Eva Klotz, la coerenza e la Lega completamente da rifondare

di GIOVANNI CALDEROLI

Venerdì 2 maggio nel pomeriggio a Pontida, nell’arco delle quattro giornate della manifestazione, si è tenuto un convegno dedicato agli ”Indipendentismi” con la partecipazione dello storico esponente venetista Ettore Beggiato, la patriota Sud-Tirolese Eva Klotz e lo stimato Gilberto Oneto.

Il dibattito dei tre ospiti si è tenuto di fronte a un pubblico numeroso, visto il giorno e l’ora, un pubblico veramente attento che seguiva con grande interesse gli argomenti dei tre esponenti del mondo indipendentista, i discorsi tenuti hanno fatto emergere in particolare due aspetti.

La virtù della coerenza, in generale

I relatori hanno lasciato indubbiamente il segno, loro che non appartengono alla Lega hanno detto cose pienamente coerenti con l’articolo 1 dello statuto della Lega.

Sottolineo la grande attenzione del pubblico e numerosi sono stati gli applausi calorosi, evidente significato che i cittadini e la base del partito sono interessati a tali argomenti e, almeno così si diceva in sala, vorrebbero un’azione politica in tal senso della Lega Nord.

Non me ne vogliano Beggiato ed Oneto che stimo e leggo da anni, ma voglio dedicare spazio e attenzione all’intervento fatto dalla signora Eva Klotz, anche per non ripetere quanto ottimamente riassunto dal direttore Marchi nell’articolo di sabato scorso.

Eva Klotz con la sua storia personale e familiare, in primis quella del padre Georg, è una forte testimonianza di fede nei principi che riguardano le Libertà fondamentali e individuali dell’uomo e l’autodeterminazione dei popoli.

Quando la si ascolta, tanto è il suo trasporto, la profondità e l’innata passione con cui espone i suoi pensieri indipendentisti, vissuti in prima linea, che non può non emozionare e nello stesso tempo infondere una sana sferzata, una carica di energia alle nostre menti sopite e forse anche sfiduciate.

La parole spesso pronunciate nei suoi discorsi sono state: Libertà e Coerenza.

Coerenza nelle parole e nei fatti per essere credibili agli occhi del proprio popolo e avere autorevolezza.

Quando dal pubblico è venuta la domanda, perché non si fosse alleata con la Lega Nord, la risposta sicura e solida è stata: non saremmo stati coerenti con la decisione di non fare alleanze laddove si abbiano dei dubbi sul possibile alleato: ci allontaneremmo dal nostro programma.

Ancor più decisa quando afferma che allearsi con la Lega Nord avrebbe significato allearsi di fatto con il PdL di Berlusconi, questo per loro sarebbe stata la morte come movimento, e avrebbero perso di credibilità nei confronti del proprio popolo: una credibilità costruita coerentemente, con mille piccoli passi, anche faticosi ma sicuri.

Parole e principi chiarissimi, espressi con grande determinazione ed in continuità con una parte della storia sud tirolese. Un piccolo esempio: amici di Brixen mi raccontano spesso che nel febbraio del 1810 il luogotenente di Andreas Hofer, Peter Mayr di Brixen venne catturato dall’esercito napoleonico occupante, e che al processo avrebbe potuto salvarsi dalla fucilazione negando la sua partecipazione all’insurrezione, eppure Mayr coerentemente da Uomo rispose: “la mia vita non vale una menzogna”.

 

 

L’incoerenza politica della Lega Nord di Bergamo, in particolare

L’entusiasmo suscitato dalle parole della Klotz lascia il posto all’amarezza se solo penso ai troppi errori commessi dalla Lega Nord a livello locale e federale in questi ultimi anni.

Le mie critiche in questo scritto si rivolgono principalmente alle vicende ben conosciute che riguardano la Lega Nord in provincia di Bergamo.

Il punto di partenza di ogni riflessione non può che essere l’articolo 1 dello statuto della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania che dice:

 

Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord – Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.

 

Se il faro che illumina la strada di un leghista è l’art. 1, vi sono alcune scelte e decisioni che non dovrebbero nemmeno passargli per l’anticamera del cervello: dunque, in particolare, dov’è la coerenza e con essa la credibilità per la Lega Nord di Bergamo nel farsi promotrice non solo della permanenza, ma addirittura dell’ampliamento dell’Accademia della Guardia di Finanza? Come se non bastasse, hanno ceduto all’Accademia, a cuor leggero, l’area degli Ospedali riuniti, un patrimonio storico ed urbanistico dei cittadini bergamaschi, da sempre orgogliosi di quella struttura.

Segnalo in proposito alcuni precedenti ed esaustivi articoli a suo tempo pubblicati su L’Indipendenza:

 

http://www.lindipendenzanuova.com/bergamo-e-la-lega-si-batte-per-laccademia-della-gdf/

http://www.lindipendenzanuova.com/bergamo-se-il-leghista-si-batte-per-la-cosa-piu-centralista-che-ce/

http://www.lindipendenzanuova.com/al-belotti-piace-tanto-laccademia-della-guardia-di-finanza/

http://www.lindipendenzanuova.com/bergamo-la-gdf-si-prende-gli-ex-riuniti-tutti-i-parlamentari-esultano/

 

Quando si assiste al ribaltamento delle posizioni operato con disinvoltura dal segretario provinciale Daniele Belotti, anche candidato alle europee, pare ovvio chiedergli dove siano la sua coerenza e  credibilità. Sarà sufficiente confrontare le roboanti dichiarazioni contro l’Accademia di vent’anni fa, sempre da segretario, fra l’altro, con i suoi odierni silenzi: ecco, i risultati che sono amaramente sotto gli occhi di tutti. In breve, non solo l’Accademia della Guardia di Finanza resta, ma raddoppia.

E che non ci vengano a turlupinare con il vecchio ritornello, troppe volte sentito negli ultimi anni, secondo il quale la Lega non riesce a dare forma concreta agli slogan perché i cittadini non li hanno capiti e non li sostengono con il loro voto. Questa spiegazione dei fallimenti collezionati è illogica ancor prima che inaccettabile.

