Europa, dopo il voto nascerà un contratto di governo come in Italia?

europa fallita di MARIO DI MAIO – Sta di fatto che, forse a motivo dei condizionamenti delle mafie, praticamente da sempre presenti anche al Nord, i governi nostrani durano poco, a differenza dei parlamentari, tendenzialmente longevi: tipico l’esempio di Andreotti che ha passato una vita da deputato, ed ha presieduto una caterva di esecutivi, ma tutti di evidentemente gracile costituzione.

Comunque soltanto l’inesauribile italica creatività poteva inventarsi un governo composto da due forze politiche da tutti ritenute incompatibili, che però rischia di rimanere in carica parecchio di più di quanto ragionevolmente prevedibile la scorsa estate. E questo perché tra pochi giorni non è improbabile che in Europa si crei una situazione analoga alla nostra. Infatti i sondaggi finora prevedono un crollo dei partiti tradizionalmente al potere, unitamente ad una prepotente affermazione dei movimenti antiglobalisti e sovranisti. Inoltre la Brexit non ha certamente contribuito a rinforzare gli ideali a base del trattato di Maastricht.

A questo punto a Bruxelles sorgerebbe il problema di inventarsi un “contratto di governo” condivisibile a livello sovranazionale con il conseguente rischio di paralisi gravissima nel caso (probabile assai) di fallimento dei negoziati. Sarebbe dunque preferibile ripetere le elezioni ma dopo almeno un anno per dar modo a tutti di riordinare le idee, cosa che non è stata possibile in Italia a causa della sciagurata legge elettorale targata Renzusconi.

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