Euroregione/Macroregione: sfida aperta fra la Lega e il Pdl

di GIANMARCO LUCCHI

“Più che di macroregione parlerei di euroregione, ciò che noi abbiamo sempre chiamato Padania, ovvero una federazione di Regioni con gli attuali confini amministrativi ma con maggiore autonomia fiscale. Benvenuto perciò al Pdl se vuol iniziare a discutere finalmente della questione settentrionale: li aspettiamo a Roma, in parlamento, dove giocheremo a carte scoperte. In quella sede vedremo se anche loro faranno davvero gli interessi del Nord (o della Padania, della  Macroregione o che altro) oppure ancora una volta obbediranno a equilibri di partito. Gli stessi che finora li inducono a sostenere Monti, votando provvedimenti che penalizzano solo il nostro territorio come la riforma delle pensioni o l’IMU”.

Il vice segretario vicario della Lega, nonché capogruppo alla Regione Veneto, federale Federico Caner interviene sulla proposta rilanciata in questi giorno dal Pdl e apre un possibile dialogo/sfida con gli ex alleati di governo: “La Lega è più che disposta a ragionare in questo senso, visto che già ci lavoriamo da 30 anni. Elaboriamo pertanto una proposta rapida di Euroregione del Nord da votare in parlamento, consentendo al Veneto e al Nord di trattenere almeno il 70% delle proprie tasse e destinando la ricchezza a chi l’ha prodotta. Poi potremmo chiamare questo sistema ‘Macroregione’, come la definì Miglio, o Padania; ma in ogni caso la Lega c’è, sulla stessa linea dettata da Maroni nel farsi promotore del ‘Prima il Nord’. Chissà se lo stesso possono dire i rappresentati del Pdl eletti al Sud, ma è una questione che non ci riguarda e che semmai delimiterà la coerenza e la compattezza di quel partito”.

“Sfidiamo perciò apertamente il Popolo della Libertà – conclude Caner – a staccare la spinta a Monti ed a portare avanti queste istanze fino a Roma, coinvolgendo in uno stesso programma per il Nord anche gli industriali, le categorie produttive, le parti sociali, la società civile, i sindacati. Benvenuti, colleghi del Pdl, non è mai troppo tardi”.

Questa seconda parte della “sfida” leghista, cioè far cadere il governo Monti, appare alquanto improbabile nella realizzazione, vista la posizione assunta in Parlamento dal partito di Berlusconi. Detto questo, il dibattito sull’Euroregione o Macroregione che dir si voglia può rappresentare un punto dirimente del confronto fra Lega Nord e il Pdl, o quantomeno una parte di esso, come sembra adombrare lo stesso Caner, in quanto non appare affatto certo che l’intero partito possa convergere su un progetto del genere. E inoltre bisognerà capire il ruolo che Roberto Formigoni tenta di ritagliarsi in questa battaglia, se è un’iniziativa condivisa la sua o un tentativo di conquistarsi pezzi del Pdl e ritagliarsi una sorta di Pdl del Nord, sia per sopravvive politicamente sia per lanciare il guanto di sfida alla Lega.

Sull’argomento è intervenuto nuovamente ieri anche il governatore del Veneto Luca Zaia,  che  dice: ”Mai una macroregione, al Nord, che sia fusione di piu’ regioni”.  Zaia spiegato che per la Lega Nord la prospettiva non e’ quella della Padania, ma della Questione settentrionale. A chi obietta che l’indipendenza del Veneto non e’ praticabile, Zaia ha risposto ”non possiamo dire al popolo: attendi, attendi. Non bisogna sottovalutare le piazze”. La preoccupazione del presidente Veneto è ovviamente quella di escludere che nel dibattito in corso si vada profilando l’idea di una Super-Lombardia.

Di Macroregione del Nord e di queste tematiche si parlerà sabato sera, 15 settembre, alla Festa provinciale della Lega a Brescia (Brixia Expo, via Caprera 5), in un dibattito a cui parteciperanno Roberto Formigoni, Luca Zaia, Roberto Cota e Andrea Gibelli. Moderatore sarà il direttore de L’Indipendenza, Gianluca Marchi.

 

 

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24 Comments

  1. Axel says:

    Ma quale euro… ed euro bisogna mandare a**anc*lo quest’europa di m**a oligarca e burocrate. Ci tengono li perchè la verità è che facciamo paura , hanno fatto di tutto per far si che scappassero all’estero gl’ Italiani seri ma non scappano mai loro.
    Ritroviamo la nostra sovranità nazionale , non sappiamo tenerci quella figurarsi le indipendenze regionali…

    Lo ripeto l’Italia fa paura a tutta europa, ricreando le giuste condizioni molti cervelli tornerebbero qui e faremmo il culo a tutti !!! Saremmo primi in tutto !!! il paese più bello del mondo e non solo geograficamente !!!