Come pensano che si ottengano fiducia e credibilità, con slogan masticati a vanvera per altri vent’anni, con l’impoverimento continuo in quantità e qualità del partito, con l’assurdo allontanamento di persone con sani valori indipendentisti, con la sempre più evidente strategia volta a garantire agli stessi culi il giro di valzer delle poltrone?

Caro Belotti, tu oggi pretendi di andare a testa alta a sederti in Europa. Ma a dicembre quando sono venuto insieme a mio padre – il fondatore della Lega Nord a Bergamo, ti ricordo – a rappresentarti fatti incresciosi e documentati che conoscete tutti da anni e che riguardano i soliti noti arrivisti, il culo era sempre sulla poltrona, ma la testa era volta di lato. Anzi lo sguardo era sfuggente e rivolto al pavimento, allorquando dicevi che non eri interessato a quello che ti stavamo dicendo.

In sostanza, negli ultimi anni, assieme ad altre persone, ci parve opportuno limitarci a esporre privatamente, anche ai massimi vari livelli del partito questo inaccettabile stato delle cose. Ed ecco quale risultato abbiamo ottenuto: siamo stati ignorati, derisi, criticati, insultati, espulsi, diffamati, intimiditi, perfino minacciati nel privato e anche fisicamente, mentre i vertici non solo bergamaschi – che sapevano e sanno tutto  – sono l’emblema della schifosa sobrietà e dell’equilibrio tra correnti.

Per inciso, anche il fondatore, il primo leghista a Bergamo della Lega Lombarda è stato pesantemente insultato, ma sembra che alla dirigenza vada bene così, hanno altre priorità.

Ci sono troppi personaggi che hanno commesso in molti anni cose ignobili per garantirsi posti, altri che hanno terso le chiappe dei capi, individui coinvolti in inchieste giudiziarie a vario titolo che dall’alto della loro moralità si permettono di cacciare i militanti e patentarli come non veri leghisti e non indipendentisti e intanto dai 4 milioni di voti presi alle politiche (da soli) nel ’96, corrispondenti a un 24% del totale dei voti nel nord, si è passati a un mesto vivacchiare con gli alleati di oggi, con solo un milione e mezzo scarso di voti.

Questo è il prezzo è pagato per non essere stati coerenti, e aver conseguentemente perso ogni credibilità.

Come dice Oneto, vent’anni persi a fare altro invece di battagliare, proprio negli anni che dimostrano la piena  crisi e l’indebolimento di questo stato, debole fino al punto di farsi sovrastare dalle tifoserie calcistiche davanti al presidente del Consiglio.

In tutta questa vicenda la domanda da porsi è sempre quella: ci sentiamo parte dello Stato italiano oppure no?

Dunque il segretario federale, che prima parla di indipendentismo ed a Pontida difende gli indipendentisti veneti arrestati il mese scorso ma poi viene cacciato da Napoli quando va a fare campagna elettorale (per quale motivo?) ci deve dire con chiarezza se l’articolo 1 dello Statuto è ancora valido. Ispirandoci alla Klotz chiediamo chiarezza e coerenza, non salti mortali.

Bene, se non vuole che i discorsi secessionisti di Pontida vengano interpretati solo come specchietti per allodole volti a recuperare voti, per coerenza passi ai fatti concreti. Il pallino è in mano sua.

Non faccia che la sua segreteria invece che per gli interventi epocali sul palco di Pontida del professor Miglio sia ricordata per la ridicola ode alla banana, sarebbe una tragicomica  involuzione della specie.

A Salvini va ancora dato il beneficio del dubbio, siamo nel bel mezzo di una campagna elettorale dove lui ha ereditato una “Concordia” incagliata sugli scogli di via Bellerio, in questo periodo molte cose verranno dette e fatte alla ricerca disperata del 4% senza chiedersi da dove provenga. Però a bocce ferme, dopo le elezioni e con una buone dose di coraggio occorrerà senza indugio prendere in mano la situazione e raddrizzare la “nave Lega”, facendola tornare alla navigazione più agile e pulita di prima.

Solo attraverso un profondo e anche doloroso repulisti si potrà pensare di ripartire: questa è la prima cosa da chiedere al segretario Salvini, altrimenti ogni sforzo è consegnato a cattive mani, a gambe molli e a teste bacate.
Personalmente conosco moltissime persone che per un motivo o l’altro hanno lasciato la Lega, e mi trovo d’accordo con Oneto quando afferma che i persi e i delusi non sono morti, si sono solo scoglionati di assistere alla deriva partitocratica e asfittica della Lega. Un esempio? A Bergamo all’ultimo congresso provinciale, tanta era la disaffezione e il malessere vissuto dai militanti, che quasi non si riusciva a raggiungere il numero minimo necessario per iniziare il congresso stesso.

Le persone valide che possono contribuire a far ripartire il movimento e che si sono allontanate dalla Lega sono più numerose dei parassiti interni (le infezioni non curate portano alla morte): è ovvio che quando dico “parassiti” non intendo le persone pure di cuore che ancora credono nella Lega, ma gli opportunisti ed i professionisti della politica vista come diritto alla poltrona.

Scuola interna, formazione, selezione, merito, preparazione, cultura autonomista, contributi autorevoli dall’esterno: sono gli strumenti per fare un serio e profondo repulisti. Come Oneto professa instancabilmente da anni, non c’è niente da inventare, le persone capaci e che hanno voglia di farlo ci sono, basta solo volerlo, appunto. Altrimenti la Lega è morta e c’è il rischio che trascini  sempre più nel pantano italico le nostre terre e con esse anche i nostri figli.

Bartali direbbe: « L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!». Purché si faccia!

Carlo Cattaneo definiva la nostra terra come “un immenso deposito di fatiche”. I veneti hanno dimostrato di volere lavorare per l’indipendenza, i lombardi potrebbero seguirli, le idee si sono fatte strada, esistono i contenuti ed il consenso, manca il contenitore: la Lega delle origini avrebbe voluto esserlo, mentre quella di oggi pare disinteressarsene.

