EUROPARLAMENTO: REGOLE PER COMBATTERE PARTITE TRUCCATE

di REDAZIONE

Combattere le partite truccate imponendo regole più strette ai gestori di scommesse sullo sport. Assimilare il traffico di sostanze dopanti allo smercio di stupefacenti. Favorire lo sport al femminile, lottando contro la discriminazione per motivi culturali o religiosi. Creare il registro europeo degli agenti sportivi e una ‘lista nera europeà per gli hooligans. Sono i punti qualificanti della risoluzione sulla ‘Dimensione europea dello sport’ adottata oggi a larghissima maggioranza (550 sì, 73 no, 7 astenuti) dalla plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles. Contro la violenza negli stati l’Eurocamera chiede che i tifosi violenti o razzisti siano banditi da tutti gli stadi europei. L’Aula invita poi gli Stati membri e le federazioni sportive a una politica più decisa contro gli episodi di razzismo e l’omofobia contro gli atleti. Contro il riciclaggio di denaro che, come denunciato dal presidente Uefa Michel Platini, si nasconde dietro le partite truccate il Parlamento chiede che venga istituito un sistema di licenze per gli operatori sportivi del settore delle scommesse. Anche la professione di agente sportivo dovrà poi essere regolamentata. Per ottenere la licenza, i procuratori dovranno dimostrare di avere un minimo di qualifiche, ma soprattutto avere la residenza fiscale nel territorio dell’Unione e rispettare un codice di condotta. Il nuovo registro europeo degli agenti, non pubblico, dovrà contenere il nome di tutti i giocatori per cui lavorano. Inoltre si suggerisce un sistema di compensi non legato al trasferimento del giocatore, ma legato alla durata del contratto. L’Ue dovrà poi individuare ed eliminare gli ostacoli che potrebbero impedire alle ragazze e alle donne di fare sport. In particolare, la risoluzione sottolinea come «il fatto che genitori di ragazze immigrate proibiscano loro di partecipare alle attività sportive e natatorie a scuola non può essere tollerato o giustificato in base a motivazioni culturali o religiose». Una maggiore presenza di donne negli organi direttivi delle federazioni sportive – in maniera proporzionale al loro numero tra gli iscritti – potrebbe contribuire a promuovere la pratica sportiva femminile. Infine si chiede che le autorità nazionali garantiscano agli atleti di alto livello una formazione scolastica adeguata, fornendo strutture speciali per l’istruzione superiore. E viene proposto una sorta di ‘Erasmus dello sport’ che riconosca le qualifiche e le esperienze sportive per incoraggiare la mobilità di atleti e allenatori attraverso un programma di scambi.

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