Evasione fiscale: tanti annunci ma pochi soldi nelle casse dello Stato-ladro

di ARTURO DOILO

Tutta la stampa, tra ieri ed oggi, ha titolato più o meno così: “Flop del fisco, non riscossi oltre 500 miliardi di evasione”! Avrebbero dovuto aggiungere “presunta”. Per dirla con mio nonno, dalla teoria alla pratica ce ne passa, e la fantomatica (ed a tratti criminale) lotta all’evasione fiscale degli ultimi tredici anni circa mostra il vero volto di quel che accade. In pratica, un conto è additare qualcuno come evasore e mostrarlo al pubblico ludibrio con tanto di fuoco di fila dei giornaloni complici a tesser le lodi degli aguzzini di Stato; un altro è dimostrare che sia stato commesso qualche reato.

Vediamo qualche numero, lanciato da tutte le agenzie. Dal 2000 al 30 aprile scorso, i carichi a ruolo sono ammontati a 807,7 miliardi di euro. Le riscossioni effettive ricavate da quest’enorme importo sono state però pari appena a 69,1 mld. E’ quanto emerge dai dati consegnati alla Commissione Finanze della Camera dal Ministero dell’Economia. Tolti, dalla cifra complessiva, 193,1 miliardi di “carico sgravato totale”, resta ancora da riscuotere un residuo di 545,5 miliardi. Si tratta, però, anche in questo caso di un importo che esiste sulla carta. Ergo, di propaganda! Dall’importo bisogna difatti detrarre, si rileva dalla tabella fornita dal Ministero, una consistente quota pari a 107,2 miliardi di euro relativa a soggetti già falliti (grazie Italia!!!), quindi impossibilitati a pagare. A questa si aggiungono 20,8 miliardi di “sospesi”, sono infine, in rateazione, 18,6 mld di euro.

Quanto, in sostanza, negli anni trascorsi è stato riscosso da Equitalia? (Che per la cronaca è stata inventata da Berlusconi con voto favorevole anche dei suoi alleati, che oggi fanno tanto gli sdegnati). Il dato tende “strutturalmente ad attestarsi intorno al 20%”, ha spiegato il vice ministro dell’Economia, Lugi Casero. Esatto, quello che – più o meno – ho sempre spiegato essere il vero valore dell’ammontare dell’evasione fiscale (che continuo a non condannare, sia chiaro), rispetto alle sparate ufficiali. Oltre l’80% del carico residuo che non è mai stato incassato è riferibile a debitori iscritti a ruolo per importi complessivamente pari o superiori a 500.000 euro (si tratta di 121.409 soggetti per un carico netto residuo da riscuotere pari a 452 miliardi di euro). Da riscuotere, capito? E solo nel caso in cui lo Stato ladro dovesse avere ragione.

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10 Comments

  1. francesco says:

    Ron Paul FOREVER

  2. Albert Nextein says:

    Tredici anni è un periodo di tempo demenziale, come tutto il sistema fiscale.
    Ora, se il fisco chiede 800 miliardi, in base a valutazioni del tutto unilaterali e quindi soggettive, anche se apparentemente legali, e poi ne in cassa meno di un decimo in tredici anni, questo per me significa che 730 miliardi non sono altro che richieste strumentali.
    Soldi non dovuti e richiesti a scopo intimidatorio.
    Strumentali per tre ragioni.
    Primo, individuare ed additare al pubblico ludibrio i “responsabili” del dissesto italiano, cioè gli evasori.
    Secondo, addomesticare ed abbellire i conti fallimentari dello stato ponendo tali somme in qualche riga dei bilanci pubblici.
    Terzo, mantenere sotto scacco ed impauriti tutti i cittadini.

    Ora, che si contino i soldi buttati via dal sistema di potere pubblico nel medesimo periodo, e lo si confronti con l’aumento reale del furto fiscale.
    Si conti l’aumento delle entrate pubbliche e l’aumento della spesa col debito totale.

    Dai che con questa storia delle richieste fiscali ci vogliono prendere in giro.

  3. Ferdinando says:

    Sara perché le tasse le nos sempre pagate fino all’ultimo centesimo ( anzi me le trattengono in busta paga ancor prima di incassare ) ma il tono di questo articolo devo dire mi disgusta veramente.IL zelante articolista dimentica di dire che si tratta di imposti GIÀ ACCERTIE DOVUTI e quindi NON PRESUNTI.
    pensare che circa 129 mila persone mi abbiano costretto a versare al lor posto la arte di mia competenza di quei 500 miliardi mica incazzare e non solo con loro ma anche chi, come l’articolista, la butta in farsa !!!!!

  4. ermanno says:

    chi evade, chi chiude, chi ‘scappa’ dall italia.

    pernigotti, 75mil anno, venduta ai turchi
    fiat ,salta x l amministrazione ad amsterdam e per il fisco in uk…

    italia già affondata

  5. luigi bandiera says:

    Mi viene di cantare:

    e la parca torno’ sola… (Gino Latilla e altri)

    Il resto e’ qui..!!!! direbbe carramba che non sorpresa della Carra:

    http://www.angolotesti.it/G/testi_canzoni_gino_latilla_1_12724/testo_canzone_e_la_barca_torno_sola_423855.html

    LA TROJA CITTA’ ORMAI STA BRUCIANDO..!!

