L’Europa keynesiana non se la caverà

di GARY NORTH

L’Europa è il manifesto del Keynesismo. I paesi del sud hanno avuto enormi deficit pubblici per un decennio. C’è stato un boom, ma è finito. I paesi del Mediterraneo sono in depressione e la situazione sta peggiorando. Hans-Werner Sinn è un economista tedesco. E’ conosciuto come uno degli economisti più pessimisti in Europa. Ma rispetto a ciò che sta affrontando l’Europa, è ottimista. Ha parlato al Peterson Institute. Tale organizzazione è più vicina alla realtà economica rispetto a qualsiasi altro think tank dell’Establishment. Permette la discussione di alcune brutte notizie; non di quelle statisticamente inevitabili, ma di alcune brutte notizie.

Sinn ha affermato che la Germania è ufficialmente solvibile, mentre le altre nazioni no. La Germania ha la disoccupazione al 5%. La Spagna al 27%. Secondo lui ci sono tre modi per uscirne. In primo luogo, i governi possono imporre più austerità. Ciò comporta una riduzione della spesa pubblica, cosa che non è politicamente accettabile. Egli pensa che danneggerebbe la crescita, ecco perché Sinn è un Keynesiano. Le nazioni profondamente depresse andranno in default ad un certo punto. Imiteranno la Grecia.

Sinn ha omesso di menzionare l’ovvio: il FMI e la BCE hanno salvato la Grecia, proteggendo in questo modo gli stupidi banchieri del nord. Se Spagna, Portogallo e Italia andranno in default, non sarà possibile alcun piano di salvataggio. Le banche dovranno incassare il colpo. In secondo luogo, la Germania deve accettare l’inflazione. Il perché non lo dice. Questa soluzione, invece, è la più comune: la Germania deve spendere a deficit e salvare gli spendaccioni. Questa strada non è popolare in Germania.

In terzo luogo, gli stati falliti possono lasciare la zona euro ed inflazionare. Ma questo vuol dire default. Non c’è via d’uscita che non prevederà dolore economico. Non vi è alcuna strategia di uscita. Questo è Keynesismo soft-core. Non ha detto questo però: la Banca Centrale Europea inflazionerà fino ad arrivare all’iperinflazione. Naturalmente nemmeno questa è una soluzione, perché tale politica deve finire, ma i debiti nei confronti dei pensionati rimarranno ancora lì. Nessuna via uscita. inoltre, il default deve includere tutti i programmi statali di welfare per i pensionati. Questa politica è inevitabile, perché i deficit — passività non finanziate — sono astronomici. La politica del default significherebbe il fallimento finale del Welfare Keynesiano. Nessuno osa parlarne, ma è sicuro al 100%, in tutto il mondo. I conti non possono essere pagati. Le promesse non possono essere mantenute.

Gli esperti dell’establishment si concentrano sui problemi che potrebbero essere possibilmente risolti, ma non offrono raccomandazioni. Offrono solo soluzioni politicamente inaccettabili, che ci raccontano che sono tutte cattive soluzioni. Non suggeriscono mai nulla di specifico. Si rifiutano di parlare del fallimento inevitabile dei programmi pensionistici garantiti dallo Stato e dei programmi di assistenza medica. Non vogliono sembrare dei pessimisti totali. Così, voltano le spalle alla realtà. La popolazione alza le spalle. Gli americani si rifiutano di informarsi sull’Europa. “Non è un problema nostro.” Ma abbiamo gli stessi problemi. “Non sono problemi nostri,” dicono gli americani. “Ce la caveremo.” Come? “In qualche modo.”