  2. Botàso says:

    Io non andrei a criticare chi va, perchè va, se è giusto che vada , ecc. ecc.

    Probabilmente è solo un equivoco, provate ad immaginare se cambiassimo titolo, tutto sarebbe più chiaro.

    “Euroregione/Macroregione: INCIUCIO APERTO fra la Lega e il Pdl ”

    Ok Teresa, basta chiacchiere, ti aspettiamo sulle “barricate” quando sarà ora.

  3. ingenuo39 says:

    Dopo trent’anni di promesse non mantenute, ancora chiacchiere? Adesso, visto che i voti per fare questo li avete gia presi, fatelo e poi quando avrete raggiunto il risultato, per il quale avete preso voti e soldi nostri, potrete ancora parlare, fino ad allora zitti tutti e se non siete capaci, come credo, abbiate la dignità ( “dignita” è una parola scritta sul vocabolario, leggetela) andate a casa scusandovi con i vostri elettori.

  4. giovanni says:

    marchi datti malato se non vuoi perdere la faccia. tanto a brescia parlano soltanto fra di loro tu che c’entri ho speri anche tu nelle briciole verdi?

    • gianluca says:

      io sono invitato a moderare un dibattito come giornalista, punto. Come succede per altri colleghi sia alle feste della Lega che di altri partiti. E non spero in nessuna briciola
      glm

      • Nibbio says:

        Altri colleghi ….con altre retribuzioni…con altri padroni….!!!

        Non accontentarti delle briciole: vendi il sedere per una cifra importante oppure salva la faccia !!!

        Una volta hai già sbossato, evita di smarronare !!!

        • gianluca says:

          Ma voi pensate che sia solo e sempre questione di soldi? Se avessi inseguito solo quelli avrei fatto ben altre scelte nella mia vita professionale… E con questo non pretendo affatto di essere un esempio: di volta in volta ho scelto quello che più mi piaceva e in alcuni casi ne ho pagato le conseguenze come stava nelle cose. Ma almeno non mi sputo in faccia quando sono davanti allo specchio
          glm

          • Teresa says:

            In questo bel giornale online i commenti spesso sono di gente che non fa altro che criticare, in modo per altro molto contraddittorio. Voi giornalisti fate bene a rispondere, di tanto in tanto, ma sappiate che a leggere il giornale sono soprattutto leghisti, di buona razza magari… O comunque indipendentisti meno chiacchieroni e più attivisti.

            A me, le chiacchiere, mi hanno stufato. Quelli che han qualcosa da dire, lo facciano! I leghisti staranno con la Lega, gli altri coi loro partiti, ma ora finitela di parlare, avete rotto.

  5. Botàso says:

    Il solito incontro intrallazzo, dove abilmente dei politici ipocriti come sono, finiranno per ammiccare con strizzatine d’occhio sorrisini e pacche sulle spalle, (forse qualche battibecco all’inizio,…come da copione) alla fine non si capirà chi lo mette a chi.
    Di sicuro lo prende il popolo, governato a singhiozzo da questi signori (si fa per dire) che in 30 anni (di posto fisso a spese dello stato), hanno proclamato mille battaglie per poi non farne una.
    Ma che ne sanno di un popolo condannato a contratto determinato che combatte per il lavoro, per la pensione per una giustizia sociale che un manipolo di bankieri (avallati da loro) ha cancellato in un batter d’occhio.

    Alla fine, prima del banchetto un pubblico di imb….li ben ammaestrati, al segnale convenuto applaudirà.

    “Venghino signori, avanti avanti, ballerine, nani, lecca culo,e ruffiani, la tavola dei signori è sempre imbandita e se vi comportate bene oltre al pasto vi diamo anche un po di …a!”.

    Ma cosa dobbiamo fare per avere un politico almeno mediocre ???
    Mi è rimasto solo la speranza che la Germania ci invada.

    Botàso.

  6. Giancarlo says:

    Dunque, ricapitoliamo: Formigoni parla di sacrosante esigenze del Nord, La Russa (!!!!!!!!) esterna che macroregioni e semipresidenzialismo sono assolutamente compatibili, Maroni rilascia la dichiarazione sulla macroregione e sul 70% di Irpef da trattenere al Nord. Ora, a parte l’uscita di La Russa, sano momento comico di relax in una giornata uggiosa, anche uno con l’IQ inferiore a 80 capirebbe che tutti questi personaggi percepiscono che i bulloni che saldano la poltrona al loro didietro cominciano ad allentarsi, quindi stanno cercando di correre ai ripari. Maroni sa benissimo che la proposta del 70% non solo non farebbe venire giù Monti (figuriamoci), ma spaccherebbe il PdL. Ma non è che si formerebbe un PdL del Nord, no, considerando i ceffi che lo compongono l’unico risultato sarebbe un’esplosione in tante schegge impazzite, ciascuna dei quali alla ricerca della migiore nicchia dorata e del miglior offerente.

