Evasore, debitore e regime bancario. Urge un’amnistia generale

di MICHELANGELO BRICHESE

In riferimento al dato comunicato dalla Guardia di Finanza, pochi giorni fa, durante la conferenza stampa per il bilancio dell’attività ispettiva del 2013 a proposito della somma nascosta attraverso l’evasione fiscale, una cifra che si aggira intorno ai 60 miliardi di euro annui, mi è sorta questa riflessione sulla figura dell’evasore fiscale e quella del debitore che sembrano la stessa cosa ma non lo sono.

L’evasore fiscale è colui il quale si sottrae totalmente o parzialmente all’obbligo di pagare le imposte, mentre il debitore è il soggetto al quale fa capo una situazione passiva di un rapporto obbligatorio ed è responsabile dell’inadempimento di cui risponde con tutti i suoi beni. Questi due soggetti sono parte integrante del sistema socio-economico composto da cittadini, imprese (tra le quali a far data dal Decreto n. 385 del 1993 sono comprese le banche ), Stato e Magistratura e che attraverso regole, controlli dovrebbe raggiungere un equilibrio tale da creare un benessere collettivo.

Le banche sono un’istituzione importante facilitano transazioni economiche, permettono pagamenti in ogni luogo ci troviamo, erogano credito e gestiscono il risparmio. Ben comprendiamo l’utilità, il ruolo nei rapporti economici in un mercato planetario. Tuttavia, le banche, non rispettando la normativa che ne disciplina l’azione possono trasformarsi nella fonte del problema. Nell’errata interpretazione delle Leggi da parte dei speculatori del mondo economico-finanziario si cela anche, a volte, un comportamento oggettivamente doloso da parte delle stesse Banche e Società finanziarie, al solo fine di ottenere prestazioni non loro spettanti.

Oramai, una consolidata giurisprudenza tutela il cittadino che in presenza di illeciti sporge reclami o denunce. Annualmente, la cifra che il settore del credito e dintorni indebitamente trattiene con le cosiddette anomalie matematico-finanziarie che comportano spesso l’anatocismo, l’usura, occultamento di costi e spese, è stimata dagli esperti del settore in circa 50 miliardi di euro l’anno. In virtù di questo circolo vizioso si generano i debitori che diventano , per necessità contingenti, evasori. Una conferma arriva da numerose sentenze, l’ultima in ordine di tempo dal Tribunale di Padova dove un imprenditore che non ha versato l’IVA è stato assolto perché il perdurare della crisi lo ha costretto ad non adempiere alle gabelle tributarie perché ha preferito pagare i dipendenti e sostenere in questa maniera le famiglie.

Cosa emerge da questa analisi, dove alberga la verità? Evasore fiscale o debitore? Questo è il dilemma! Vista la congiuntura socioeconomica, oramai prossima alla depressione, data la diffusione dell’usura bancaria dovrebbe intervenire il legislatore ovvero il Parlamento, approvando un’amnistia in cambio del risarcimento di capitali e proprietà immobiliari ingiustamente ed illegalmente sottratte a famiglie ed imprese a causa del finora omesso intervento dell’autorità pubblica.

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