Europa, baraccone sovranista contro gli indipendentismi

linguedi MARIO DI MAIO – L’Unione Europea e’ un baraccone di un sovranismo più sovranista degli Stati sovrani che combatte in quanto contrari al suo obiettivo primario che notoriamente consiste nella costruzione di un continente globalizzato in tutto: dai diritti ai doveri, dalle religioni ai salari minimi.

Ne consegue che l’ U.E. e’ anche nemica di ogni indipendentismo al suo interno perché tendenzialmente aumenta il numero degli stati sovrani e delle identità che Bruxelles si propone invece di cancellare. Lo hanno scoperto sulla loro pelle gli stati dell’ Est, tutti con esperienza pluridecennale di oppressione dittatoriale e oggi incappati in una “liberta’ ” ben lontana dalle liberta’ che un tempo caratterizzavano la Comunità Europea denominata CEE.
A Bruxelles hanno sostituito la coercizione economica “armata” con l’adozione dell’euro, che permette di ricattare le popolazioni aderenti indirizzandone i comportamenti verso situazioni dichiarate “irreversibili”, e comunque di complicate da gestire come nel caso recente della Grecia. Ma il colmo e’ che in realtà l’euro non unifica un bel niente, e anzi acuisce le diversità fra le economie forti e quelle ” diversamente forti” e quindi contraddice la necessità di puntare alla globalizzazione generale predicata dai ben noti “Soloni”.
E’ importante anche sottolineare che il lombardoveneto insieme a tutto il settentrione sarebbero in grado di ” accomodarsi” più” agevolmente nell’Europa della moneta unica in “solitaria” anziché in “compagnia” del centrosud . Ma questo e’ probabilmente l’argomento più forte da utilizzare in favore della secessione da Roma; da non utilizzare certamente in favore del baraccone europeo, da abbattere totalmente e da riprogettare.

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