Euroregioni, prendetele sul serio

mitteleuropadi MARIO DI MAIO – Prendo spunto dal richiamo che spesso Romano Bracalini su l’indipendenza nuova rilancia, ovvero l’idea di un asse europeo tra i popoli interessati all’indipendenza.
E’ sicuramente auspicabile un coordinamento stabile anche in assenza di azioni comuni a breve scadenza, ma una volta per tutte conviene precisare cosa si vuole ottenere e in che modo tenendo presente che:
1) l’indipendentismo si esercita contro il proprio stato centrale e contro la sua Capitale, quindi sinergie e supporti dall’ esterno di regola non sono ipotizzabili soprattutto per motivi geografici e culturali. Non si vede ad es. quale aiuto concreto potrebbero fornire i patrioti irlandesi ai patrioti fiamminghi in lotta contro i valloni. Probabilmente solo informazioni e solidarietà’.
2) ma neppure la vicinanza geografica ha indotto i baschi e i catalani ad aiutarsi nelle rispettive “vertenze” con Madrid che ha potuto regolare a piacimento entrambe le situazioni ricorrendo anche alle maniere forti. In questo caso ha prevalso la notevole differenza culturale fra le due comunità.
3) gradatamente, negli ultimi 20 anni la CEE, trasformata in U.E. ha assunto quasi di soppiatto le caratteristiche di uno stato totalitario, quindi oppressore, che toglie alle nazioni che la compongono le libertà economiche, di pensiero, di movimento, e di autodifesa e pertanto e’ ontologicamente nemica di qualsiasi aspirazione indipendentista. Ne consegue che qualsivoglia strategia deve tener conto della realtà’ U.E. che e’ questa nonostante che da Bruxelles continuino a raccontare che rispettano le diverse sovranità’ anche dopo “l’incidente Grecia”.

Sono convinto che al momento la via percorribile sia quella dell” impianto” di euroregioni finalmente efficienti e funzionanti “costruite” con l’accorpamento di entità’ territoriali omogenee per tradizioni economia e cultura, soprattutto perché l’euro regione e’ l’unico organismo che toglie potere contemporaneamente allo stato e alla U.E. e lo restituisce ai territori.
Da tener presente infine che le euro regioni finora previste e fortunatamente non funzionanti sono da ripensare perché assolutamente inadeguate.

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1 Comment

  1. Le euroregioni sono la base per gli Stati Uniti d’Europa su base federale.
    E’ chiaro e doveroso che ci sia collaborazione ( quella possibile) tra le varie realtà indipendentiste all’interno dell.U.E. e che lottino assieme per cambiare radicalmente questa Europa nata su basi sbagliate.
    Aggiungo che le euroregioni devono basarsi principalmente su due fattori.
    Il primo relativamente a identità preesistenti all’epoca napoleonica.
    La seconda per omogeneità culturali e linguistiche.
    Ad esempio il Veneto, parte del Trentino e del Friuli e se d’accordo anche Brescia, Cremona e Bergamo potrebbero essere una euroregione fondata sugli ex territori della Serenissima con caratteristiche culturali e linguistiche omogenee. Non si può escludere anche l’Istria e la Dalmazia se compatibili con la volontà Popolare.
    L’inizio è importantissimo, guai a sbagliare impostazioni . Invece di andare avanti torneremmo indietro con i relativi guasti che oggi possiamo chiaramente vedere e sentire.
    WSM

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