EUROFOBICI – Veto della Lega a Maroni per portare in Lombardia l’Agenzia europea del farmaco

farmaciIl trasloco a Milano della sede dell’EMA, l’Agenzia europea del farmaco che dopo la Brexit dovrà lasciare Londra, è una partita ancora in fase preliminare, ma che si prospetta già ricca di colpi di scena. Il primo si è materializzato tra le file della Lega Nord, dove alcuni degli esponenti di stanza al Consiglio regionale della Lombardia contestano l’idea di Roberto Maroni di ospitare gli uffici dell’EMA all’interno del Pirellone. Per discutere di questa ipotesi, il governatore lombardo ha incontrato già il presidente del Consiglio Gentiloni e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, rilanciando anche ieri a Palazzo Chigi, in occasione dell’incontro tra il premier e i presidenti delle Regioni, l’intenzione di rendere disponibile il grattacielo pur di portare l’Agenzia a Milano. Si tratterebbe di una soluzione temporanea, in attesa di individuare una sede definitiva che potrebbe essere all’interno della cosiddetta città della salute che sta sorgendo a Sesto San Giovanni, appena fuori Milano. Sul piatto, avverte Maroni, oltre al prestigio internazionale del quale godrebbe il capoluogo lombardo, un notevole giro d’affari derivante dalle spese per il trasferimento e l’alloggio del personale EMA e dall’indotto generato dall’insediamento delle rispettive famiglie. Secondo alcune stime, si parla di quasi 300milioni di spese operative con un aumento di circa 1,3 miliardi di euro di produzione e impiego per l’industria di Milano e Lombardia.

Senza contare le circa 50mila visite d’affari che l’EMA genera ogni anno, per un impatto stimato di circa 25 milioni di euro. Cifre da capogiro che, però, non sembrano impressionare i consiglieri del Carroccio. Durante la sessione europea al Consiglio regionale, in corso da stamane, il capogruppo Massimiliano Romeo ha chiarito che sulla proposta di Maroni “non c’è nessun veto”, spiegando tuttavia che “trasformare il Pirellone nella sede dell’EMA non è un bel segnale, anche in vista del referendum sull’autonomia”. Un’operazione del genere “sembrerebbe un’abdicazione della politica alla burocrazia europea”, oltre al fatto che “appare anche un po’ come un’imposizione del governo”. Detto questo, “ribadiamo che non c’è un veto, anche perché non siamo nelle condizioni di porlo, a decidere sarà comunque Maroni”. Certo è che “spero che alla fine Maroni ci ripensi. Forse sarebbe stato opportuno anche sentire il parere dei lombardi”. Critiche alla spaccatura arrivano dal Pd, che dal canto suo lancia un appello all’unità: “Mandare a mare la possibilità di portare l’EMA a Milano per guadagnare due voti – dice il segretario regionale Alessandro Alfieri – è un grosso errore della Lega che mette in difficoltà Maroni, il governo, la Regione e il Comune che stanno lavorando assieme per portare più ricchezza a Milano. Veramente un grande autogol”. La questione, avverte, è “decidere se vogliamo perdere l’occasione di portare l’EMA a Milano”, sottolineando che “si tratta di inserire nel dossier la possibilità del Pirellone come sede temporanea”. Quindi, “non è il caso di farne un’occasione di battaglia di retroguardia”. Piuttosto, “per una volta stiamo tutti uniti per portare a casa un risultato che sarebbe molto importante per Milano e la Lombardia”.

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One Comment

  1. Padano says:

    Da non credere.

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