Concludo ricordando proverbio sud-tirolese che recita :“Maiale grasso non alza la testa”; cioè, non nuoce, non si ribella perché appagato. La storia di Eva Klotz e della sua famiglia ci dimostra invece che chi insegue e difende la Libertà non deve sentirsi appagato.

 

P.S. – Scrivo queste righe il 5 maggio, 33 anni fa moriva Bobby Sands in carcere dopo due mesi terrificanti di digiuno della fame, per affermare il diritto alla libertà del suo popolo.

Alcuni nostri rappresentanti che agiatamente siedono nelle istituzioni, delegati dai cittadini a riformare il corrotto sistema italico, si sono fatti scudo, anche illecitamente, di leggi amorali per acquistare beni di ogni sorta. A parole, si dicevano assetati di libertà; nei fatti, la loro sete si limitava al vino Chardonnay. Ripensandoci, mi viene il voltastomaco e a loro dedico tutto il mio disprezzo: per aver tradito il preciso mandato popolare dei cittadini piegati sempre più da una crisi che – a ben vedere – non è solo economica: è una crisi morale, un declino di civiltà che chi pretende di far politica dovrebbe percepire e contrastare, invece di sguazzarci.

 

 

 

 

 

 

 

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53 Comments

  1. Mirko Autonomista Felsineo says:

    condivido ogni parola dell’articolo!

  2. Ermanno Borghi says:

    Consiglio la lettura del volume scritto dallo storico altoatesinoT.Mang,”Karl Ebner, Eine taterbiografie.Raetia edit..sarebbe necessario, inoltre, conoscere le biografie di alcuni “gentiluomini” altoatesini:Lanznaster, Tribus, W.Niedermayer, P.hafner, J. Schammberger.

    • Rodolfo Mayer says:

      Ottimo suggerimento.Pochi, nel Nord Italia, conoscono le vicende storiche recenti dell’Alto Adige. I suoi abitanti, per reagire alle imposizioni fasciste del primo dopoguerra, hanno aderito entusiasticamente , in maggioranza, alle proposte ideologiche , antisemite, del nazismo hitleriano, accettando il trasferimento nel Terzo Reich ed il servizio militare obbligatorio nell’esercito nazista. Lo storico T.Mang che, però non é altoatesino ma viennese, racconta nel libro da lei indicato, le vicende dell’altoatesino Karl Ebner, un anonimo impiegato , proveniente da una tipica famiglia sudtirolese di formazione cattolica, che, mosso da opportunismo carrieristico,aderisce al nazismo e diventa, in breve tempo, alto funzionario della Gestapo nella capitale austriaca, organizzando la deportazione di oltre 50.000 Ebrei viennesi, successivamente assassinati nei lager. Verso la fine della guerra, prevedendo l’inevitabile sconfitta nazista, inizia a proteggere importanti esponenti dell’ambiente cattolico viennese, sui quali incombe la minaccia della deportazione. Egli li aiuta in vista di un possibile scambio di favori, dopo il crollo del nazismo ed un suo possibile arresto. Scambio che di fatto avviene, consentendo al furbo sudtirolese di non essere processato per gli enormi crimini da lui commessi e di farsi dimenticare . Ritornando ad essere un anonimo piccolo borghese che, per vivere, svolge la professione di amministratore condominiale.Le vicende di Ebner sono simili a quelle, vissute in quel periodo storico, di tanti altri altoatesini, convinti nazisti, inseritisi, con il loro convinto forsennato antisemitismo, tra le file delle SS, divenendo, poi, responsabili di crimini efferati. I nomi che lei ha citato(Lanznaster, Tribus, Niedermayer, Hafner, Schammberger) sono quelli di importanti esponenti altoatesini delle SS, responsabili di feroci reati commessi contro Ebrei e resistenti antinazisti. Essi, nel secondo dopoguerra, sono riusciti furbescamente ad ecclissarsi per evitare processi e conseguenti gravi condanne.Lo stesso Georg Klotz, pur non facendo parte delle SS, era nazista, si era arruolato volontario nell’esercito hitleriano, partecipando entusiasta all’aggressione del popolo russo ed aveva ottenuto ben due decorazioni naziste per meriti bellici. Dopo la sconfitta aveva preferito ritornare a vivere in Alto Adige, territorio italiano.

  3. Eugenio says:

    Prima cosa voglio rendere ONORE a EVA KLOTZ che ci a insegnato cosa significa essere Veri Indipendentisti..poi dico a Giovanni Caledroli come ad alcuni altri ,avete capito dopo averne mangiato un kilo che era Polenta? La LEGA non è mai stata veramente INDIPENDENTISTA (anche perchè non aveva la forza per farla) Poi con un BUFFONE come il BOSSI,insomma dopo i primi tempi si capiva,che contava solo Balle,e di li è uscita la scuola Leghista con i suoi Dirigenti ,compreso il Salvini.Oramai la LEGA è un Partito Moribondo (anche se qualche voto lo prenderanno in queste elezioni Europee) Un partito che si sta spegnendo ,tenuto ancora in vita dalle poche Poltrone ,e dai Consiglieri comunali ,ed i loro parenti ,poi infine ci sono i Coglioni che sperano che si riprenda e che Cambi ..

  4. Biagio says:

    @ Egidio.
    Credo fermamente e condivido con quanto ha scritto.
    Credo che sia davanti agli occhi di tutti quanti il fallimento della lega. Fallimentare proprio perché non distribuito dall’intelligenza. E’ vero che la lega ha uno stuolo di seguaci che arriva dal basso, ma ora più bassi di così esiste solo l’infamia.
    Esistono grandi pensatori nella lega? (intendo quella di potere) antropologi? sociologi, filosofi, storici?
    No! Esistono solo delle macchiette da circo che ambiziosi come pochi venderebbero la propria madre a un nano di un circo pur di aver 15 minuti di gloria.
    Poi non dimentichiamo che né destra né sinistra, in questi ultimi vent’anni di governi che si sono succeduti vicendevolmente abbiano concluso qualcosa di buono per la popolazione. O = ZERO. Nulla.
    Quindi, mi viene la certezza che alla fine, tirate le somme; sono tutti della stessa sostanza.

