LA “TERZA VIA” VERSO L’EUROPA DEI POPOLI

di LUCA PODESTA’

C’è un panorama sempre più chiaro e desolante che accomuna tutto lo scenario europeo: la perdita di sovranità e potere decisionale da parte dei popoli nei confronti del sempre più arrogante e centralizzante cuore finanziario e politico di Bruxelles. Questo scenario è ben evidente anche nella penisola italiana, non difforme nell’ instradarsi verso l’asservimento dei burocrati blustellati sotto i diktat orchestrati da una nuova elite direzionale che ben poco assomiglia ad un’ espressione della volontà e della rappresentatività popolare.

In cosa quindi, chi è alla ricerca del vero spirito dell’ Europa dei Popoli , deve credere e per cosa deve lottare? Non certo per l’attuale Europa finanziaria, ma un ‘Europa formata da piccole patrie autonome confederate tra loro che rappresentino il più possible le realtà culturali, storiche e sociali dei vari popoli da cui è costituita. Piccole necessariamente per permettere la forma più umana e rappresentativa di governo interno, la democrazia diretta, vera espressione del popolo. Un Europa comunque unita dalla confederazione. Un’Europa sostanzialmente autarchica, perchè è indispensabile invertire il folle processo della globalizzazione ipercapitalistica basato sulla crescita economica continua, processo teorico realizzabile solo nella mente di qualche economista e non certo in natura. Un’Europa ragionevolmente localista, che sviluppi e utilizzi le varie risorse del proprio territorio in un ottica di rifiuto di un’economia che preveda il consumo di beni non producibili vicino al consumatore finale imponendo se necessario un protezionismo nazionale. Un’Europa indipendente dalla NATO, attuale anacronismo politico-militare che aveva un senso in epoca pre-muro di Berlino, la cui forma attuale volge a trasformarsi sempre più in uno strumento di aggressione a guida statunitense.Gli esempi recenti non mancano.Un’Europa quindi fuori dal giogo USA per un recupero totale della propria sovranità politica e militare continentale, armata in funzione non aggressiva ma difensiva, in quanto indiscutibilmente una nuova Europa cosciente della propria piena sovranità dovrà anche avere i mezzi per proteggersi. Un’Europa quindi capace di aprirsi a tutti quei Popoli che fanno parte, tradizionalmente, della propria Storia, differenti, ma necessariamente uniti dal bisogno di non essere travolti dal processo degenerativo della globalizzazione e della conquista economica di altre potenze quali USA e Cina. Solo un nuovo grosso blocco europeo di tale genere può resistere a tale strapotere economico e finanziario.
Per questo motivo è deprecabile sia qualunque soluzione che miri al ritorno di sovranità dell’ anacronistico stato otto-novecentesco sia alla sola formazione di un “superstato” continentale omogeneizzante basato solo su un forte potere centrale nemico delle particolarità dei propri popoli. E’ una vera e propria “terza via” senza contraddizione dei termini. Il nazionalismo irredentista dei vari popoli europei,cosa ben diversa dal nazionalismo imperialista, come lotta comune per arrivare ad una nuova sovranità confederale. E’ assolutamente indispensabile che le lotte identitarie dei popoli si leghino alla battaglia europeista nella sua espressione più storica e nobile. La confederazione darebbe dignità alle realtà locali e sarebbe una vera conquista attraverso un fronte comune nonchè garanzia di tutela e libertà per i popoli che hanno contribuito a formarla. E’ un cammino difficile ed in un’altra direzione rispetto all’ attuale, ma non lascia molta scelta se l’alternativa deve essere il processo di digregazione dei valori e dei principi su cui si è basata la nostra società europea prima che finisse nelle mani di una classe economica e politica vorace, vampira ed immorale.
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3 Comments

  1. Alberto Lembo says:

    CONDIVIDO!! Lo predico da una vita: CONFEDERAZIONE DI POPOLI!!!!…..

  2. Candalabissa says:

    Ciao Luca. Articolo condivisibile, tranne quando parli di protezionismo nazionale, sai che penso che un mercato aperto comunque convenga a noi consumatori (infatti in italia non c’è e noi abbiamo uno dei costi della vita fra i più alti d’Europa). Una bella utopia che potrebbe essere vanificata da quella parte d’Europa a cui non conviene dividersi più di tanto (penso ai tedeschi in primis). Si dovrebbe avere una comunione d’intenti notevole per evitare fughe centrifughe e rischiare di vaporizzare l’unità europea consegnando ai concorrenti globali un comodo mercato alla loro mercé.
    …Però sarebbe bello provare…
    ‘ta bein
    Candalabissa

  3. Andrea says:

    Una proposta interessante e in buona parte condivisibile. Per noi italiani poi, che siamo i maestri mondiali del micro, la realizzazione di una prospettiva simile sarebbe davvero la soluzione dei problemi. Certo, dovremmo prima eliminare tutta la nostra classe dirigente, far saltare il banco neuropeo ed affrontare di conseguenza l’ira della finanza globalizzata, ma sono sicuro che potremmo farcela.

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