  6. alessioXL says:

    Salta chi zompa.

  7. pippogigi says:

    Occorre fare una premessa: l’attività di accertamento ha un costo, le sempre più bizantine e marziane norme per diminuire l’evasione hanno un costo per le aziende.
    Detto questo spieghiamo perché alle mirabolanti cifre propagandistiche annunciate non segue una pari cifra incassata.
    Chi vuole evadere realmente se ne frega delle norme: mettono un nulla tenente, un pensionato ultranovanentenne, un extracomunitario in procinto di tornare definitivamente al paesello e quando l’evasione viene scoperta non c’è nulla di riscuotere, talvolta nessuno a cui mandare la cartella.
    Infine le grosse aziende, quelle che foraggiano i partiti, non hanno bisogno di tanti trucchi, basta una telefonata al Ministro delle Finanze o a un capolista e la norma “ad hoc” è belle pronta (per non dire di peggio.
    Chi ha minori conoscenze ma grosse aziende può permettersi fior di commercialisti, avvocati, aziende all’estero, in paradisi fiscali, ecc
    Poi si passa alla massa delle pecore tosate, quelle medie piccole aziende che forniscono il 90% del gettito. In italia, il 60% delle cause che finiscono in commissione tributaria vengono perse dallo Stato. In Francia sono il 4%.
    Infine una spiegazione su come avvengono gli accertamenti: vista l’incertezza della norma qualunque verificatore o finanziere non può uscire da un azienda a mani vuote, si farebbe ridere dietro. Quindi la prassi è: verbale in tutti i casi. Il verbale di solito ha cifre esagerate, iperboliche, il fine è quello di spaventare il contribuente quando poi si presenterà al suq arabo dell’Agenzia delle Entrate. Come in un mercato del terzo mondo si assiste ad offerte e controofferte che finiscono generalmente con un offerta al ribasso del 25% rispetto alla cifra accertata inizialmente. Se la cifra è bassa, sui 5.000 euro, per esempio, calcolando cosa possa costare un commercialista per il ricorso in Commissione tributaria e l’esito incerto con il rischio di arrivare la terzo grado di giudizio, il contribuente pecora da tosare generalmente accetta.
    Quindi un 75% in meno di alcuni accertamenti, un 60% in meno per le cause in commissione, un 100% in meno dei veri evasori professionisti ed il conto è presto fatto.
    Provate a cercare cosa ci costa questo fallimento in termini di persone e risorse impiegate.
    Nei paesi civili (basta andare a Chiasso per trovarne uno, non serve mica andare lontano) si fa invece un bel concordato preventivo, si stabilisce prima quanto pagare per il quinquiennio successivo e sono tutti contenti. Ma sto parlando di paesi civili, non del terzo mondo….

    • pippogigi says:

      Scusate se mi dilungo, ho spiegato perché lo Stato incassa poco rispetto all”annunciato”.
      Ora passiamo a come viene fatta la lotta all’evasione.
      Solo il 9% dell’evasione è fatta da artigiani, professionisti, piccole e medie imprese. Il grosso dell’evasione è fatto dalla criminalità organizzata, banche, grosse aziende, ecc.
      Ovviamente la lotta all’evasione si concentra su quel 9%, lasciando gli altri indisturbati o quasi (ho già spiegato sopra il perché).
      L’evasione poi non è uguale, in Lombardia è attorno al 13-15%, valori in linea con quelli europei, in Calabria si raggiungono vette del 80/90%.
      Anche la distribuzione del personale non è uguale, una vecchia statistica che mi ricordo riportava che l’Agenzia delle Entrate di Reggio Calabria aveva lo stesso personale di quella Milano pur con un decimo delle partite Iva.
      Quindi si controlla poco, sempre i soliti e sempre le stesse regioni, ovvio che se in Lombardia l’evasione è solo al 13-15% c’è poco da recuperare.
      Al sud si controlla poco, i motivi? mi ricordo che mesi fa ci fu una bomba all’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia…..

      • Dan says:

        “mi ricordo che mesi fa ci fu una bomba all’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia…..”

        E’ da un po’ che lo dico: questo è uno stato codardo, forte con i deboli (o meglio i pacifici) e debole con i forti (quelli che non ci pensano due volte a farlo tornare al proprio posto).

        Non dico che noi del nord dobbiamo prendere l’esempio di Vibo ma se cominciassimo a fare tutti o almeno a gruppi sempre più numerosi uno sciopero fiscale totale e fossimo pronti a scontrarci, possiamo stare tranquilli che non si arriverebbe a nessuno scontro, ma intanto lo stato farebbe quindici o trenta passi indietro perchè non ci sarebbe più trippa per gatti.

  8. Dan says:

    Non riscossi 500 miliardi ? E che problema c’è: nel frattempo ne avranno spesi il doppio che il super stipendio di quel politico, dirigente, magistrato che sia, non aspettano ed è incostituzionale ridurli, poi in qualche modo si farà…

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