  5. Egidio says:

    Quando ero studente all’ Università, già nel 1998, il mio professore di antropologia culturale ci aveva spiegato che i dirigenti della Lega avrebbero implicitamente fatto di tutto per non raggiungere gli scopi che si leggono nello Statuto. Difatti, nel momento in cui quegli scopi fossero stati raggiunti, la Lega non avrebbe più avuto alcun senso di esistere perché avrebbe raggiunto il fine per cui era nata. I dirigenti sostituirono ben presto gli ideali e gli scopi del Movimento con la loro sopravvivenza. Prima la loro sopravvivenza ad libitum, per cui far di tutto per non raggiungere mai e poi mai il fine ideale, poi tutto il resto, forse. Ricordo che sul testo di Teoria organizzativa studiavo che questo “nobil-merdaceo” comportamento era definito “sostituzione dei fini”. Esempio: un’organizzazione nasce per raggiungere fini e scopi in funzione dei propri ideali, alcuni soggetti ne entrano a far parte per dirigerle al meglio, dopodiché si accorgono che raggiungere il fine per cui l’organizzazione è stata creata determinerebbe il loro venir meno, per cui sostituiscono il fine per cui è nata l’organizzazione di cui fanno parte con la propria sopravvivenza e il gioco è fatto. Loro avranno lavoro e stipendio assicurato a vita, ma, nel nostro caso, coloro che sostengono e che credono nel Movimento vengono presi per i fondelli a vita. Grazie signor Giovanni Calderoli per averci ricordato, attraverso la sua descrizione della drammatica situazione bergamasca, “la c.d. sostituzione dei fini” che spiega, purtroppo, troppi comportamenti ignobili cui assistiamo e assisteremo di nuovo, purtroppo, soprattutto dalle nostre parti.

  6. Sergio says:

    100% VERO
    100% daccordo
    100% utile
    …. E allora? CREDERCI SEMPRE MOLLARE MAI!

  7. In verità vi dico che la Lega non serve a nulla. Ha avuto il suo periodo di prova ed é stata tutto uno spettacolo fra cazzate e interessi di famiglia. Oggi possiamo gettarla nel cesso e tirare l’acqua in modo definitivo.
    Non servono altre prove poiché sono la ripetizione del periodo precedente.
    Una domanda semplice: ditemi che cosa ci fa il Maroni alla Regione Lombardia?
    Non rispondono neanche alle lettere che riguardano questioni di Giustizia del passato scabroso del Formigoni, capo del Partito Comunione e Liberazione con Santi e Miracoli che ha fregato i Lombardi.
    Loro forse la fanno franca ma il Paese e i Cattolici in Italia e per il Mondo pagano le loro ingiustizie.
    Anthony Ceresa.

  8. Michele Bendazzoli says:

    Se scrive veneto, no venetista. Italianista te sarè ti.

  9. Luca BG says:

    complimenti per quello che hai scritto, hai descritto lo stato d’animo di moltissimi di noi.
    Mi spiace dirti che le persone da te criticate, loro sanno benissimo di avere la coscienza sporca, non si degneranno di una risposta, si sentono sicuri e si sono chiusi nel fortino dei poltronari, hanno tradito talmente tanto il mandato dei cittadini, sono così lontani che non sentono le critiche dei militanti e dei cittadini.
    I militanti sono brava gente, ma dovrebbero svegliarsi un po e tirare qualche calcio nel sedere a quei personaggi che in questi anni non ha combinato niente di buono se non curare i propri interessi.
    Perlomeno hai fatto venire qualche preoccupazione o magari un po di mal di pancia a questi “signori”.
    non pensare che ti rispondano se ne fregano totalmente, vedo già le loro facce indignate alle tue sacrosante osservazioni, Stucchi, Pirovano,Invernizzi,Calderoli,Consiglio,Belotti,Frosio,Pedretti ecc. ecc. sono oramai diventati una casta come gli altri politici e guai a criticarli.
    basterebbe osservare i risultati portati a casa in questi 25 anni, poca roba, forse zero va tutto peggio.
    Belotti più passa il tempo e più peggiora, non capisce più quando è allo stadio e quando è a far politica, la sagoma di cartone lo rappresenta benissimo e oltretutto fa meno danni di lui, probabilmente verrà eletto, un imbarazzo per Bergamo in Europa.
    Come un bravo gioppino ha piazzato cartonati dappertuttto confidando che la gente non si accorga della differenza, e lo spessore della sagoma lo ben rappresenta.
    a malincuore anche quest’anno non voterò per la Lega, mi farei solo del male, in futuro non lo so, ma tante cose devono cambiare in meglio se vorranno riconquistare la fiducia dei cittadini, ma non con queste persone.

  10. BERGHEMADLER says:

    Leghista della prima ora, dal 94 mi dichiaro “leghista …se la lega ci fosse”. In quegli anni la Lega era in dissesto finanziario, e Bossi la mise in vendita al migliore offerente. Sappiamo fu Berlusconi. Che si COMPRO’ così consenso al nord, e con Fini quello del sud.
    Per questo non mi ha mai sorpreso vedere Bossi & C. votare una quantità industriale di leggi vergognose.
    Che la dipendenza economica duri ancora adesso non lo so, ma nel frattempo il cuore della Lega è completamente marcito, e i topi di fogna nati e cresciuti allora in cotanta scuola, continuano a nutrirsi del suo cadavere.
    Non ho le prove : ma i fatti mi sembrano lampanti.

    • Castagno 12 says:

      Lei dimentica o ignora un problema fondamentale:

      “Bossi, con i suoi ripetuti insulti a Silvio, si era tirato addosso querele prevedibili ed inevitabili”.

