Klotz contro il nuovo Senato: scozzesi, catalani e veneti hanno più palle

di IRENE FRANCESCONI GALLIgeorge klotz

Arrabbiata, inviperita. Sconcertata. Eva Klotz non tace e davanti alla riforma del Senato, ai metodi che eleggeranno i nuovi senatori territoriali, se la prende con chi “tradisce” la territorialità. La Consigliera regionale del Süd-Tiroler Freiheit, Eva Klotz, critica non solo il comportamento tenuto dai parlamentari sudtirolesi, ma dice che “non si ha  il coraggio di seguire l’esempio di Scozzesi, Catalani e Veneti di effettuare il referendum per l’autodeterminazione e di lavorare concretamente per questo fine”. In una nota il movimento fa infatti sapere che, “al contrario, essi accettano perfino che nella nuova composizione del Senato le dimensioni popolari sudtirolesi siano stravolte: Tedeschi e Italiani non sono metà e metà. La prospettiva programmata determina invece proprio questo. La persona di lingua madre tedesca che il Consiglio Regionale sceglierà, sarà infatti il Sindaco di Bolzano, che è di lingua madre italiana. Ciò non corrisponde ad equità e significa nuovamente un cedimento a danno dei Sudtirolesi”.

Punto e a capo. Intanto, mentre dalle radio ascoltiamo tamburellante la pubblicità di libri che raccontano come l’Italia ce la farà – è il caso di quello del direttore del Sole24Ore, giornale di Confindustria – la Klotz controcorrente lancia alle stampe un altro tipo di volume.

“GEORG  KLOTZ  – Una vita per l’unità del Tirolo”

La figlia di un protagonista della resistenza sudtirolese contro il totalitarismo sposta dunque l’asse sulla memoria storica: “Si può affermare che l’attuale invidiato, ma non sufficiente, Statuto Speciale di Autonomia sia un risultato di tali istanze.

Quelle vicende, di cui molti dettagli e risvolti non erano noti, comprendono anche lo strano comportamento dell’Austria e sono descritte  ora anche in lingua italiana.- Una verità scomoda in ogni caso. Queste pagine rivelatrici e corrette possono aiutare a comprendere e meditare. Se ne consiglia pertanto la lettura solo a menti libere da retorica nazionalista e da pregiudizi indotti”. Senza peli sulla lingua…

 

Il libro (ISBN 9788897053118) può essere richiesto, fine ad esaurimento dell’edizione, alla Süd-Tiroler Freiheit (Südtiroler Strasse N. 13  –  39100 BOZEN/BOLZANO – Tel. 0471-981064 – Fax 0471-979251 – e-mail: suedtirolerfreiheit@landtag.bz.org).

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

One Comment

  1. Malgher says:

    «Tale padre, tale figlia?»

    Ho letto il libro su George Klotz.
    La rappresentazione che ne scaturisce è certamente quella di un uomo che credeva fortemente alle sue idee di indipendentismo della sua terra, e di cui ne apprezzo la coerenza.
    Pur essendo una ricostruzione storico-fattuale del periodo emergono, come fili conduttori imprescindibili, le motivazioni ideali, culturali ed identitarie che hanno spinto quest’uomo a percorrere una precisa via: quella della ribellione “armata” (aderente all’organizzazione terroristica Befreiiungsausschuss Sudtirol) .
    Egli pose sopra tutto e tutti, compreso la sua famiglia, il proprio ideale. Ideale che lo ha portato ad essere discriminato sia dall’Austria sia dall’Italia e sia dai suoi stessi concittadini Sud Tirolesi.
    Gli interessi di parte lo hanno posto in una situazione di “emarginazione” facendo emergere altri interessi, prettamente di tipo economico, supportati dal nascente partito Sud Tirolese (Südtiroler Volkspartei ) a guida di Silvius Magnago.
    Morì in miseria lontano dalla sua “patria”.
    Questo il quanto.
    Per quanto riguarda la figlia, Eva, v’è da dire che certamente l’influenza del padre è stata “forte”.
    La signora, da giovane, si è posta nell’agone politico prima come componente del partito Heimtbund, tradizionalmente fiancheggiatore della SVP, e successivamente, dopo esserne uscita, ha fondato, assieme ad altri, un partito più radicale: Union Fur SudTirol (1989).
    Nel 2007 fonda un altro movimento, il Sud Tiroler Freiheit, che apparentemente si pone sempre più su posizioni estreme rispetto all’Italia e rispetto agli altri partiti presenti sul territorio.
    L’impressione che dà di stessa è quella di essere una persona intransigente e determinata i cui obiettivi rispecchiano quelli del padre.
    Nel 2014 si dimette, per motivi famigliari, e si ritira a vita privata.
    Ma c’è un ma.
    La signora pur combattendo, a parole, per l’indipendenza della propria terra ha percepito per il suo periodo di impegno pubblico in regione una liquidazione di: 35 mila euro già accreditati e 710 mila riscattabili tra quattro anni.
    A questi va aggiunta la sua pensione di insegnante.
    Traete voi le conclusioni

Leave a Comment