    P.S. Quelli che continuano a parlare di lingua con un occhio alla Catalogna, considerino i seguenti dati: il catalano si è formato nel medioevo al pari delle altre lingue romanze, era considerato un’unica lingua con l’occitano e ha espresso una letteratura importante. Inoltre è stato la lingua della cancelleria del regno di Aragona fino a che la morsa della Spagna non si è definitivamente chiusa su questo paese, cosa avvenuta con la conquista di Barcellona nel 1714 (18° secolo). Intorno al 1200 (13° secolo) si stava formando una koinè lombardo-veneta, che comunque non interessava né Piemonte, né Liguria né Emilia né Friuli, che avrebbe potuto portare a una lingua padana diversa dal toscano più di quanto il catalano non differisca dal castigliano. MA NON E’ SUCCESSO.

    • Pietro says:

      Riguardo la lingua, quella veneta (nella variante veneziana) è stato ben più prestigiosa e diffusa di quella catalana. Inoltre, a parte il fatto che il sistema gallo-italico è più distante dall’italiano di quanto lo sia il catalano dallo spagnolo (con i quali condivide il gruppo di appartenenza ossia quello delle lingue romanze occidentali), neanche lingue come il corso, il bretone, il gallese, il basco e via dicendo hanno espresso chissà quale letteratura.
      Infatti l’errore è a mio avviso considerare un’unica identità che non c’è mai stata anche se oggi potrebbe costituire un paese abbastanza omogeneo (la Padania appunto). Poi letteratura o meno queste sono le lingue/culture autoctone che fino a 50 anni fa la facevano da padrone, basterebbe solamente recuperarle. E sono lingue perchè sono autonome rispetto all’italiano, e questo basta e avanza per delle rivendicazioni.

      • Veritas says:

        Giancarlo, la lingua padana non ha potuto formarsi per due motivi : di lì a poco venne scritta La Divina Commedia, in toscano: sempre di lì a non molto furono inventate le banche, in Toscana, e la ingua dei banchieri diventò la più usata.

  7. leo says:

    Stare coi maroniti vi porterà qualche iccolo vantaggio sul momento ma nel giro di qualche mese vi costerà la perdita di tutta la credibilità che vi siete costruiti fino ad ora: ripigliatevi e scaricate Duemaroni.

  8. Britoa says:

    Questi non sanno più cosa inventarsi per qualche “carega” la leganord ha come segretario un ex ministro degli interni che ha giurato sulla costituzione e non so su quale altro libro,
    un ex ministro dell’agricoltura non che governatore del veneto che non ha voluto incarichi sulla ligaveneta per non rendere conto a una base incazzata che lo potrebbe costringere a prendere posizioni che lui lascia al presidente del consiglio regionale veneto…..
    e già così lui può rappresentare in modo neutrale tutti i veneti sopratutto quelli Italiotti e basa banchi…
    la ligaveneta è così rappresentata dal Tosi che va anche a letto con la fascia tricolore del sindaco…
    non avendo candidati decenti candideranno a Treviso Gentilini (per il quale nutro molta simpatia ma ogni frutto a so station saria mejo) che ha fatto il suo tempo come Bossi… del Pdl mi rifiuto di parlare perché finirei in un sproloquio….

  9. Flavio Poli UPA says:

    Già il luogo dove il Vicesegretario Vicario della Lega :
    “Don Federico Caner” intende incontrare l’alleato PDL, la dice lunga sulla voglia di fare, cosi come parlano da soli i ” da 30 anni” che, come dice il Don “stiamo lavorando …”. Probabilmente si tratta della sezione della lega “Bradipo”. Abbiamo assistito al comportamento notaril padano di Zaia circa il referendum in Veneto. Sabato dera, dopo costine, polenta bianca e salamelle parleranno di macroregione, oppure no, euroregione, perché la prospettiva come dice Zaia non é la Padania ma la questione settentrionale. Dopo 30 anni di intensa attività celebrale, questo é il risultato… costine, salamelle, vino e castrato di indipendentista (vedi referendum in Veneto). Andiamo al Lingotto, in casa loro a sfidarli con una proposta che li metta s palle al muro e faccia ben visibile davanti ai cittadini dei territori sui quali operiamo, il resto é da venire …..