Il valore attuale delle passività non finanziate dello Stato è di oltre $222 bilioni. “Non è un nostro problema”. E di chi è? “Di qualcun altro”. Quando? “Più tardi. Molto più tardi. Dopo la mia morte”. Cavarsela in qualche modo è molto mainstream come modo di pensare. Provate a negare che siamo in grado di cavarcela e verrete cacciati dal circolo dei soliti benpensanti. Nessuno nel mainstream vuole sentire una cosa del genere. Si verrebbe relegati nelle tenebre dell’economia della Scuola Austriaca. “Preferirei morire”. Ma, come disse qualcuno, nel lungo periodo siamo tutti morti. Batteteli sul tempo, perché per gli economisti Keynesiani non c’è uscita. Preferiscono affondare sulla nave del mainstream.

Traduzione di Francesco Simoncelli

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2 Comments

  1. Tito Livio says:

    Per qualificare Gary North basta leggere qui:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Gary_North_(economist)
    http://www.talk2action.org/story/2010/5/28/102926/539
    North favors stoning to death women who lie about their virginity, blasphemers, nonbelievers, children who curse their parents, male homosexuals, and other people who commit acts deemed capital offenses in the Old Testament.[16][17] He opposes freedom of religion, arguing for “a Bible-based social, political and religious order which … denies the religious liberty of the enemies of God.”[18] On the subject of children’s rights, North argues that “[the] son or daughter is under the jurisdiction of the family,” which “must be maintained by the threat of death.”

    Questo si che è un liberale!! lapidazioni, assenza libertà religiosa ma d’altronde ad uno che predica di tornare al gold standard e racconta che inflazione= stampar moneta…

  2. Marco Mercanzin says:

    La Germania, al netto dei trucchi, e’ solvibile quanto l’Italia.
    La sua disoccupazione reale e’ al 15%, e le sue banche hanno in corpo circa una ventina di casini tipo MPS.
    Il debito tedesco e’ truccato, se invece di mettere in capo ai la del la sanità , essa venisse contabilizzata, ( come in tutta Europa)meno bilancio federale, arriverebbe al 110%.

    Ha ragione Gary North quando dice che la BCE e l’fmi , con i nostri soldi, mentre dicevano di salvare la Grecia , in realtà salvavano le banche tedesche e francesi ( quando lo ho detto io in questo forum, ho preso del pazzo ).
    Poi Gary North prosegue in un delirio anti keynesiano :
    ma mi scusi North, cosa c’è di keynesiano nelle politiche economiche europee ?
    Forse Keynes ha mai detto che un paese deve avere la spesa primaria in pareggio , e fare deficit per pagare gli interessi sui titoli di stato, con l’unico scopo di avere liquidità ?
    Conosce il saldo settoriale macroeconomico e ciò che su di esso, postulava Keynes ?

    Insomma, nel 46 Keynes muore, le sue teorie vengono seppellite dai neoclassici, o al massimo solo evocate dai keynesiani bastardi, che tradirono e tradiscono Keynes, mai le sue politiche furono applicate, teorie che hanno previsto esattamente quello che ora sta accadendo, e ora, dopo che Keynes e’ stato disatteso in tutto, ci si mette pure a dargli la colpa di quello che succede ???!!!

    Ma Keynes era un genio, e predisse nel capitolo 17 della Teoria Generale. La faccio semplice: se gli investitori si trovano appunto in un’economia che va sempre più in de- pressione, sai cosa faranno? Decideranno, disse Keynes, di investire solo in beni finanziari (beni liquidi), cioè speculazione che non crea nessun posto di lavoro né vera economia. Disastro. Infatti, gli investitori per investire invece in beni reali e posti di lavoro (beni illiquidi) pretende- ranno degli interessi altissimi per coprirsi dai rischi, eccoti esattamente la situazione catastrofica e distruttiva di oggi, Cristo!, dove gli investitori non stanno aprendo aziende, anzi, falliscono in massa, e dove quindi la spirale negativa dell’economia va sempre più in basso con la disoccupazione sempre più in alto, come predisse Keynes. Mentre dall’altra parte hai investi- menti folli in speculazione.

    Caro North, non tiri in ballo Keynes, non fosse altro perché qualcosa di scritto egli lo ha lasciato, e mi creda, non corrisponde per nulla alle cazzate che lei ha scritto.

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