Per una nuova Europa politica con Venezia capitale

di PIETRO ALVISE GAGGIO*

Proponiamo Venezia, Capitale, in una nuova ri-organizzazione territoriale europea, quindi non solo dell’Italia (non ha più senso pensare diversamente), ma dell’intera Comunità Europea. Si riterrebbe, infatti, fondamentale realizzare un movimento politico internazionale radicale, che intenda promuovere un nuovo assetto del territorio europeo indicandone la sua suddivisione in macro-Regioni, Sovrane e Indipendenti e non più Stati, i cui nuovi confini identifichino i vari Popoli Europei che li conterranno. Tali confini, dovrebbero essere nel tempo “variabili” (permettendo: uno, in alcuni casi, ri-unificazioni territoriali oggi impossibili; due, risolvendo definitivamente le secolari guerre fratricide che insanguinarono l’Europa intera). Inoltre, si vorrebbe sperare in futuro, che tali macro-Regioni potessero essere governate con il sistema di Democrazia Diretta – Sovranità Popolare (come in Svizzera per capirci) e non attraverso la (falsa e corruttibile) Democrazia rappresentativa i cui effetti nefasti sono quotidianamente presenti nelle prime pagine dei giornali. Dicevamo quindi, un riassetto territoriale, che identifichi ogni Popolo, dalla propria Storia, Economia, Lingua, Cultura e Tradizioni idealizzando, nel suo insieme, una macro-Regione equivalente. Macro-Regioni, si diceva, la cui composizione iniziale sarebbe proposta da uno studio preventivo. All’uopo, si costituirebbe una tavola rotonda internazionale composta di storici qualificati e rappresentanti le possibili unioni socio economiche, le cui aggregazioni indicate, sarebbero poi convalidate o meno dalle sovranità comunali di riferimento ogni cinque anni attraverso un voto referendario (senza quorum, da compiersi simultaneamente in tutti i Comuni dell’Unione Europea). Cioè, i cittadini di ogni Comune dell’Unione, potrebbero ri-confermare l’appartenenza alla formazione territoriale indicata dalla tavola rotonda o viceversa scegliere di appartenere ad altre macro-Regioni, purché loro limitrofe. Così facendo, il tempo, potrebbe affinare la loro più reale conformazione, variandone i confini.

Le macro-Regioni così declinate costituirebbero la nuova “Unione Confederale dei Popoli Europei” e non degli “Stati Uniti d’Europa”. I cittadini di ogni macro-Regione, voterebbero poi direttamente i rappresentanti che costituirebbero il Parlamento federale centrale per la gestione unitaria di alcune importanti competenze: moneta unica, debiti sovrani, difesa, polizia federale, politica estera, ricerca scientifica, politica immigratoria, politica economica, politica fiscale, politica del lavoro, grandi infrastrutture. Il Presidente dell’Unione sarebbe, a rotazione, il Presidente di ogni singola macro-Regione. Capitale della nuova Unione Europea potrebbe essere Venezia per la sua unicità e peculiarità di Città anfibia mondiale e contemporaneamente potendola salvare dal distruttivo turismo di massa ripristinandone le antiche prerogative.

  • Con questo progetto si potrebbe quindi ottenere una grande forza politica che inciderebbe a livello transnazionale, da nord a sud, da destra a sinistra e considerando che tale Movimento è innovativo, trasversale, territoriale, moralizzatore, articolato sulla Sovranità Popolare, sarebbe sicuramente in grado di scardinare, riformare, qualsiasi  sistema partitocratico corrotto (compreso quello italiano).
  • Con questo progetto i voti dei veri europeisti, indipendentisti, anarchici, leghisti, autonomisti e nel nostro caso dei venetisti, e degli sfiduciati della politica, potrebbero tutti assieme, condividerne la causa.
  • Con questo progetto, si potrebbe finalmente attivare (nel nostro caso), la possibile restaurazione di una moderna, democratica, indipendente, sovrana Euro-Regione Marciana, condivisa dal voto di elettori non Veneti, che mai avrebbero votato o concesso ipotesi secessioniste o autonomiste al Veneto.

GLI OBIETTIVI:

  • Ri-organizzazione del territorio (confini ad assetto variabile, autodeterminati da Popoli Sovrani)
  • Unione Confederale dei Popoli Sovrani Europei
  • Eliminazione degli Stati nazionalisti Europei

RIFORMA FISCALE UNITARIA, incentrata nell’eliminazione della carta moneta unica, attivando al suo posto la carta moneta elettronica. Questo per ottenere la tracciabilità fiscale per qualsiasi transazione (oggi con i lettori pos Wi-Fi è possibile attivare il Sistema). La banca centrale di ogni macro-Regione (pubblica e controllata direttamente dal Parlamento dell’Unione), provvederebbe fornire gratuitamente a ogni cittadino facente parte dell’Unione: conto corrente e carta pos multi-funzione. Il rientro delle imposte evase, sarebbe indirizzato, in ogni Macro-Regione, alla riduzione delle aliquote imposte, sia fisiche, sia contributive uniformandole entro un certo tempo in tutta l’Unione Confederale.

