esteri. I dati raccolti vanno anche in controtendenza rispetto alla reazione di fronte alla crisi: a fine 2011, infatti, il numero degli imprenditori nati all’estero con un’attivita’ in proprio in Italia erano circa 412 mila, pari ad un aumento del 5,6% rispetto al 2010 e addirittura il 36% in piu’ rispetto al 2006. Esattamente il contrario di quello che succede fra gli imprenditori italiani, che fra il 2006 e il 2010 sono diminuiti del 6,8% e che in un solo un anno (2010-2011) sono calati dell’ 1,4%.

”Le potenzialita’ di ripresa e di sviluppo fornite dal contributo degli stranieri all’economia possono rivelarsi fondamentali per uscire da questo difficile periodo – ha sottolineato il direttore dell’Ufficio per il Mediterraneo dell’Oim Jose’ Angel Oropeza commentando i dati del Rapporto presentato a Ca’ Foscari nel corso del convegno ‘L’immigrazione in tempo di crisi’ – Se da una parte l’impatto positivo della migrazione sull’economia viene ormai ampiamente riconosciuto, il tema della percezione dei migranti non ha purtroppo registrato grandi passi avanti. E l’Italia in questo non fa eccezione”. Degli oltre 2 milioni di stranieri occupati, circa l’87% sono lavoratori dipendenti inquadrati come operai con bassa qualifica professionale in piccole e micro-imprese, soprattutto nel terziario (51,5%).

Tra il 2008 e il 2010 il tasso di disoccupazione e’ aumentato del 3,5% e 310 mila immigrati sono rimasti senza lavoro (un nuovo disoccupato su tre e’ di origini straniere). Le maggiori difficolta’ economiche spesso non consentono alle famiglie straniere ne’ di sostenere una spesa imprevista di qualche centinaia di euro, ne’ di concedersi una sola settimana di ferie: il 53,6% infatti non puo’ permettersi neppure quella (contro il 39,2% delle famiglie italiane). Eppure, nonostante il periodo di crisi, ”nessuno puo’ negare il contributo che gli immigrati hanno dato e danno all’Italia”: ”I governi scelgano cosa fare – ha concluso Oropeza – e decidano se adottare una politica di chiusura o, come suggeriamo noi, di promuovere invece un politica di apertura riconoscendo i migranti come componenti essenziali per la piena ripresa dalla crisi”.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

8 Comments

  1. Culitto Salvatore says:

    come sempre evitiamo di generalizzare…non sono tutti brutti sporchi e cattivi,la maggioranza è solo brutta e sporca :-p
    come in tutte le varie società ci sono brave persone e cattive persone, il fatto che gli immigrati extracomunitari siano fin troppo clandestini e quindi poco (o per niente) controllati ci fa presumere che siano tutti “cattivi”, sono più i deboli e gli sfruttati gente che ha dovuto lasciare la propria terra la propria casa perchè non rischiava un di perdere denaro rischiava di perdere la vita, un po di comprensione è dovuta ma è dovuto anche un maggior controllo

  2. Gio' says:

    Che gli immigrati guadagnino meno degli italiani e’ ancora tutto da dimostrare.Anziché leggere i dati statistici,vediamo meglio la realtà sul territorio. Le badanti e/o similari inviano, netti al mese 1300€ sui loro conti Esteri (1100 salario + 250 di lavori domestici eseguiti nel loro tempo libero + da 50 a 300€ quando, da veri imprenditori di loro stessi,procacciano lavoro ai loro connazionali. E ancora, quando muore il pensionato a cui badano, conoscono molto bene le pratiche da inoltrare all’INPS per ottenere l’indennità di disoccupazione che arriva precisa, come un orologio svizzero, il mese successivo. Nel frattempo, lavorano in nero per altri tre, quattro mesi fino al nuovo contratto.Sommando,il loro guadagno mensile arriva tranquillamente a 1800€ sempre netti senza pagare alcunché di tasse, servizi sanitari compresi.Non tutti pero’ si comportano così, ma…. una buona parte esiste.

  3. lory says:

    oltre a qualche onesto lavoratore, mi risulta che parecchi estracomunitari sono impiagati nel settore della droga della prostituzione,nella vendita abusiva ,nel lavoro nero ecc.ecc.

    • Culitto Salvatore says:

      la stessa cosa la si potrebbe dire per un imprenditore veneto o lombardo impegnato nella nobile arte dell’evasione fiscale o dello sfruttamento così come lo si potrebbe dire per un imprenditore siciliano o calabrese impegnato anch’esso nella più nobile arte del pizzo e intimidazione…

      non è che sono tutti così, ce ne sono tanti, troppi,ma non tutti, nel piccolo paese dove vivo ci sono parecchi extracomunitari(alcuni considerano i rumeni extracomunitari…erroneamente), la maggior parte sono onesti e grandi lavoratori, e non credo che il caso del mio paese sia unico in italia

  4. Silvano says:

    Una risorsa?????.
    Questi di notte e di giorno si accoltellano e si sparano, chi paga le spese mediche??
    Tutti i clandestini vengono prima di noi negli ospedali, e non possiamo nenche chiedergli il nome, io se vano a farmi un esame mi chiedono nome cognome cod fisc e quanto guadagno, in mancanza di uno di questi dati mi lasciano morire.
    Nessuno ha mai calcolato quanto ammontano in miliardi di euro i furti che avvengono nelle ns. case e fabbriche da parte di queste persone?
    Quanto ammontano le spese di Polizia per contrastare queste persone?
    Provate ad aprire un giornale nella cronaca locale, ogni volta mi domando: ma siamo in Italia quì??
    Fatto il dovuto bilancio, entrate e spese sostenute,
    ho molti dubbi che saranno loro a pagarmi la pensione.
    Ho 47 anni e da 31 lavoro, forse tra 20/25 anni questo stato mi darà 1 panino e 1 bottiglia di acqua (1/2 litro)
    al giorno. Altro che pensione.

  5. Franco says:

    La Fondazione Leone Manessa ci sa dire anche quanti spacciatori sono compresi tra i 3.4 milioni di immigrati? Tra gli “imprenditori”ci sono anche loro? Già, dimenticavo, forse è impossibile perché non denunciano niente al fisco.

Leave a Comment