EUROPA DELLE REGIONI, IL NUOVO IMBROGLIO DELLA LEGA NORD

di LUIGI PANDOLFI

Il quesito sulla riorganizzazione dell’Eurozona, sul quale la Lega Nord avvierà nei prossimi giorni una raccolta di firme, è,  dal punto di vista giuridico, una cosa senza senso. Ma il messaggio politico che ne discende permette di fare due brevi considerazioni. La prima. Che la Lega persevera nella sua politica antiunitaria, ancorché con un certo aplomb, avendo abbandonato i toni truculenti della stagione bossiana. La seconda. Che l’Europa dei banchieri, fortemente osteggiata dal Carroccio in questi mesi per distinguersi dal governo Monti, andrebbe bene, sarebbe cosa buona e giusta per la macroregione del Nord, finalmente liberata dalla zavorra meridionale.

Mi spiego: nella sua verace opposizione al governo dei professori, la Lega, con in testa il suo nuovo segretario, in questi mesi ci aveva abituati ad un linguaggio piuttosto duro nei confronti delle politiche europee in tema di finanza pubblica – durante la discussione sul “Fiscal Compact”, per fare un esempio calzante, dopo il pesante intervento di Federico Bricolo contro i “banchieri” ed i “burocrati” della Ue, i senatori del Carroccio esibivano uno striscione con la scritta: “Sì all’Europa dei popoli. No all’Europa delle banche” –  ; oggi invece Maroni ci informa che nella nuova Europa delle regioni, quella da loro propugnata, dovrebbero essere ammessi solo quei “territori” ( Sì, hanno detto proprio “territori”) che, nel frattempo, avrebbero “conseguito l’equilibrio delle entrate e delle spese del proprio bilancio”.

Lasciamo stare il discorso sull’Europa dei “territori” e delle “valli”, obiettivamente comico, che si addice molto alla tradizione supercazzolista della Lega. Ciò che colpisce realmente in questa nuova sortita del Carroccio è il fatto che la soggezione al  principio rigorista, quello dell’obbligo del pareggio di bilancio, che per l’Italia rappresentava una cessione di sovranità alla burocrazia europea – “quando non riusciremo ad onorare questo impegno non potremo più tirarci indietro ma dovremo consegnare le chiavi di casa nostra alle varie autorità europee”, tuonava qualche mese addietro Giancarlo Dozzo a proposito del fiscal compact – , per il Nord potrebbe costituire tranquillamente il prerequisito per stare nella nuova Europa.

Bossi “se n’è ghiuto”, verrebbe da dire parafrasando Palmiro Togliatti, ma soli non ci ha lasciati; la commedia paradossale del leghismo prosegue alla perfezione anche con i nuovi timonieri. Che, quantunque non abbiano il carisma del vecchio capo, di questi hanno ereditato l’attitudine a prendere per i fondelli gli elettori. Il guaio, come ho avuto modo di spiegare in altre sedi, è che nonostante il leghismo sia stato ed è questo, di danni ne ha provocato più di quanto si possa immaginare.

C’è stato un rapporto inversamente proporzionale in questi anni tra la qualità e la coerenza delle proposte politiche del Carroccio e la sua capacità di minare il sentimento unitario del paese e di minacciare la credibilità delle istituzioni repubblicane. Nessuno, dal più alto colle in giù, se n’è occupato seriemente: per la destra la Lega era l’alleato necessario, imprescindibile; per una parte del centrosinistra, sebbene a fasi alterne, l’interlocutore da usare tatticamente nei giochi di palazzo. Oggi, con la nuova leadership in doppiopetto, c’è da giurare che sarà ancora peggio.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

11 Comments

  1. tiziano says:

    SOLO CAMAPAGNA ELETTORALE!!!!TANTO QUANTO ZAIA…..CHE PARLA ,,E CON QUESTO FA CAMPAGNA ELETTORALE ,DI FAR VOTARE IL CONSIGLIO REGIONALE PER IL REFERENDUM PER LA INDIPENDENZA DEL VENETO…..UN MODO,……SENZA UNA VERA VOLONTA’ OVVERO”CAMPAGNA ELETTORALE LEGHISTA ,,,,DI TUTTO DI PIU’,E DOPO DEL TUTTO ARCHIVIATO E DIMENTICATO !!!LA COERENZA NON FA PARTE DEL DNA LEGHISTA!!

