EVASIONE: SVIZZERA E GRAN BRETAGNA BEFFANO LA UE

di REDAZIONE

Chi, se non la Svizzera, che non fa parte dell’UE, e la Gran Bretagna, che non è di certo il più leale tra gli Stati membri dell’Unione, potevano trovare il modo di aggirare la Commissione europea, difensore degli interessi di tutta l’Unione? E’ infatti successo che Berna e Londra hanno annunciato di aver firmato un accordo bilaterale che dovrebbe soddisfare i requisiti della legislazione europea, contrariamente alla copia precedente. I vantaggi per i due paesi rimangono gli stessi: la Svizzera può preservare il segreto bancario, mentre la Gran Bretagna può recuperare i capitali evasi al fisco dai suoi cittadini.

La sorpresa riguarda sia il contenuto che la forma. In visita presso le istituzioni europee a Bruxelles assieme al collega e ministro degli esteri Didier Burkhalter, la presidente della Confederazione e ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf ha informato direttamente il commissario alla fiscalità Algirdas Semeta e il presidente della Commissione José Manuel Barroso che l’accordo era stato raggiunto. «Lo abbiamo saputo oggi. Non è stata una mossa molto garbata da parte dei nostri amici svizzeri. Anzi, direi che è stata un po’ una provocazione», ha commentato una fonte comunitaria.

Tutto porta a credere che Berna e Londra siano riuscite a trovare le contromosse per soddisfare le obiezioni che aveva sollevato la Commissione. Dopo aver studiato a lungo la prima versione degli accordi che Berna ha negoziato con Londra e Berlino, i servizi giuridici del commissario Algirdas Semeta erano giunti alla conclusione che gli Stati membri non potevano sottoscrivere dei trattati bilaterali in ambiti di competenza comunitaria, ovvero dell’Unione Europea nel suo insieme.

La determinazione di Svizzera e Gran Bretagna ha però avuto la meglio. I negoziatori inglesi ed elvetici hanno proceduto a due rettifiche: tutto quello che concerne la fiscalità del risparmio, e che è quindi di competenza comunitaria, è stato tolto dall’accordo e figura in un protocollo aggiuntivo. L’imposta liberatoria è invece stata inclusa in una «dichiarazione».

«Per il cliente non cambia nulla, ma la base giuridica è un’altra. La Commissione non avrà i mezzi giuridici per opporsi a una simile dichiarazione», ci si rallegra da parte svizzera.

La manovra è abile. La Commissione si trova ora un po’ con le mani legate, poiché la decisione di perseguire o meno chi froda il fisco è di competenza nazionale. I suoi giuristi cercheranno ora di trovare se nel testo dell’accordo un granello di sabbia che possa far inceppare l’ingranaggio. Intanto, Berna sembra aver marcato un punto.

La soddisfazione dei consiglieri federali è comunque stata presto placata dalle dichiarazioni di José Manuel Barroso. Durante il pranzo, il presidente della Commissione è stato chiaro: l’Unione Europea respinge l’approccio pragmatico e settoriale proposto da Berna; Bruxelles vuole invece dare un quadro istituzionale agli accordi bilaterali.

 

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3 Comments

  1. suslov says:

    Siamo nelle mani degli speculatori, in italia si sono comprati pure il PD ed hanno prima allungato le pensioni di un decennio, adesso abolito l’art. 18, in Ungheria le destre europee stanno sperimentando nuove forme di dittatura, ma dove pensano di andare, la gente ormai li ha scoperti questi figli di professionista, ormai sanno che pure Bersani e Napolitano si sono venduti, viva Vendola!

    • stefano says:

      Dalle notizie che arrivano dalla Puglia pare che nemmeno di Vendola ci si possa fidare: o è un venduto anche lui o semplicemente gliela si fa sotto il naso con una facilità estrema.
      Il fatto che sia imbevuto di ideologia socialista credo non ti disturbi, ma a me anche quello non piace di Vendola.

    • Andrea says:

      Vendola? Avere l’orecchino e parlar fumoso non lo rende migliore degli altri compagni di merende… E poi, prima morto che comunista.

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