      Bossi, al pari di tanti altri apprendisti stregoni residenti anche nel Nord italia, non può essere definito “politico di razza”, ma “che razza di poltico !”.

      E pensare che i leghisti residui, pur di continuare a non fare niente di utile, di concreto, suggeriscono ed auspicano il recupero IMPOSSIBILE di un partito che dovrebbe essere portato alla discarica per manifesta incapacità, record di BUFALE rifilate, sottomissione al SISTEMA GLOBALE ed ALTRO.

      La Lega Nord = UN PARTITO RIGOROSAMENTE ITALIANO !

  11. Chiedo venia: mi accorgo adesso che il mio commento sulla mosca cocchiera era stato pubblicato. Ma ne ho inviato un secondo, ricostruito a memoria, dove dico più o meno la stessa cosa.

  12. @ lagodiseo
    Mosche “cocchiere”, direi. Ma poi chi sono, o potrebbero essere le mosche cocchiere? Vediamo.
    Tutto nasce con una favola di Fedro, “La mosca e la mula”, dove ancora non si parla di “cocchio”. Poi però questa favola viene tradotta, e adattata, da La Fontaine, e porta il titolo “Le coche e la mouche”, cioè “Il cocchio e la mosca”. Vi si parla di una mosca che si vanta di aver messo in marcia un cocchio. Quindi l’espressione è diventata proverbiale: ‘mouche du coche’, cioè mosca cocchiera, indica una persona che, mentre gli altri lavorano, si agita senza portare alcun contributo utile — spesso, anzi, disturba — salvo poi prendersi il merito del lavoro.
    Ora, può anche darsi che — dopo le elezioni s’intende — Salvini si decida finalmente a metter ordine nella Lega bergamasca. Questo, se avverrà, sarà avvenuto grazie al lavoro di Giovanni Calderoli e di coloro che da sempre e con adamantina coerenza hanno pungolato e incalzato i protagonisti della malapolitica. Se qualcuno se ne ascriverà il merito, colui sarà una mosca cocchiera. Ma noi, paghi del risultato, se risultato ci sarà, non faremo polemiche.

  13. egenna says:

    Purtroppo Napoli non è città da prendere in considerazione, non fa testo,anzi fa testo in modo diverso,e lo dimostrano i fatti accaduti.
    Comunque non puoi pensare di fare cambiare idea a persone che lavorano grazie alla camorra e ai partiti affiliati alla camorra,secondo me.

  14. Sem says:

    Hai rappresentato tutto quello che ogni padano pensa …. Odio nel passati bossiano … Speranza nel futuro salviniano ma al tempo stesso paura di essere ancora traditi … La Padania ė molto di più di tutto questo

  15. Giuli says:

    @lagodiseo
    Tante mosche nocchiere che poi il giorno delle elezioni rifiutano di mandare il cervello all’ammasso!

  16. Guido Calderoli says:

    Ti stimo fratello.

  17. Jacopo says:

    Ho letto con grande interesse e partecipazione quanto scritto da Calderoli, che in gran parte condivido, dissento invece nell’essere fiducioso che il grande malato possa essere guarito.
    Rifacendomi a Bartali che dice: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”! Mi sovviene rispondere a Calderoli che il termine, rifare è difforme dal curare, pertanto non si può sperare di curare ciò che non è curabile né tantomeno rifondare una Lega dal suo interno.
    Vent’anni trascorsi a vuoto per quanto concerne l’articolo uno,altrettanto non si può dire per i diamanti e mutande verdi,danno il segno che si sia superato il limite anche a quel popolo “duro e puro” che sostiene ad oltranza la Lega, non bastasse aggiungo la gita elettorale contemporanea di Napoli o a Roma, con tanto di maglietta e cappello in mano.
    Nemmeno Salvini, qualora abbia la volontà e l’energia nel cercare di cambiare l’impostazione, non può fare quel miracolo che molti si aspetterebbero.
    Le cure ancorché reboanti possano essere solo palliative, che concorrono dell’accanimento terapeutico, sacrificando altri inutili anni, solo perché non ci si vuole rassegnare.
    Non sarebbe quindi il momento di riconoscerne la metastasi in atto e rassegnarsi alla dipartita, agevolando in questo senso il voltare pagina definitivamente?
    Non è mai il momento per quei parassiti francanzzisti e quei faccendieri le cui attività e partecipazioni sono da ricondurre in enti italioti, oramai persuasi e indotti a sacrificare gli ideali per le proprie rendite di posizione.
    Non si può cambiare ove vi è l’interesse proficuo nel non cambiare.
    Ben vengano quindi altri soggetti, altri contenitori, altri Leader come la Eva Klotz, cui mi prostrerei innanzi a Lei, affinché porti con sé, tutta la Padania e non solo il Tirolo, nell’eden Austriaco.

  18. lagodiseo says:

    Tante mosche nocchiere che poi il giorno delle elezioni …..

    • Mosca “cocchiera”. Si dice così per via della morale con cui termina una favola di Fedro, intitolata ‘La mosca e la mula’. La favola fu tradotta da La Fontaine con il titolo ‘Le coche e la mouche’, cioè ‘Il cocchio e la mosca’, dove si parla di una mosca che si attribuisce il merito di aver messo in marcia un cocchio. Perciò in francese si dice “mouche du coche”, e in it. “mosca cocchiera”, per designare qualcuno che, mentre gli altri lavorano, si agita senza portare alcun contributo utile; ma poi si prende il merito del lavoro.
      Se mai i resistenti riusciranno a liberare la bergamasca dalla piaga poltron-leghista, non mancherà chi vorrà prendersene il merito. giusto perché tutto cambi e niente cambi. Ebbene, colui sarebbe un esempio di mosca cocchiera.

