EVASIONE, MA LO STATO NON E’ LEALE COI CITTADINI

di CARLO MONTAGNA

Probabilmente l’applausometro nazionale ha fatto registrare il suo picco quando in pieno clima vacanziero gli uomini della Guardia di Finanza hanno sconvolto la pace cortinese. All’ombra del Faloria una nutrita squadra di uomini dal basco grigio-verde ha eseguito controlli all’interno degli esercizi commerciali di Cortina d’Ampezzo ed ha effettuato controlli incrociati sbirciando marca e modello delle autovetture dei villeggianti, di quest’ultime si è cercato di capire se vi era compatibilità tra il livello del lusso delle quattro ruote e quanto dai proprietari precedentemente donato al fisco. Quale migliore vetrina d’ostentazione per i nuovi e i vecchi (e i falsi) ricchi se non il famoso Corso ampezzano con obbligatorio “struscio” e fermata al Lovat per gustare una cioccolata calda con panna? Intendiamoci, l’evasione va combattuta severamente. Verrebbe da aggiungere severamente e seriamente. Il messaggio è chiaro: ora lo Stato deve far sentire la sua pesante mano, sono finiti i tempi del velluto, si è passati alla corazza.

Ma se i cittadini pretendessero lo stesso modus operandi dallo Stato? Una sorta di reciprocità. Io cittadino sono fedele allo Stato quanto lo stesso Stato lo è con me. Tempi certi per la giustizia, per i pagamenti provenienti dalle casse pubbliche, puntualità dei pagamenti dei rimborsi riconosciuti, semplificazione burocratica, sanità funzionante e chissà quant’altro ancora. Populismo, idealismo? Può darsi, però sarebbe ora d’incominciare a meglio chiarire quali soni i rapporti tra cittadini e Stato. Quali sono i fondamenti di uno Stato Moderno o post-Moderno? Stiamo tornando ad un’epoca ante Thomas Hobbes, autore de Il Leviatano dove è la natura (e quindi il più forte) ad avere la meglio? E se un cittadino si rivolgesse allo Stato con un evangelico: “non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te”? Per ora il blitz degli uomini della Guardia di Finanza ha sortito un immediato risultato: la massa ridente ha festeggiato il nuovo anno con lo stesso entusiasmo con cui il popolo parigino vedeva rotolare le teste ghigliottinate dei nobili. Speranzosi di vedere presto un altro capo sanguinolento finire nella cesta di vimini. Più che senso di giustizia, mi sembra siano prevalsi l’invidia e l’astio. Ricordo un simpatico dibattito nato poco dopo l’uscita del libro di Roberto Saviano, Gomorra. Quando l’autore descriveva la poco ridente cittadina di Casal di Principe (Caserta) narrava come la cittadina fosse nota per avere la più alta percentuale di concentrazione di auto Mercedes d’Italia. Ma da quelle parti nessuno va a verificare la compatibilità tra quanto versato al fisco e quanto posseduto? E il popolo che applaude al blitz cortinese si è già dimenticato che Massimo D’Alema (sia pure tramite leasing o altre diavolerie e in comproprietà), comunque aveva (recentemente lo ha messa in vendita) la disponibilità di una lussuosa barca a vela. Si chiamava Ikarus, uno sloop di sessanta piedi con quattro cabine e tre bagni. Ma anche questo è populismo. Naturalmente.

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Lo stato NON puo’ essere leale. Infatti e’ occupato da BRIGANTI, MANTENUTI E RAPINATORI… mai stati LEALI..!!

    Salam

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