Esproprio di Stato alle banche popolari, quelle che ci prestavano i soldi

banche italianedi GIOVANNI D’ACQUINO

Ci mancavano le banche popolari, poi il quadro è finito. Per decreto, il governo ha deciso che le dieci più grandi realtà del territorio dovranno diventare una spa. Devono modernizzarsi, dicono. Ma certo. E così, scopri, semmai non ci fossi ancora arrivato, che comunque sono proprio le piccole banche che portano ancora il nome di casa nostra, ad avere erogato prestiti, finanziamenti alle famiglie e alle imprese. Acutamente la Cgia di Mestre ha spiattellato i dati, dai quali emerge che la stragrande maggioranza delle banche ha voltato le spalle a tutti per fare solo speculazione, le altre invece, le popolari appunto, sono state  “le uniche ad aver incrementato gli impieghi.

Dall’inizio della fase di credit crunch (2011) sino alla fine del 2013, le Popolari hanno aumentato i prestiti alla clientela del 15,4 per cento; diversamente, quelle sotto forma di Spa e gli istituti di credito cooperativo hanno diminuito l’ammontare dei prestiti rispettivamente del 4,9 e del 2,2 per cento. Lo stesso trend  è stato registrato anche dalle banche estere:  i prestiti sono diminuiti del 3,1 per cento.

Addio risparmi

“Sebbene la riforma delle Popolari interessi solo una decina di istituti che presentano un attivo di oltre 8 miliardi di euro – commenta il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – in prospettiva corriamo il pericolo che tale operazione snaturi la mission di queste realtà che da sempre hanno avuto un’ attenzione particolare per i problemi e le necessità dei territori di cui sono espressione”. “A differenza degli altri istituti bancari – prosegue Bortolussi – in questi anni di grave crisi le Banche popolari sono state le uniche ad incrementare gli impieghi alle famiglie e alle imprese. A conferma che queste ultime hanno continuato a fare il proprio lavoro, nonostante le condizioni proibitive”.

Tra le 10 realtà che entro 18 mesi dovranno adeguarsi alle nuove regole ci sono anche due Popolari venete: Veneto Banca e la Popolare di Vicenza. In questi ultimi anni (2010-2013) anche loro hanno incrementato il volume dei prestiti. Se per la prima l’aumento è stato del 2,5 per cento, per la seconda la crescita è stata del 9 per cento.

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One Comment

  1. Dan says:

    Beh mi pare giusto. Se c’è un piano globale per scatenare una crisi totale e successiva guerra mondiale, non si può permettere a qualcuno di cantare fuori dal coro.
    Adesso draghi punta a inondare di euro l’europa, si parla di oltre cinquanta miliardi al mese finanziati in larga parte con l’oro delle singole banche centrali. Qualcuno crede sul serio che questa cosa risolverà qualcosa ? Se ci fosse veramente la volontà di risolvere le cose si dividerebbero tutti quei soldi in svariate trance e le si verserebbe direttamente nei conti correnti di tutti i cittadini europei così da far riprendere i consumi e gli investimenti in maniera spinta invece sarà il solito magna magna dove alla fine noi tutti mangeremo solo cenere, stavolta però alleggeriti anche dell’oro nazionale.

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