    Noialtri Soli

  10. Unione Cisalpina says:

    il kanto mortale delle sirene d’Ulisse…
    ripropongono la dolce musika di indipendenza, libertà e fratellanza in Padania (ke kiamano “makroregione europea”) dei nostri sogni, ma l’ekuipaggio d’Ulisse (Indipendentisti) si tappino ben bene le orekkie (e si proteggano il kulo) impedendo alle loro navi (Movimenti) d’infrangersi in kuesti perikolosi skogli, già ben noti e tristemente konosciuti…

    è kiaro xò ke non mirano al nostro voto, ma ad ingannare (sfruttare, utilizzare) nuovamente l’imbecille e sua madre… materia prima ke sappiamo abbondare, purtroppo, in Padania…

    di + … tentano d’alzare il tiro persino tra le sinergie ke evokano:” … anche gli industriali, le categorie produttive, le parti sociali, la società civile, i sindacati… promettendo meno tasse e + investimenti…

    pekkato ke lo vogliano fare riproponendo e rafforzando kuest’inikua ed infame unità italiana a kui non rinunciano… x forza, roma è il loro rifugio dorato…
    vorrei tanto potermi rikredere …

  11. Pietro says:

    questi parlano sempre e solo di soldi, e mai NESSUN territorio è diventato indipendente spingendo solo sul lato economico e dimenticandosi del tutto gli aspetti identitari e culturali. La Catalogna ne è una dimostrazione lampante, dato che è proprio grazie all’insegnamento e alla diffusione della lingua e dell’identità catalana che il sentimento di appartenenza e la voglia di indipendenza è molto forte. Il Veneto aveva la possibilità (con la Liga al 35% e altri partiti autonomisti al 5%) di intraprendere la stessa direzione, insistendo sulla storia, sulla cultura e sulla lingua veneta. Ma pare che le intenzioni di Maroni (ha detto che la lega ha abbandonato da 20 anni le rivendicazioni etno-linguistiche, e adesso parla sempre e solo di Nord, cioè Nord italia) e di Tosi (che sta vanificando il lavoro identitario della Liga svolto negli ultimi 20 anni) non siano queste. Probabilmente a questi signori interessa solo che il Nord trattenga qualche tassa in più…cosi saremo italiani del nord con più soldi e servizi e questo è quanto.

  12. Lurens says:

    Questi tre personaggi finora non hanno portato a casa uno dico uno risultato per l’indipendenza/autonomia delle tre Regioni da loro governate.
    Siamo al governo nelle tre regioni più importanti d’Italia, eravamo al governo a Roma…. e li ho sentiti solo parlare di sicurezza.
    Hanno fatto una riforma federale incomprensibile, non hanno toccato i privilegi delle Regioni a Statuto speciale.

    Nemmeno un po’ di folclore, nemmeno un cacchio di cartello in piemontese, niente!

    Ieri Maroni a ballarò non rispondeva alle domande e criticava l’operato di Monti..ok ma tu che hai fatto??? cosa proponi???cosa vuol dire Prima il Nord???? Non si sa.

    Solo parole, solo fuffe. Sono stufo!

    • Pietro says:

      Parole sante. Di identità piemontese, lombarda e veneta nemmeno l’ombra…che sono poi la base per le rivendicazioni autonomiste e indipendentiste. Non le chiamerei folklore però, ma culture locali. Negli altri paesi hanno ottenuto qualcosa in tal senso partiti con molti meno voti e peso politico della Lega. Certo, anche il modo in cui sono state affrontate queste questioni (pressapochismo, razzismo e xenofobia) hanno fatto si che venissero rigettate dal resto dell’elettorato.

  13. Cantone Nordovest says:

    Ma quale macro regione o peggio ancora , euro regione !

    Io sono fortemente convinto che occorra bypassare la nozione di Padania e ripartire invece da una nuova base concettuale : la riscoperta delle Identità Statuali e parastatuali pre-unitarie :

    n. 8 città capitali e i loro Territori di riferimento (non una di più non una di meno !) : Torino – Milano – Venezia – Firenze – Roma – Napoli – Palermo – Cagliari .

    facebook > Cantone Nordovest

  14. Don Ferrante says:

    Ma quale sfida ?

    PdL e Lega, bestialmente avviluppati, governano da anni le Regioni che dovrebbero comporre la macroregione o euroregione del Nord, la si chiami come meglio si crede !

    I loro consensi, per ragioni oggettivamente gravi, sono in notevole calo e non si ravvisa una concreta e significativa inversione di tendenza.

    Se i sondaggi preelettorali consentiranno rinnovate speranze di successo, PdL e Lega torneranno a proporsi uniti…se invece, come probabile, in qualche Regione non ci sarà più “trippa per gatti”, si inventeranno nobili (?) motivazioni ideali e politiche per …perdere sì, ma separati !
    Le “guerre di poltrone” lasciamole fare a pidiellini, ciellini e scopini…….la libertà non può essere loro figlia !

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