Euroregione padano-alpina. Il suo presidente Maroni che fine ha fatto?

LENTE-MACROREGIONE-ALPI-OK2-piccoladi MARIO DI MAIO – Forse non tutti ricordano che a suo tempo, quasi contemporaneamente alla sua elezione alla presidenza di Regione Lombardia, Maroni e’ stato anche nominato presidente della euroregione padano-alpina, con relativa cerimonia di insediamento ufficiale. Ma non esistono tracce successive di attività di questa istituzione nonostante la notevole importanza del territorio di riferimento.

interrogato sull’argomento in occasione di un convegno organizzato dalla Cattolica di Milano, Maroni rispondeva che la maggioranza dei Paesi membri tergiversava perché, gia’ privata di “peso” da Bruxelles non gradiva le ulteriori perdite di sovranità inevitabilmente connesse con il funzionamento delle euro regioni. Sicché in pratica il problema e’ stato volutamente ignorato e nessuno ha protestato.
Ma la mancata creazione di efficaci organismi decisionali intermedi con il passare degli anni ha finito per gonfiare a dismisura il potere di Bruxelles fino a provocare l’attuale forte disorientamento per l’accavallamento nella attribuzione e soprattutto nella gerarchia delle competenze politico l’amministratore. E il malcontento che ne deriva e’ dovuto essenzialmente ad una vera e propria irruzione nei settori più’ delicati della vita delle persone e delle comunità che fanno capo alla U.E. Ad es. al tempo di Adenauer la corte di Bruxelles non si sarebbe sognata di condannare l’Italia perché nel nostro Paese “si fanno pochi aborti”.
A questo punto non rimane che scegliere finalmente quale federalismo adottare. Nel mondo non mancano esempi di grandi entità multiculturali funzionanti come il Canada, gli USA e perfino la federazione russa. Diamoci dunque datare…..
Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

6 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Gli industriali specie i medio e piccoli avrebbero la possibilità di incidere più significativamente sulle decisioni dei politici di turno, ma non lo hanno mai fatto. Mi riferisco in particolare a quale europa sarebbe più consona non solo ai loro interessi, ma in particolare anche alle aree o regioni dove operano.
    Sino ad ora sono andati a rimorchio dei politici i quali specie quelli del passato hanno semplicemente agito secondo dettami dell’europa. Europa che non è mai appartenuta ai Popoli ma all’alta finanza.
    Dunque un’europa federale e delle regioni sarebbe la più utile a tutti, ma non alla finanza la quale vuole fare e disfare a suo piacimento e quindi i politici sono i loro lacchè ai quali riserva posti d’onore e qualcosa d’altro.
    Se non capiamo tutti che questa europa sarà la fine non solo della democrazia ma anche della libertà dei Popoli, allora vuol dire che vogliamo fare come le scimmiette: Non vedo, non sento , non parlo……….
    L’errore principale di questa europa è stato quello di fondare l’unione su una moneta e solo quella.
    Sin dai tempi di Andreotti al governo furono sollevate in parlamento molteplici dubbi sull’utilità di entrare o meno nell’euro e cosa i più importante si constatò che i paesi più deboli, specie dell’area mediterranea avrebbero subito ulteriori problematiche economiche a vantaggio dei paesi del nord europa. Vedi discorso di LUIGI SPAVENTA nella seduta della Camera dei Deputati del 12 dicembre 1978 pp. 24892-24899. 131 il cui tema recitava : IL CAMBIO E’ LA PIU’ ENDOGENA DELLE VARIABILI. Andare a leggerla vengono i brividi. Infatti sia Andreotti che i successivi governi ne fecero solo una questione politica e non vollero tener conto dei tecnici e delle questioni tecniche che suggerivano di andarci cauti con l’euro.
    Allora come oggi. Solo che oggi si vedono gli effetti nefasti della politica europea e dei politici europei che gli vanno dietro, specie coloro che siedono al Parlamento Europeo……..Le Lobbies sanno come convincerli a votare per non parlare delle banche e delle finanziarie internazionali.
    Finalmente dico io gli italiani si sono improvvisamente svegliati dopo anni di sacrifici che non sono serviti a nulla perché era logico e funzionale all’europa che andasse così.
    Ora questo nuovo governo giallo-verde anziché chiamarlo governo del cambiamento lo chiamerei governo della libertà, perché è di questo che sto scrivendo, della libertà dei Popoli.
    Solo con un’europa federale con poche competenze e regioni sovrane a tutti gli effetti si potrà costruire un’europa dei Popoli e farla funzionare sarà semplicemente facile.
    La svizzera lo dimostra da decenni. Il decentramento e l’assunzione di responsabilità gestionali cui ogni regione omogenea europea dovranno sottostare per costituzione sarà un pilastro incrollabile affinché l’Europa possa ritenersi anche a livello mondiale non solo un interlocutore forte e capace, ma anche protagonista di nuove visioni come stanno facendo Russia e Cina. Gli USA sono sull’orlo della catastrofe quando a livello mondiale il dollaro sarà bandito dalle più grandi transazioni finanziarie. Il petrodollari non esisteranno più e altre monete saranno usate per tali scopi. Ricordiamoci che il petrolio come combustibile andrà quasi eliminato nel prossimo decennio se vogliamo salvare il mondo dal cambiamento climatico.

