Europei di calcio. Tanto il mondiale lo ha già vinto l’Abkhazia

ABKHAZIA

di RICCARDO PESSAROSSI – (http://it.sputniknews.com/) Chi vincerà gli Europei di calcio? L’Italia non è messa bene e secondo i bookmakers i favoriti sono Francia, Germania, Spagna e Belgio. Chiunque vinca la finalissima di Parigi c’è già una squadra che ha trionfato ed è, udite udite… l’Abkhazia.

Battendo in finale la selezione del Panjabi, l’Abkhazia ha vinto un torneo molto particolare, il campionato del Mondo ConIFA, la federazione internazionale delle nazionali indipendenti, a cui hanno preso parte 12 squadre, rappresentative di popoli e minoranze non riconosciuti ufficialmente dalla FIFA. Se non fosse per il calcio, leggendo i nomi delle squadre che si sono sfidate sul campo dello stadio Dynamo di Sukhumi c’è il rischio di perdere la bussola.

Ci sono territori che rivendicano l’indipendenza e ricorrono con una certa frequenza nelle cronache internazionali per motivi diversi dal calcio, come il Kurdistan e il Somaliland. Altri quasi del tutto sconosciuti, come l’arcipelago Chagos, 60 isole tropicali situate 500 km a sud delle Maldive nell’oceano Indiano.

Se è vero che l’unione fa la forza, più della politica il pallone unisce sempre, soprattutto i fratelli di sangue che vivono lontano dalla loro casa: al mondiale in Abkhazia hanno preso parte anche i Coreani Uniti di Giappone, selezione della diaspora delle due Coree nel paese del Sol Levante, l’Armenia Occidentale, la squadra degli armeni residenti in Turchia e Cipro del Nord, la nazionale della parte dell’isola sotto la Turchia.

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Quanto al Vecchio Continente, scorrendo la geografia delle squadre presenti in Abkhazia non è da meno a quella del torneo che sta per partire in Francia. Più in alto per latitudine (ma solo quinta nella classifica finale) c’è la Lapponia, schierata con il nome originale di Sapmi, ma niente battute su Babbo Natale che sa andare solo sulla slitta, perchè i Sami sono un gruppo etnico riconosciuto ufficialmente dai tre paesi scandinavi.
Diverso il destino degli Szekely, popolo ungherese che abita la parte orientale della Transilvania e rivendica la separazione dalla Romania, perciò gioca con la sua squadra, “Szekelyföld”. In Abkhazia sono sbarcati anche i Raeti, anticolo popolo che diede il nome ad una provincia dell’Impero Romano a cavallo fra Svizzera centrale, Germania meridionale (o meglio Baviera) e Austria (Tirolo) ed ora raggruppa tre paesi sotto un’unica squadra, l’FC Raetia.
Ai mondiali in Abkhazia infine ha partecipato anche una rappresentativa “italiana”, il Football Club Padania, che come spiega a Sputnik Italia il presidente Fabio Cerini, non ha niente a che fare con la politica, ma si concentra solo sul campo:
“Non apparteniamo a nessuna forza politica com’è espresso nel nostro statuto e siamo frutto della voglia di due tifosi, Alberto rischio e Ivan Orsi, che dopo la soppressione della vecchia nazionale padana hanno ricreato questo gruppo. In Abkhazia non dovevamo neanche esserci, perché ci hanno chiamati solo dieci giorni prima per sostituire la squadra dei Rom che si era ritirata. Abbiamo messo su un gruppo in pochi giorni e siamo arrivati quarti. Per noi è già stata una vittoria”.

 

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Sui trattati l’Abkhazia è riconosciuta indipendente solo da sei paesi (Nicaragua, Nauru, Tualu, Vanuatu, Venezuela e Russia), ma sul campo del rinnovato stadio di Sukhum, i giocatori in maglia verde, sono stati spinti alla vittoria dal tifo di tutto il loro popolo. Nella loro lingua Abkhazia significa “terra dell’Anima”, ed il giorno dopo la finale, vinta ai rigori per 5-3 contro la squadra del Panjabi, è stato proclamato festa nazionale. Prima, è stata comunque festa, per un popolo che negli ultimi vent’anni non aveva mai visto così tanti ospiti stranieri in un colpo solo. Agli occhi dei bambini abkhazi i giocatori padani sono sembrati l’Italia di Buffon e compagni, come spiega Fabio Cerini:
Quando siamo partiti non immaginavamo che cos’era l’Abkhazia, ma ce ne siamo subito resi conto. Gente col cuore d’oro, che ci ha adottati, come noi abbiamo adottato loro. Ogni giorno ci invitavano a casa, ci portavano in giro e quando siamo partiti dall’albergo molti ragazzi che ormai avevano fatto amicizia con i nostri giocatori non hanno trattenuto le lacrime. A noi restano in mano le calamite con la scritta “Abkhazia” e nel cuore l’emozione di aver visto lo stadio pieno di 15 000 persone che nella finale per il terzo posto tifavano per noi e poi hanno gioito fino alla commozione per la vittoria della loro squadra in finale. A loro, dopo tutte le vicissitudini che hanno passato, auguriamo un futuro ricco di gioia, perché è un paese che a livello umano, culturale e turistico ha molto da offrire.

In attesa di sapere chi vincerà gli Europei di Francia, i mondiali dell’Abkhazia si sono conclusi con questa classifica: 1. Abkhazia 2. Panjab 3. Cipro del Nord 4. Padania 5. Sapmi 6. Armenia Ovest 7. Coreani Uniti del Giappone 8. Kurdistan 9. Szekely 10. Somaliland 11. Raetia 12. Isole Chagos.
L’appuntamento passa al 2017, quando anche per i paesi non riconosciuti sarà la volta degli Europei.

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