Eurozona: vola il commercio estero, spinto dalla Germania

di GIORGIO CALABRESI

Vola il commercio estero dell’Eurozona nel 2013: secondo la prima stima di Eurostat si registra un surplus di 153,8 miliardi di euro a fronte dei 79,7 mld del 2012, anno in cui si era registrato il dato migliore dal 2006. L’ Ue a 28 registra un surplus di 49,9mld nel 2013, contro un deficit di 115mld nel 2012. Nel 2013 il surplus più forte si è registrato in Germania (+185,5 miliardi tra gennaio e novembre 2013), che da sola va oltre il dato complessivo dell’Eurozona, seguito dall’Olanda (50,6mld), Irlanda (34,6) Italia (26,8), e Belgio (13,9). I deficit più ampi in Gran Bretagna (-78,6 miliardi), Francia (-69,9) Grecia (-17,9) e Spagna (-14,4). Nel 2013 l’Ue-28 ha aumentato gli export soprattutto verso la Svizzera (+28%), Corea del Sud (+6%), e i cali più forti verso India (-7%) e Giappone (-4%) . Diminuiti quasi tutti gli import, tranne che da Turchia (+3%). Il commercio internazionale dell’eurozona a dicembre ha registrato un surplus di 13,9 miliardi, contro i 9,8 miliardi del dicembre 2012. A novembre 2013 era stato di 17miliardi. Lo comunica Eurostat. L’Ue-28 ha invece registrato un surplus di 8,2 miliardi, contro i -2,4 del dicembre 2012. A novembre 2013 si era registrato un attivo di 3,1 miliardi. È un record storico il surplus di 153,8 miliardi di euro stimato da Eurostat nella bilancia commerciale dell’Eurozona per il 2013.

Un attivo così forte non è mai stato registrato dall’inizio della serie nel 1999. Frutto del boom dell’export, arrivato alla cifra anch’essa da primato assoluto di 1.887,4 mld (+1% sul 2012, con un aumento di 4,8 mld), ma anche di una netta contrazione dell’import (-3%, dai 1792,8 mld del 2012 ai 1733,6 del 2013). L’attivo del saldo dell’Eurozona nel 2013 è quasi raddoppiato rispetto a quello registrato nel nel 2012, quando era stato di +79,7 mld. Nel 2009, a seguito dell’inizio della crisi, l’import nei 17 paesi della moneta unica crollò (-22%), per riprendersi nel 2010 (+22%, tornando quasi ai livelli del 2008). In quello stesso 2009 anche l’export precipitò (-18%) perdendo 280,8 miliardi in valore assoluto (dai 1564,2 mld del 2008 a 1283,4 mld), anch’essi quasi integralmente recuperati nel 2010 (1540,8 mld), quando è cominciato un trend in continua crescita: 1741,2 mld nel 2011, 1872,6 mld nel 2012. Anche il surplus commerciale della Ue-28 (+48,9 mld) è una novità assoluta. L’ultima volta che la bilancia era stata in attivo, per appena 8,1 mld, era stato nel 2002 ma era una Unione europea a 15. Un saldo attivo paragonabile a quello dell’anno appena concluso (+48,6 mld) la Ue-15 lo registrò nel 1997. A comporre il saldo attivo della Ue-28, un export 1.733,1 mld complessivi in crescita del +3% rispetto al 2012 (1683,1 mld), ma soprattutto una caduta del -6% dell’import (da 1798,1 mld a 1683,3 mld) per la forte la riduzione della ‘bolletta energeticà. Eurostat indica che nel periodo gennaio-novembre 2013 il saldo della Ue-28 nel settore dell’energia è stato di -351,4 miliardi, mentre negli stessi 11 mesi del 2012 era stato di -388,4 mld, quindi con un ‘risparmiò di 37,4 mld.

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