Europee, la zavorra non è la Merkel

di STEFANIA PIAZZO

Sarkozy non è nuovo alle uscite del tipo: bisogna rivedere Schengen. Lo ha fatto ancora, a pochi giorni dal voto europeo, inneggiando peraltro ad una zona forte dell’euro, una zona franco-tedesca. Quasi viene da pensare ad un’area per un euro competitivo, una doppia valuta per non perdere in competitività grazie alla zavorra del Mediterraneo, Italia compresa.

In realtà ai tedeschi un’alleanza con la Francia non porterebbe a successi economici. L’idea dell’ex presidente è cosa vecchia e, francamente, non conviene a Berlino.

Però, a differenza dei politici italiani, Sarkozy ha capito che fare la guerra alla Merkel non risolve i problemi di casa. In alcuni manifesti elettorali al Nord abbiamo visto invece frasi comparative del tipo: o voti me (con la foto gigantesca del candidato), o voti lei (con l’immagine della cancelliera). La comparazione è fuori bersaglio. Persino sul circuito di Radio Marconi, fonte cattolica – di sinistra – di informazione – si ironizzava sulla campagna antitedesca durante queste europee. La Germania è più forte? Qualcuno evidentemente glielo permette: 20 anni di Italia senza riforme, un Nord abbandonato ai sogni mancati. Non è colpa di Angela.

Insomma, avercela una Merkel, anche a casa nostra. Abbiamo avuto invece altri governatori regionali, dei grigiocrati che verranno prima o poi spazzati via; abbiamo avuto ministri di una pochezza epocale, riforme annunciate venti volte e sprofondate nella vergogna più nera. Abbiamo dato tutti i treni in mano a chi ha avuto il consenso elettorale. Siamo rimasti fottuti.

Alla Merkel, francamente, dei manifesti italiani e del Nord poco importa. La Germania guarda a est preoccupata, perché, mentre il duello della politica si concentra sui sondaggi no euro, a nessuno viene in mente di dire che la Russia ha appena siglato con la Cina un accordo da 460 milioni di dollari per il gas e il petrolio. L’asse così si rafforza, mentre la Germania continua ad essere con la Merkel un punto di mediazione per gli interessi statunitensi di controllo in Europa. E noi, con le nostre basi, non siamo da meno.

Obama può chiamare quanto vuole Putin il re di una potenza regionale, intanto però i russi sperimentano un missile balistico a testata multipla che arriva a 10mila chilometri.

E noi? Si litiga ancora sugli F35, si pensa che si possa avere più voce attaccando la Merkel. Il sogno di un’Europa diversa, meno nazionalista, difficilmente uscirà dal voto del 25 maggio. Ma più uscirà un voto di rottura del sistema, di interdizione ai poteri forti, più a casa, nei parlamenti regionali, si troverà forza per alimentare la speranza di una indipendenza dai partiti italioti, quelli che la Merkel se la sognano.

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One Comment

  1. U.nione K.onfederale C.isalpina says:

    divagazioni x kadreghe … intrattenimento…
    tutto tranne ke Padania e sua indipendenza …

    la nostra salvezza è PADANIA … LIBERA dal GIOGO politiko, morale, ekonomiko ITALIKO …

    prova a smentire ! …

    x noi kon €.uropa o senza è la stessa kosa… il problema è l’italia ed il merdione suo proprio …

    <b<e allora xkè cerkate il sostegno dei nostri sopraffattori e sfruttatori veri !?

    forza roma … vostra kapitale…

    LEGHISMO… VERGOGNA CISALPINA !

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