ETNOREGIONALISMO, UN FENOMENO IN CRESCITA

di MASSIMILIANO CARMINATI

Le formazioni partitiche che si fanno portavoce delle coscienze identitarie di comunità etnolinguistiche minoritarie o in condizioni di svantaggio si sono oramai ritagliate un ruolo specifico e legittimo nella competizione politica dei Paesi dell’Europa occidentale. Col passare del tempo hanno assunto un peso, in termini di adesione e consenso, che non può più essere trascurato o relegato dalla censura giornalistica e accademica di natura politica in un luogo, a volte purgatorio altre volte vero e proprio limbo, dove nascondere anacronismi ideologici e anomalie fastidiose. Per questo sono sempre più oggetto di analisi da parte della scienza politica e della sociologia. L’ultimo rilevante studio in questo campo, problematico perché popolato da anime diverse, talvolta opposte, non riconducibili alle semplificazioni inevitabili dei modelli teorici, è quello dell’accademico Filippo Tronconi.

Nel quadro generale su queste realtà politiche questo libro è utile alla comprensione di un fenomeno in fase di crescita. I dati elettorali fanno infatti supporre un periodo complessivamente di espansione per questa famiglia partitica. Nonostante alcune sconfitte, come ad esempio quelle delle elezioni spagnole del 2004, la scomparsa del fiammingo Volksunie, scioltosi per emorragia di consenso, e del basco Herri Batasuna (Euskal Herritarrok e poi Batasuna), dichiarato fuorilegge nel 2003, per alcune di queste forze l’ultimo decennio rappresenta il massimo storico di successo.

La ricerca risente dell’influenza dello stampo metodologico classico, consolidato della politologia. Tronconi è consapevole di non poter fornire risposte definitive utilizzando strumenti e chiavi di lettura limitati.

Ma questo non lo discolpa, a nostro avviso, di qualche importante errore. Ad esempio, ci sembrano viziati da incompletezza i paragrafi dedicati all’indagine sulla differenziazione culturale delle regioni. Gli indicatori di risorse utilizzati sono pochi e non tengono conto di aspetti fondamentali caratterizzanti l’etnia, come le differenze somatiche o “il legame psicologico che unisce e differenzia un popolo nella convinzione subconscia dei suoi membri” (Walker Connor). È vero che l’identità etnica di un popolo è mutevole nel tempo e soggetta a scomparsa, ma è inesatto, superficiale considerarla una costruzione sociale, un artefatto, una semplice credenza soggettiva. Si tratta, come diceva Edmund Burke, di “un patto non solo tra coloro che sono vivi, ma anche tra i vivi, i morti e quelli che ancora devono nascere”.

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SCHEDA LIBRO

Filippo Tronconi, I partiti etnoregionalisti. La politica dell’identità territoriale in Europa occidentale, Società editrice il Mulino, Bologna, 2009, pagg. 214, euro 19,00

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