  19. Giuli says:

    @ castagno 12
    Chi sia il proprietario del partito non lo so, chi a Bergamo si è battuto per farlo nascere ed attecchire e poi per modestia si è messo in secondo piano ed è stato dimenticato lo so bene.
    Esiste una linea di continuità che unisce i pionieri (almeno quelli sani perchè senza nasconderci dietro un dito anche la Lega degli inizi ha raccolto anche tanti razzisti oltre agli opportunisti) a coloro che oggi si espongono in prima persona.
    Sono d’accordo che la Lega sia morta e che occorrerebbe un nuovo contenitore politico che però non c’è, perlomeno di tale rilevanza.
    Trovo quindi che il tentativo di Giovanni di smuovere le coscienze dei militanti, dei sostenitori e di tutti coloro che sono stati derisi, umiliati, espulsi e angariati per spingerli a rivoluzionare il partito dall’interno sia più che meritorio.
    D’altra parte la Lega di oggi è l’ultimo partito stalinista esistente, dove il mito del caro leader e dei “gerarchi” è inscalfibile nelle menti. Alcuni credono, obbediscono e lasciano combattere gli altri,questi ultimi adorano per convinzione.
    Se non fosse la persona mite che invece è Innocente Calderoli dovrebbe entrare nell’edificio della segreteria provinciale e fare come fece Gesù nel tempio!

    • Castagno 12 says:

      Non condivido e non approvo niente di tutto quello che lei ha prospettato.
      La buona volontà e le buone intenzioni non sono sufficienti per consentire il restauro ed il recupero di un partito disastrato, incapace ed ingannevole.

      Siamo alle solite: VI MANCA LA RISOLUTEZZA e la conoscenza adeguata circa l’invadenza e la forza raggiunte dalla controparte che ci tiene sottomessi.

      Inoltre è Impossibile ottenere risultati positivi da persone che si sono fatte deridere e umiliare, per lungo tempo, da individui palesemente imbonitori / cacciaballe.

      “La prima volta che mi inganni la colpa è tua, la seconda la colpa è mia”.

      Tutto ciò che lei ha prospettato, può solo garantire una perdita di tempo, di energie ed un grosso aiuto al SISTEMA che procede secondo programma.

      Comunque i più hanno escluso tassativamente di voler fare cose utili, di attivarsi in prima persona, anche nel quotidiano e nel rispetto della legge (non si rischia nulla)

      Fare la spesa utilizzando i contanti, non votare, non aquistare i quotidiani in edicola, non sottoscrivere Bot e dintorni, dimenticare i negozi ed i ristoranti (gestiti da stanieri) che non rilasciano scontrino o ricevuta, comporta la galera ? NO !

      Eppure GLI ITALIANI che dicono pateticamente “Buona Padania” non modificano le loro BALORDE ABITUDINI !

      Quindi si tengano il Mondialismo.
      Per questi italiani è fondamentalei affidarsi ad un Movimento, ad un Partito, anche se giudicato il meno peggio.

      In verità si tratta DEL NULLA confermato dalla cronica assenza di risultati.

      Nelle teste disinformate ed in confusione, nei tremebondi e negli indolenti non riesce ad entrare un concetto fondamentale:
      “Se non si muove anche il popolo, nessun politico o partito affidabile (ammesso che esistano) potrà mai tirarci fuori dalle ATTUALI DISGRAZIE !

  20. Paolo says:

    Ho recentemente letto il libro di Eva Klotz sulla vita di suo padre Georg
    Lo consiglio caldamente a tutti
    Peccato che il movimento di Eva non si presenti alle Europee ma ci siano nella circoscrizione solo il filo-PD della SVP
    Jetz und fur immer = Los von Rom !

    • Austriacante says:

      In realtà c’è Pius Leitner dei Freiheitlichen, co-organizzatori del referendum indipendentista in Sudtirolo.

      • Paolopadano says:

        peccato che non prenderà abbastanza preferenze per essere eletto, mentre i voti dei leghisti andranno a finire nel cilindro del sindaco veronese filo-italiota Flavio Tosi, uno che ama più la bandoliera tricolore che il leone di San Marco…

    • Rodolfo Piva says:

      Mi associo pienamente al suggerimento di Paolo. Anche io invito a leggere il libro che Eva Klotz ha scritto sulla vita del suo papà. Un libro interessante, coinvolgente e commovente perché descrive molto bene la lotta di Georg contro lo stato italiano, naturale nemico al diritto di autodeterminazione dei patrioti sudtirolesi, ma descrive molto bene anche i comportamenti di sudtirolesi e nordtirolesi che, invece di aiutarlo, si comportarono in modo vile ed opportunista. Rimane la grandezza di questo grande ed onesto patriota. Credo che quando le regioni del Nord raggiungeranno l’indipendenza dovranno intitolare vie e piazze a questo grande uomo eliminando quelle intitolate a criminali e farabutti risorgimentali

      • Castagno 12 says:

        Caro Piva, bisogna avere le idee chiare per evitarci illusioni e per non favorire ulteriormente IL SISTEMA.

        Se i residenti al Nord continueranno a fare quello che hanno fatto in questi ultimi 20 – 25 anni, cioè nulla di utile, di concreto, per reagire a chi ci tiene sottomessi, l’Indipendenza ce la possiamo proprio scordare.

        E gl’incapaci, i prepotenti, gli sfruttatori, mantenuti nel lusso e leggittimati da una popolazione inqualificabile, per deriderci dedicheranno una piazza:
        “AL BABBEO DEL NORD”.

  21. Gianfrancesco says:

    Giovanni Calderoli, chapeau!!!!!

    (per certi genii della dirigenza, chapeau, vuol dire che mi piace l’articolo, potremmo dire tanto di cappello)

    • Veritas says:

      Mi permetta, Signor Calderoli, questo Suo articolo andrebbe inviato come lettera all’attuale segretario della Lega Nord, penso che sarebbe utile.
      Quanto alle tante critiche che lui riceve per essersi recato
      a Napoli, tutti dimenticano che era in missione per raccogliere le firme dei cinque referendum: 500.000 firme cadauno sono proprio tante!
      Sono comunque al corrente che lui viene spesso chiamato in varie parti d’Italia anche da persone non leghiste, quasi volessero appoggiarsi a lui per un conforto, insomma, sta prendendo, personalmente, l’aspetto di un campione per la libertà.

