SVEGLIA: ECCO COSA NE SARA’ DELL’EUROZONA

di REDAZIONE

Cosa ne sarà del vecchio continente ?

Ci sono momenti in cui il sistema internazionale attraversa dei cambiamenti radicali in pochi anni. L’ultimo periodo di questo tipo è stato quello del 1989-91 quando l’impero sovietico è crollato, il miracolo economico giapponese è terminato, quando l’Europa ha firmato il trattato di Maastricht e le proteste in piazza Tienanmen hanno ricordato al mondo che una grande potenza economica stava uscendo dal suo guscio.

Cambiamenti che ridefiniscono le regole del gioco per il ventennio successivo.

Ecco ora siamo in uno di quei momenti e ci chiediamo che cosa succederà in Italia e in Europa. L’eurozona sopravviverà al 2012, la crisi finanziaria verrà tamponata ma sarà solo una soluzione temporanea. La lunga marcia di questa recessione continuerà e sarà ancora più profonda.

I capitali si sposteranno fuori dall’area euro perchè il sistema non rassicura gli investitori.

Verranno chiesti e ottenuti sacrifici e riforme fiscali ancora più severe proprio per rallentare questa fuga di capitali e così non si farà altro che peggiorare l’economia reale. Ma la vera minaccia per i paesi dell’eurozona in questo 2012 verrà dalla politica. La Germania sta avanzando come un panzer sfruttando la sua potenza economica per alterare gli equilibri europei a suo vantaggio. L’obbiettivo dell’offensiva sarà prendere controllo dell’autonomia fiscale di quanti più paesi possibili utilizzando come armi, trattati intergovernativi e modifiche costituzionali nei paesi in sofferenza. In una situazione “normale” un attacco di questo tipo porterebbe ad una sicura sconfitta. Per un paese sovrano sacrificare la propria autonomia fiscale ad un paese terzo significa perdere l’indipendenza economica e accettare una resa disonorevole e incondizionata.

Ma nel 2012 la Germania avrà alcuni vantaggi dalla sua parte:

Punto 1 : nel 2012 sono previste poche elezioni (Francia, Slovacchia, Slovenia e Grecia?) per cui i cittadini europei non avranno molte occasioni per poter dire la loro in maniera “democratica”.L’elezione francese sarà però molto importante in quanto la Francia sta facendo l’impossibile per stare vicino alla Germania e raccogliere qualche vantaggio da questa marcia di conquista tedesca.

Punto 2: la Germania ha bisogno dell’ok di soli 17 membri dell’unione per le modifiche ai trattati e non di tutti i 27 , per cui il “no grazie” dell’Inghilterra (9 dicembre 2011) che ha già capito l’antifona (i tedeschi li conoscono) non ostacolerà il piano franco-tedesco.

Punto 3: la Germania essendo destinataria dell’export di molti di questi 17 paesi ha molta pressione e potere che può esercitare.

Punto 4: la paura degli stati in difficoltà ….. e la paura ti fa fare cose che normalmente non faresti. Alla paura aggiungerei anche l’ignoranza delle popolazioni che vengono tenute belle coccolate tra la cronaca nera e le previsioni del tempo.

Detto questo gli unici stati europei che possono contrastare questa conquista sono, Irlanda-Spagna-Finlandia-Olanda. L’Irlanda ha chiesto un alleggerimento delle sanzioni e ha minacciato un referendum che la porterebbe fuori dall’Europa. Il loro sangue celtico è una garanzia quando c’è da combattere (e i tedeschi lo sanno).

La Finlandia ha legiferato un decreto che non permette di modificare il trattato se i 2/3 del parlamento non sono favorevoli. La Spagna dovrà affrontare il piano di austerità più duro tra i paesi che non hanno richiesto aiuti e può darsi che gli spagnoli non gradiscano tanto. L’Olanda è una democrazia governata da una debole coalizione che non può fare nulla senza l’apporto di una opposizione molto euroscettica.

L’Italia con la sua grande classe dirigente che fagocita i figli bamboccioni e ringiovanisce a 70 anni con un lifting, come al solito, è già capitolata (ci schieriamo sempre dalla parte sbagliata, siamo un po’ recidivi…). In sostanza, un manipolo di banchieri ebrei nel 2007 manda il mondo in bancarotta e i tedeschi subito ne approfittano ……

A volte ritornano, Auf Wiedersehen.

FONTE ORIGINALE: http://www.investireoggisicuro.it/home/1/257.html

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4 Comments

  1. Vittorio Marcucci says:

    Punto 5: Le industrie che possono delocalizzare la propria produzione migrano altrove lasciando a casa migliaia di lavoratori innescando ulteriore crisi.
    Punto 6: L’Europa ha quasi annientato la nostra agricoltura che vi ricordo è l’unica vera ricchezza che si produce con poco ma che sfama in tanti.
    Punto 7: La Germania è l’unico stato che non ha dovuto fare i conti con l’inflazione, un Marco equivale ad un Euro per cui nulla per loro è cambiato mentre per noi basti confrontare le bollette del 2001 con quelle attuali ma già anche con quelle del 2003, in Germania lo scostamento è stato pari quasi a zero.

    Queste a mio avviso sono le ulteriori verità che allontanano gli investitori dall’Italia ma che nessuno ha il coraggio di dire e scrivere, fatto salvo quei pochi coraggiosi.

    • Diego Tagliabue says:

      Due Marchi equivalgono a un Euro, come 2.000 Lire a un Euro.

      L’Inflazione con l’Euro? C’è stata in Germania eccome. Soprattutto nel primo anno ho visto raddoppiare i prezzi: c’era chi cambiava solamente il simbolo della valuta, da DM a €.

      Cos’ha portato l’Euro ai cittadini tedeschi? Meno potere d’acquisto, visto l’aumento dei prezzi, la riduzione degli stipendi e l’introduzione di Hartz-IV.

      Germania, Austria, Olanda, Finlandia ecc. sono la Lombardia d’Europa.

      La colpa del debito fallitagliota e degli altri P.I.G.S. è di questi Paesi-cicala, che hanno sempre scialacquato e truccato i conti come i pataccari da litorale salernitano.

  2. luigi bandiera says:

    E pensare che la GERMANIA ha perso la guerra..!

    L’italia meglio non menzionarla nemmeno. Perde sempre e comunque.
    Il piano e’ fortemente inclinato. Scivoleremo nel baratro a breve… dato che il piano continua a inclinarsi.

    Amen

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