    Perciò sono contro le macroregioni, specie se implicano nuovi agglomerati non omogenei ma solo geografici. La geografia è importante, ma non si possono basare politiche economiche e sociali solo su un fattore che riguarda la distanza. La logica suggerisce che solo regioni omogenee come Popolazione, lingua, economie, cultura etc.. possono essere fattori di successo nel voler costruire una nuova europa.
    WSM

  2. Enrico Ricci says:

    Anno 2018

    IL FEUDALESIMO POLITICO ITALIANO HA CREATO LA DEPRESSIONE ECONOMICA E UN FISCO OPPRESSIVO !

    I principi fondamentali sui quali deve essere fondato il rapporto con lo Stato e le pubbliche amministrazioni dovrà partire dalle regioni,il cui obiettivo è il riscatto dalla condizione di pressione fiscale,burocrazia asfissiante e inefficienza politica alla quale siamo ridotti dalla miriadi di leggi,norme e regole liberticide e alcune incostituzionali poste in essere dai regimi di qualunque colore partitico, con la complicità interessata dei parassiti di Stato e di alcuni istituti bancari che noi avevamo definiti Usurai e di cui oggi ne constatiamo le prove,nei confronti dell’imprenditoria!

    L’affare “evasione Fiscale” serve a catturare l’opinione pubblica, una operazione psicologica per il controllo delle masse, una tecnica che ha sempre funzionato! Questo Stato se vuole, può abbattere l’evasione partendo dalla testa,cioè riducendo i costi insostenibili della classi governative a qualsiasi livello, eliminare il parassitismo,snellire la burocrazia asfissiante, tagliare, amputare gli organi infetti che stanno provocando una infezione letale, rinnovare questo Stato è il compito che ci aspetta, le recenti elezioni lo dimostrano!

    Noi Piccoli e Medi Imprenditori,siamo la locomotiva d’Italia,ma trainiamo vagoni di letame di opportunisti,intrallazzatori nella politica,nel sociale,di cui pochi si salvano, con spreco di denaro pubblico a vantaggio della imperante corruzione,venendo scuoiati dalle tasse dirette ed indirette per non parlare della cessazione di aziende piccole e medie nel nostro territorio creando purtroppo disoccupazione e ’aggravante aumento del debito pubblico che ha superato il 130% !

    La leva del fisco và usata con intelligenza e lungimiranza,in particolare come strumento di politica industriale le recenti proposte governative che sono pagliativi insufficienti per una vera ripresa della economia, queste sono ragioni per rivendicare quello che da anni chiediamo, tassare la ricchezza solo nella fase dei consumi,questa è la vera ALTERNATIVA FISCALE !

    E’ il momento di ricostruire uno Stato in decomposizione ,l’oppressione impositiva ha portato lo Stato a essere un sovrano assoluto e accentratore,e il cittadino ridotto ad una sudditanza, vedasi
    l’oppressione l’irresponsablità e il centralismo,sono i principi che lo hanno contraddistinto!
    Oggi la necessità dell’azione impongono l’unità dei Piccoli e Medi Imprenditori, che devono battersi per una soluzione decisiva per l’Italia. Si allega un nostro volantino.

  3. RAFFAELE says:

    Le macroregioni europee sono assurde accozzaglie di realta socio economiche lontane e divrrse. Lavoriamo per una macroregione Padano Alpina che ci liberi da roma e dall:italia giallo verde.

  4. Riccardo Pozzi says:

    Bobo sta cazzando la drizza della randa.

  5. Romeo says:

    Questo è il mio sogno, Romeo

  6. mumble says:

    Lasciamo perdere Maroni. A occhio e croce la regione (padano) Alpina mi sembra una arlecchinata suggestiva: come dire, proponiamo la regione mediterranea mettendo insieme turchi e spagnoli, tunisini e greci. Non può esistere una simile entità nella realtà perché sarebbe una regione in cui si parlano una decina di lingue, in cui le economie sono diversissime e le distanze sociali e politiche enormi: la Genova che sta scomparendo come sistema economico, che si aggrappa come ultima risorsa ad un porto vecchio e isolato, non ha nulla a che spartire con la Baviera o la Svizzera. Non scherziamo davvero.
    Sono suggestioni che servono solo a chi le inventa per rilasciare qualche intervista e dare a credere ai gonzi che si è trendy e internazionali.
    Si torni piuttosto a parlare di macroregioni padane, che servirebbero a ridurre il numero di regioni e a discutere a Bruxelles leggi europee che tolgano competenze ai vecchi stati nazione per darle alle macroregioni: tagliando via Roma dalla trattativa, perché tanto non molleranno mai neppure un centimetro.

Leave a Comment