  22. Giulio says:

    Belotti è troppo “impegnato” per rispondere alle osservazioni sollevate in questo esemplare articolo, candidato alle europee per fare una gran bella figura ai bergamaschi e alla lega.
    guardate che argomenti riesce ad affrontare, pensate in Europa che figuroni!
    http://www.youtube.com/watch?v=5SgtTqgf0zY

    Belotti sta contendendo al Giopì di Bergamo la fama di prima maschera.
    se questa è la lega che avanza…., già puzza

  23. Castagno 12 says:

    ” ….. e la Lega completamente da rifondare ….. ”

    Prima di proporre questa assurda soluzione, bisognerebbe almeno chiarire chi è l’attuale proprietario della attuale Lega Nord / Lega Italiana (vedi Salvini che si è allargato).
    SALVINI dovrebbe dichiararsi ufficialmente il braccio destro di Berlusconi, orfano di Alfano.

    Comunque si dovrebbe prospettare un nuovo partito nel quale non dovrebbe entrare nessun esponente del vecchio:
    trattasi di individui palesemente inaffidabili ed incapaci.
    Lo dicono i fatti.

    Quando si deve demolire un edificio, poi lo si ricostruisce CON MATERIALI DI QUALITA’.

    TROVARLI !

  24. renzo delgrossi says:

    Bravo anzi no BRAVISSIMO!!!!!
    Questo è un discorso da vero leghista.
    Venerdì assieme al buon Ruggeri c’ero anch’io a sentire le bellissime argomentazioni dei vari Beggiato,Klotz e Oneto,e gli applausi a scena aperta che partivano all’indirizzo degli oratori venivano spontanei per leghisti veri, quelli come dici te che seguono alla lettera l’articolo 1 dello statuto.
    In sala c’erano diversi esponenti leghisti, fra cui Belotti, ma per loro questi discorsi non funzionano molto…..
    Provano ogni tanto a gettare l’esca anche in questo forum, è difatti di poco tempo fa poco prima della manifestazione di Verona, l’appello di Daniele ad unirsi tutti senza più divisioni fra la lega e tutto il mondo indipendentista, poi però tante volte le loro azioni vanno in direzione opposta.
    Una buonissima proposta che il Belotti voleva portate avanti, quella di rendere pubblici stipendi e nominativi di tutti i militanti , di tutti quei leghisti presenti nei consigli di amministrazione , che fine ha fatto?
    Puoi risponderci Daniele per favore?
    Renzo Delgrossi tessera sostenitore n 31717

    • Sabrina 1176 says:

      Belotti ha mantenuto l’impegno preso. Se non sai le cose forse è bene informarsi prima di scrivere stupidate. Ma se non vivi la Lega dall’interno non puoi sapere. Tutte le sezioni sono state informate degli stipendi e dei contributi versati al movimento

  25. Maurizio says:

    Son fuori da due anni proprio per i motivi descritti nella lettera.

  26. Vanni says:

    Ritengo, che chi ha scritto questo articolo ha molto a cuore l’idea “primordiale” del bene del popolo. Casualmente, proprio ieri mi sono imbattuto nell’ascolto de l’inno della lega, questi trasmesso da radio Padania. Che la lega abbia da ridire sull’inno di Mameli glielo concedo, ma non mi vengano a dire che il loro sia bello; è ricco di banalità tipo, amore per la propria terra (quale) e via così discorrendo. (che vadano a spiegarlo a chi ha tradito gl’ideali della lega di Miglio o di Facco o di Oneto. (La cantante ha una bella voce però). Chi sarà il librettista?
    Qualcuno è favorevole alla tecnica di sfondamento della testuggine spartana, anche se personalmente preferisco la tecnica cesariana in fase di assedio; “se gli assediati non accettano la resa ultimata dalle legioni di Cesare, l’ultimatum era questo… dopo che l’ariete (grosso tronco alla cui sommità vi era un rivestimento di ferro e sostenuto da funi, fatto oscillare perché sfondasse le porte della città assediata) avesse più volte toccato la porta della città, le legioni avevano l’ordine supremo di non indietreggiare e di non fare prigionieri e il bottino di guerra destinato ai legionari”.
    Giovanni, non farti incantare dai serpenti incantatori, la parte più sana ti adorerà.
    Bravo Giovanni. Ora sei in sella al tuo cavallo da battaglia e mi raccomando: lancia in resta.
    Bisogna battere in continuazione la grancassa all’infinito sapendo che chi ha le chiappe inchiodate alle poltrone escogiterà di tutto per deviare il pensiero dei simpatizzanti del marchio lega. La gente non vota il personaggio, vota il simbolo e che per pigrizia mentale, a loro (popolino) non interessa capire in quale direzione la barca stia andando e perché.
    Come hai giustamente sottolineato, i politici di questo ultimo periodo di deriva, sono sordi alle esigenze delle persone, si sono persi per strada e solo al proprio orticello tengono; del federalismo, secessionismo, macroregione ecc non interessa nulla né ora, né prima, né mai. Interessa la pinguetudine personale:; Chardonnay permettendo.
    A parte alcuni leghisti, sembra che il premio più ambìto sia quello del migliore imbecille e a chi racconta la miglior fregnaccia.
    Forza lega (quella verace e onesta, i perditempo non sono graditi) la cultura e l’intelligenza saranno le uniche discriminanti per poter uscire dal baratro in cui i professionisti del proprio profitto ci hanno fatto piombare.
    Ave.
    G

  27. sandrone says:

    Coraggio. Tra venti giorni la Lega sparirà e finalmente si apriranno spazi per i veri indipendentisti!

    • ugo says:

      gli spazi dovrebbero esserci ugualmente ,senza far sparire la lega .AMMETTIAMO che così sia ,la lega è data al 5% ,se aggiungi questa percentuale a quello che vuoi tu, vedi bene che non basta . LO dico e lo ripeto per avere l’ indipendenza serve una grande maggioranza di gente consapevole e decisa , questa gente c’è?