RIFORMA DEL LAVORO, tutta incentrata su di una vera, radicale, rivoluzione europea tesa, a risolvere anche l’odierno disastro occupazionale, e comunque le normative tutte sul “Lavoro”, che in Italia (ad esempio), determinano assieme alla biblica (In)Giustizia, un fardello pesantissimo e insostenibile per qualsiasi progetto di sviluppo economico si volesse intraprendere. Dicevamo una rivoluzione del III Millennio e perfetta soluzione sotto il profilo socio-economico, sarebbe, l’unificazione del “doppio sistema di lavoro“, e cioè:

  • Cassando il lavoro dipendente in tutte le sue forme, prevedendo il solo lavoro autonomo o società di persone o società di persone e capitale. L’Unione Europea potrebbe diventare il faro sociale in Europa e la sua area la più competitiva in assoluto: equità fiscale senza pari, altissima produttività, azzeramento definitivo del licenziamento, fine del precariato, dell’apprendistato, delle partite IVA fasulle, della cassa integrazione, dei sindacati, degli scioperi, della Confindustria, Confcommercio e Confartigianato (tutti carrozzoni costosissimi e inutili). Un risparmio enorme; finalmente sarebbe possibile ottenere il coinvolgimento di tutti i lavoratori nelle scelte politiche di vita aziendale (nel bene e nel male), consapevolezza e responsabilità, elevatissima competitività, giusta selezione meritocratica e infine, una concreta possibilità per tutti, di maggiori compensi oltre all’ovvia partecipazione degli utili aziendali.
  • Attivando una piattaforma telematica on-line centralizzata e gestita da organo preposto (esclusivo), un “motore di ricerca europeo del Lavoro”; attori: da una parte le richieste di lavoro di singoli lavoratori autonomi, che confluirebbero da qualsiasi ufficio postale (con postazioni specifiche) o dalle sedi di società interinali presenti in tutte le macro-Regioni; dall’altra le offerte di lavoro provenienti dagli accordi contrattuali societari definiti che confluirebbero dalle sedi proponenti il lavoro.

RIFORMA ISTITUTI BANCARI, entro un certo tempo (da stabilire) ogni istituto bancario dell’Unione dovrà scegliere definitivamente il proprio indirizzo di specializzazione: servizi al privato; servizi alle aziende; servizi di investimento finanziario. Il controllo amministrativo di tutti gli Istituti sarà verificato e vigilato dalla Banca Centrale Federale pubblica dell’Unione sotto il diretto controllo del Parlamento dell’Unione.

Portavoce del Comitato Ultimi Veri Venexiani (ultimiverivenexiani@gmail.com)

 

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17 Comments

  1. Domenico Galluzzo says:

    Accidenti ma come si fa a farneticare ancora di un’europa politicamente unita dopo il bel fallimento che abbiamo sotto gli occhi e che stiamo pagando sulla nostra pelle?
    Mi sa che per il neurodeliri non è pronto solo quello che vede la luce…

    • Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

      Illustrissimo Domenico, se non riesci a cogliere l’enorme differenza che c’è tra la Comunità Europea attuale (non politica), articolata sull’area EURO (ovvero sulle banche), gestita da Stati centralisti nonchè nazionalisti e la nostra proposta (totalmente agli antipodi)(politica) non sappiamo che dirti.

  2. Giacomo says:

    Io sogno un’Europa senza capitali. Una capitale non dev’essere altro che il tavolo di lavoro dove si incontrano le comunità federate E SOVRANE. Per la Lombardia propongo Treviglio, perché è in mezzo e ci passa anche il treno. Facco, cosa ne dici?

    • Ultimi Veri Venexiani says:

      Ogni Popolo ovvero ogni macro-Regione, avrebbe ovviamente la sua Capitale, mentre la Capitale amministrativa dell’Unione dei Popoli (per le competenze comuni affidate), sarebbe Venezia.

  3. Ultimi Veri Venexiani says:

    Illustrissimo Paolo, circa la domanda posta sulla Svizzera, sarebbero i cittadini dei quattro Cantoni decidere se presentarsi alla nuova Unione Europea in quattro macro-Regioni o tre o una (a prescindere ciò che verrebbe proposto dagli storici svizzeri).

  4. Ultimi Veri Venexiani says:

    Illustrissimo Paolo, noi non facciamo fatica ad immaginare un Veneto Indipendente, magari! ma oggi come tu ben sai il Popolo Veneto è stato smembrato (volutamente dall’Italia) tra Lombardia, Trentino, Friuli, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania. Il Comitato degli Ultimi Veri Venexiani del quale sono il portavoce, pensa che per poter idealmente riunificare tutto il Popolo Veneto, l’unica via maestra sia quella descritta dal nostro articolo, ovvero partendo da una rivoluzione della struttura Europea, appunto.

    • piero says:

      Una considerazione: il Popolo Veneto e i domini della repubblica di venezia sono due cose diverse. La lombardia orientale è stata sotto la dominazione veneziana ma mica era veneta…idem per gli altri territori citati (salvo il friuli occidentale e forse parte del trentino).

    • Paolo L Bernardini says:

      Carissimi amici,

      sono in disaccordo. Io credo che occorra prima rendere indipendente il Veneto, da regione a stato, poi riplasmarne i confini, chiedendo agli abitanti di località un tempo venete se vogliano o meno far parte della nuova entità statuale.
      Best!
      Paolo

      • Bresà òm liber says:

        Concordo pienamente con Ultimi Veri Venexiani: la Nazione Veneta non è composta solo dalla gente residente nella Regione Veneto, ma stiamo scherzando ?!?
        Purtroppo, nella Lombardia orientale, gli italiani hanno fatto proprio un “bel lavoro” nel cancellare quasi completamente il nostro passato, bisogna invertire la rotta e rispolverare quei libri di storia proponendoli a scuola.

  5. ivana stompi says:

    Silenzio! A Venezia il 7 ottobre c’è Calderoli e soci!

  6. Riccardo says:

    Non è che si fa fatica. E’ che un Veneto indipendente, una Sardegna indipendente, una Lombardia indipendente, in un’Europa con Francia, Germania e Olanda, nazioni forti e potenti, cesserebbero quasi subito di essere indipendenti.

  7. Paolo L Bernardini says:

    Ma perché tutti fate così tanta fatica ad immaginare semplicemente un Veneto indipendente, una Lombardia indipendente, una Sardegna indipendente?

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