Europa in ripresa… le parole insensate di Amartya Sen

di MATTEO CORSINI

“L’Europa sta uscendo da una lunga recessione con una ripresa ancora debole e senza aver risolto le sue vulnerabilità di fondo… In questo contesto servono politiche capaci di riavviare l’economia… I governi devono trovare più entrate per finanziare queste misure, non devono solo tagliare la spesa, altrimenti si innescano solo spirali negative”.

Amartya Sen, economista molto apprezzato da coloro che hanno snaturato il termine “liberale”, è recentemente intervenuto esprimendo un parere sulla situazione economica del Vecchio continente. Non brillando certo per originalità, Sen ha sostenuto che “servono politiche capaci di riavviare l’economia”. E cosa dovrebbero fare, dunque, i governi per far ripartire l’economia?

“I governi devono trovare più entrate per finanziare queste misure, non devono solo tagliare la spesa, altrimenti si innescano solo spirali negative”, secondo Sen. Si tratta, in linea di massima, della classica ricetta keynesiana, che molti in Italia vorrebbero veder trionfare in Europa. Mi sono occupato di frequente di questo argomento, per cui non intendo dilungarmi sulla ricetta keynesiana in sé.

Ciò che vorrei evidenziare, invece, è la perplessità che mi suscitano le parole di Sen. Considerando i livelli medi di spesa pubblica in rapporto al Pil e di pressione fiscale, oltre che valutando le politiche fiscali adottate negli ultimi anni, crede Sen che in Europa si sia solo tagliato la spesa pubblica e non si siano aumentate le tasse? Qui i casi sono due: o questo signore ha parlato senza prima documentarsi adeguatamente, oppure crede che la pressione fiscale possa aumentare ancora senza che questo danneggi ulteriormente l’economia. Non so quale dei due sarebbe peggio.

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3 Comments

  1. Liberalista says:

    Diciamo pure che le politiche keynesiane hanno portato la pressione fiscale dal 20 al 70%, per la loro intrinseca stupidità.

  2. Franco says:

    Concordo con Pippogigi.

  3. pippogigi says:

    Se le teorie di Keynes fossero giuste l’italia sarebbe il paese più ricco del mondo, perché è il paese dove maggiormente si sono applicate.
    E’ assurdo voler applicare una ricetta funzionante negli Stati Uniti negli anni 30, le famose dighe di Hoover finanziate con aumento delle imposte che aiutarono l’America ad uscire dalla depressione nell’italia fallita del xxi secolo.
    Facciamo un esempio per assurdo: supponiamo che per applicare ricette keynesiane oggi in italia occorra portare la pressione fiscale al 100%. E’ accettabile questo? direi proprio di no, visto che la gente deve mangiare.
    Allora esiste un limite di pressione fiscale. Quale è questo limite? Quello necessario alla gente per campare, mangiare, bere, dormire, vestirsi, usare utenze domestiche.
    Il crollo dei consumi ci segnala che la pressione fiscale ha superato il limite.
    Cosa propone Keynes in questi casi? Un bel nulla. Le teorie keynesiane sono nate in paesi con pressione fiscale al 20%, l’italia di oggi ha una pressione fiscale e previdenziale del 70%.

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