  2. silvia says:

    urca. ho colto nel segno:-)
    mai leccato i piedi a nessuno, hai preso un grande granchio. da giornalista dovresti imparare a capire con chi hai a che fare. ti do del tu, perche’ non puoi il martedi’ darmi del tu ed il venerdi’ del lei…

    ma denoto una alquanto grossolana deviazione dal topic al sentiero del nulla.

    ne prendo atto e me ne faccio una ragione.
    buona giornata:-) (padana)

  3. silvia says:

    povero facco. di molte delle disquisizioni anti/lega (si evince una certa acidita’ dovuta a chi e’ rimasto indietro), questa e’ davvero la piu’ tragicomica.
    un titolo ridondante, che dovrebbe essere l’epilogo di un succoso intervento, si dissolve alle prime 3 righe con contraddizioni infantili.

    in realta’, sai bene, che Maroni ha in mano un joystick. e lo sta muovendo con grande abilita’. stiamo cambiando la storia, e cerca di compiacertene, anziche’ ostacolarne il cammino. perche’ sara’ meglio per tutti. pensa, anche per i sinistri.

    sara’ un paese piu’ snello, finalmente spoglio di quella zavorra infernale che dalla creazione di questo paese, si porta addosso.

    in realta’ e’ un percorso ormai partito, elefantiaco, ma avverra’-. e sara’ soprattutto grazie a quei *toni truculenti* di Bossi.
    un abbraccio Padano, comunque:-)

    • Leonardo says:

      L’articolo è di Pandolfi, inserito in altre campane. Che lei tiri in ballo il sottoscritto – che mentre quelli come lei lecchinavano i piedi al cialtrone andava in giro a presentare UMBERTO MAGNO, rivelatosi profetico – c’entra come i cavoli a merenda. In merito che su questo quotidiano libero – nulla a che fare con gli addetti stampa de “la Padania” – se ne faccia una ragione. Noi non pubblichiamo bollettini ufficiali. I cervelli all’ammasso non sono di nostro gradimento. Dopodiché, giudichi come giustamente crede lo scritto dell’autore in questione.

    • Arsem says:

      Chi? Maroooooni? Quello che diceva padroni a casa nostra e poi voleva mandare l’esercito in Val Susa?
      Siamo passati dall’europa dei popoli a quella della regioni e poi a quella dei territori. La prossima quale sarà? Quella degli orti?
      E’ sempre la solita storia, toglietegli i soldi e vedrete quanti ne rimangono.

    • Pavarutti says:

      ahahahahhaha stiamo cambiando la storia AHAHHAHAAH mi illustra il percorso giuridico che cambierà la storia? Così per farsi due risate.

    • andrea says:

      cretina, sparirai con la cancellazione del finanziamento pubblico ai criminali come voi.

      Allora ti toccherà di zappare la terra se vorrai mangiare. Oppure tornare a fare uno tra i mestiere più antichi a cui solo chi vota lega può aspirare…

    • Luigi Pandolfi says:

      Sarei lieto di dialogare con Lei a proposito delle “contraddizioni infantili” contenute nel mio pezzo. Nel frattempo mi permetto di segnalarle l’unica vera contraddizione che Lei stranamente non ha colto: il fatto che i prerequisiti che una regione dovrebbe avere per stare nell’area Euro, secondo Maroni, sarebbero gli stessi che attualmente “l’Europa dei burocrati e dei banchieri” impone agli stati membri. Le pare poco?
      Cordialmente,
      Luigi Pandolfi

    • Mario says:

      X Silvia..perché non rispondi a Pandolfi?

Leave a Comment