L’EURO NON ESISTE, MA E’ SOLO UN TRAGICO ERRORE

di GIOVANNI MARINI

L’Europa ha fatto un guaio. Ha costruito un’unità sovranazionale senza prevederne il rischio di fallire l’obbiettivo. È il tipico errore dei dilettanti, ma, vista l’unicità del progetto, non poteva essere diversamente. Il problema è se sia possibile lasciare il destino delle popolazioni europee in mano a pochi dilettanti che di fronte ad un progetto importante non sanno immaginare una alternativa. L’Europa Unita ha molti problemi e, ancor più, soluzioni. Alcuni problemi sorgono per l’asimmetria delle relazioni tra Stato e popolazioni. C’è chi fa dello Stato lo schermo delle sue popolazioni e chi ha lo Stato come oppressore delle proprie. In ogni caso ciò che crea la maggior parte problemi all’Europa Unita è il suo assetto burocratico: ridondante, improduttivo, costoso, inefficiente, approssimativo. Cose che col tempo possono essere rimediate.

C’è un problema, però, che è irrisolvibile: l’Euro. L’Unione ha come fondamenta la moneta unica. È una solida base per costruire l’edificio più complesso al mondo? Ragioniamo un attimo.

Le monete, normalmente, sono la rappresentazione della ricchezza sia immobile che circolante. Il valore d’uso della moneta è la transazione dei beni che rende facile. La facilità della transazione crea circolazione di ricchezza, la velocità di circolazione della ricchezza è il modo più facile ed efficiente perché ne possa godere il maggior numero di persone. La moneta stagnante nelle casse non si rigenera ma si esausta perché il suo non uso non crea nuovo valore.

Nell’ultimo secolo l’Occidente ha conosciuto due forme di denaro: quello legato al sistema aureo e il corso forzoso. Il primo legato al valore dell’oro, il secondo al valore che viene conferito dallo Stato. Il primo offre certezza e grande stabilità della ricchezza circolante, il secondo, il cui valore è legato alla somma delle proprietà di uno Stato ha la capacità di offrire una leva che accresce il valore del denaro circolante in relazione all’aumento della capacità produttiva della nazione. In particolare, nel sistema aureo l’emissione di nuove banconote provoca inflazione nella esatta misura della differenza tra il valore dell’oro e la quantità di monete circolanti; nel secondo l’immissione di nuova moneta aumenta la produzione di beni e solo una parte diventa inflazione.

L’Euro non è una moneta perché non rappresenta la ricchezza circolante o immobile ma è la passività della BCE, un debito. Agli Stati membri della UE viene conferita una quantità di denaro in base alla capacità di pagare gli interessi, che il possesso di danaro comporta, verso la banca emettitrice. Che significa? Che chi dimostra di riuscire a creare ricchezza tramite l’efficienza del proprio apparato produttivo avrà credito con bassi tassi di interesse perché conferma di poterli pagare, mentre chi non ha un apparato produttivo efficiente o semplicemente limitato, per avere la stessa quantità di danaro dovrà pagare più interessi per convincere la banca emettitrice che vale la pena offrirglieli perché il rischio di insolvenza è maggiore del paese più efficiente. Non efficiente in termini assoluti, ma il più efficiente tra i paesi membri.

Il paese più produttivo ha facilità di credito ed il tasso d’interesse più basso. Seguono i paesi meno efficienti con una maggiore difficoltà ad avere credito e con tassi d’interesse crescenti. In particolare: se il paese più efficiente ottiene 1.000.000,00 di euro e paga 10.000,00 euro, il paese meno efficiente, per avere gli stessi soldi potrebbe pagare il doppio e più euro. Il che significa che a parità di competitività, cioè gli stessi interessi da pagare, la nazione più efficiente ottiene il doppio e più capitale da investire.

Più la nazione è efficiente e più si distanzia dagli altri perché le condizioni sono sempre più favorevoli in virtù della sua facilità a ricevere credito a basso costo e più gli altri paesi perdono capacità e ricchezze per potere disporre di danaro per i propri bisogni. L’Euro sta al sistema monetario come il socialismo sta al sistema politico perché, mentre il capitalismo prende la ricchezza esistente nel presente e la proietta nel futuro, l’Euro prende la ricchezza che sarà prodotta nel futuro e la consuma nel presente. È, come il socialismo, un sistema destinato a fallire per usura.

Chi tra voi vorrebbe perseverare in questo tragico errore chiamato Euro?

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3 Comments

  1. dino says:

    “assetto burocratico: ridondante, improduttivo, costoso, inefficiente, approssimativo.” “Più la nazione è efficiente e più si distanzia dagli altri perché le condizioni sono sempre più favorevoli in virtù della sua facilità a ricevere credito a basso costo” Questo potrebbe essere un percorso, quando pensate che venga adottato? https://secure.avaaz.org/it/petition/Eliminare_gli_abusi_di_potere_nelle_PMI/

  2. Giacomo says:

    Bravo Marini, articolo di una chiarezza cristallina il suo. Lo diffondo subito. Ho solo una piccola obiezione: come lei sostiene, “L’Europa ha fatto un guaio. Ha costruito un’unità sovranazionale” ma per quanto ci riguarda, lo ha fatto usurpando sovranità a un’entità, l’talia, che nazione non era sin dall’inizio. Mi piacerebbe che su questa testata il termine nazionale fosse usato solo con riferimento alle nazioni, e non ai conglomerati assemblati con le armi e il tradimento, come nel caso dello stato coloniale italiano.

    • Giovanni Edoardo Marini says:

      È dato per scontato che le sovranità nazionali si perdano a vantaggio di quella sovranazionale e, se l’osservazione dell’Italia come una falsa nazione è vera ed è vera, il fatto di sciogliere la sovranità italiana in quella europea per me è un fatto oggettivamente positivo. Ad essa va contrappesata una autonomia delle Regioni così forti da essere statuaria.

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