      • El Doge says:

        E la maggioranza dove la trovereste??…con i fuoriusciti??..con i Trombati della Lega…o con gli i-taglioni che si spacciano per indipendentisti…ma non fatemi ridere…quelli che ti dicono fai pure l’indipendenza che dopo, se mi fa COMODO se non RISCHIO nulla se non mi alzo dalla poltrona del salotto…forse vengo a votare al Referendum…ma non devo RISCHIARE NULLA!!!…..”fradeo padano”…e con questo popolino di “guerrieri della pastasuta…che da anni criticano la LEGA NORD….Oterrete la LIBERTA!!!…ahahahahahaha!!!..noi andiamo avanti per la nostra strada…anche senza i “veri” indipendentisti del Ca…O!!!…basta Balle, finite per crederci!!…W la LEGA NORD e W San Marco!!!

        • ugo says:

          EL DOGE spero tu abbia compreso il senso del mio commento, dalla tua risposta non si direbbe ,comunque ti porgo un saluto e buon lavoro ,politico intendo , perché tanto c’è da fare . con stima.

  28. Ada Niap says:

    Parole degne di essere scolpite nel marmo !!
    Infatti il segretario della Lega dovrebbe essere Oneto, non Salvini.
    Il quale, non serve ricordarlo, è sempre stato uno degli yesman della prima dirigenza (altrimenti sarebbe già stato allontanato tanti anni fa), sempre appiattito sulle posizioni ufficiali e sempre pronto a negare l’evidenza. Come dimenticare i ridicoli sondaggi radiofonici “alleati di Berlusconi. Si o No” con centinaia di telefonate CONTRARIE e lui sempre pronto a negare quello che la base ha sempre saputo, ossia NO!!! ?

    Se la Lega sopravviverà lo farà, comunque, solo grazie all’ennesimo falso obiettivo: no all’euro.
    Ma se si fossero dati da fare DAVVERO per l’indipendenza, adesso potremmo esprimerci liberamente con referendum popolari sia sull’euro che sull’immigrazione che sulle spese militari; esattamente come stanno facendo gli Svizzeri in questi ultimi anni!
    Invece no: punto primo del programma, no euro.

    Basta mò! Per quel che mi riguarda, ormai, nessuno mi rappresenta e il mio voto non lo cedo così facilmente a chi mi ha rifilato fandonie per 20 anni e tenta di andare per i 25. E il 7-8% che potrà comunque racimolare Salvini non è NULLA rispetto a quello che POTENZIALMENTE si potrebbe raccogliere applicando il rigoroso, monacale ma purtroppo doloroso sistema proposto nell’articolo.

    Se un giorno Oneto sarà proclamato segretario per acclamazione, portato in sede a spalla dai militanti, in una Notte delle Roncole (altro che scope!), allora forse, potrò ridare fiducia ad un movimento infestato da opportunisti della prima, seconda e ultima ora.

  29. U.nione K.onfederale C.isalpina says:

    lal lega, kome lo stato italiano, NON sono riformabili …

    x decenza DEVONO SPARIRE !

  30. carla 40 says:

    Bell’articolo, grazie. Grande Eva Klotz, ascoltarla è un bagno di LIBERTÀ. L’alleanza con un partito che si chiama “forza italia” è stato l’inizio della fine di ideali che i cittadini padani avevano compreso e condiviso, ma che sono stati (consapevolmente?) DISATTESI. Con i risultati che conosciamo. Oltre a Bobby Sands, voglio ricordare Dolores Ibarruri, INDIPENDENTISTA BASCA, E LA SUA CELEBRE FRASE: “MEGLIO MORIRE IN PIEDI CHE VIVERE IN GINOCCHIO. NO PASARAN! “

  31. A.d.G. says:

    Articolo provocatorio e duro, come deve essere, vista la miopia continuata della dirigenza leghista.
    La delusione di buona parte dei ex-militanti bergamaschi è altissima, la risposta dei soloni poltronari assente!
    L’entusiasmo della Klotz unito alla chiarezza e semplicità di Oneto hanno reso la conferenza piacevole anche solo da ascoltare.
    Giusto per far capire di che cosa si tratta, suggerisco l’ascolto della traccia audio qua sotto:

    http://www.youtube.com/watch?v=v2Rz8TlMMEo

    Personalmente trovo l’accento “crucco” della Klotz adorabile: grande Eva!!

  32. Fracatz says:

    e pensare che noi terroni contavamo molto su di voi, io qui a roma credo che fui l’unico a votare liga veneta quando essa nacque negli anni 80.
    Che figura de merda, uguali o peggio di tutti gli altri terroni che popolano la nazione, a conferma di quello che siamo:
    un bobbolo de piccoli mafioncelli beneficiati dal condono prima confessionale e poi eucaristico.
    Qui bisogna battersi per un referendum per essere annessi dalla germania, altro che

  33. Giovanni says:

    Sono d’accordo. Ma non dimentichiamo che i voti di chi al Sud vuole l’indipendenza sono da ricercare e non da disdegnare! Quindi se Salvini va al Sud è anche per questo: un siciliano che vota Lega Nord è un passo in più verso l’indipendenza della Padania/Veneto.

  34. Johnny says:

    Auguro alla Lega di non dover sprofondare (sotto il 4 %) prima di rinascere. Se invece non vuole rinascere ritornerà da dove è venuta, cioè dal niente.
    Un partito del nord (ovest) che smarchi dall’italia è auspicabile, come lo è l’SVP in sud tirol. Oggi tuttavia si è capito che il potere del cambiamento non ce l’hanno questi qui che giocano internamente, ma gli indipendentisti che rivendicano nuovi stati nel contesto internazionale come il suedtiroler freiheit di Eva Klotz o gli indipendentisti veneti (di chi?)… il tutto ovviamente se si vuole rimanere entro i limiti non violenti.

  35. alberto says:

    Grande Giovanni… un articolo con la A maiuscola… il riassunto di oltre vent’ anni di un partito che ha urlato durante i comizi ma che quando tornava a Roma si dimenticava della propria gente.

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