La Procura di Milano indaga sui temi dei presidi lombardi. Agli atti le nostre inchieste

di STEFANIA PIAZZOconoscienze

E’ da un anno ormai che il nostro quotidiano tratta la vicenda del concorso lombardo per dirigenti scolastici. Abbiamo pubblicato per la prima volta in esclusiva la prova provata della presenza insistente e recidiva di macroscopici errori di grammatica e sintassi in alcuni temi. Certo, casi limite, ma come mai sono passati? E ci siamo in seguito chiesti in base a quali criteri di valutazione la seconda commissione d’esame nominata dal ministero abbia ritenuto sufficienti i componimenti oggettivamente zeppi di errori non consoni al ruolo di preside, tanto tuttavia da essere stati rimessi in pista dopo che la prima correzione degli elaborati era stata annullata perché sul concorso pesava l’accusa  di aver fatto uso di buste trasparenti per contenere il cartoncino con l’identità dei candidati. Bocciati prima, riammessi poi o rivalutati con voti molto più alti.

La trasparenza,  appunto. Di questo occorre occuparsi nel trattare il concorsone (per il ripasso sulle insufficienze diventate sufficienze, vedi anche: http://www.lindipendenzanuova.com/speriamo-che-me-la-cavo-sucessivi-somersa-necesita-conoscienza-efficenza-i-temi-indecenti-dei-presidi-promossi-in-lombardia/)

L’esposto in Procura

Ma tra i 96 candidati che al secondo giro di correzione sono stati esclusi dopo essere stati ammessi nel primo giro, alcuni prof prendono carta e penna e iniziano ad elencare le stranezze procedurali, i fatti che, a loro avviso, proprio non tornano! Insomma, ne esce un esposto alla Procura della Repubblica, nella sede competente, per chiedere, nuovamente, giustizia. Insomma, un giudice terzo, un altro elemento giudicante in grado di ristabilire i fatti, le verità contestate, le decisioni e le prassi ritenute non chiare ai ricorrenti.

E adesso? Adesso forse può venire il bello.

Ma ripercorriamo un momento i fatti narrati anche nell’esposto al vaglio dei magistrati, che stanno raccogliendo tutti gli elementi utili per comprendere i fatti.

Temi, come già scritto, da ricorreggere. Colpa delle buste, però si cambia commissione esaminatrice (come abbiamo documentato: http://www.lindipendenzanuova.com/come-si-promuovono-gli-errori-di-ortografia-dei-presidi-chiediamolo-agli-esperti/)

Mentre gli esclusi fanno ricorso, gli organi dello Stato non respingono l’istanza sulle buste di dubbia tenuta. Ma… non tutti i periti sono d’accordo. Infatti il tecnico designato dal Tribunale non accetta l’incarico. Una stranezza che si aggiunge alle altre. Il perito che segue prende in mano le buste e afferma che sono regolari, che non sono trasparenti. Dunque?

L’Anp, l’Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola pubblica questo passaggio: “Presenti per l’amministrazione l’avvocato dello Stato, avv. Federico Basilica e, per gli idonei del concorso, l’avv. Pierpaolo Pugliano. “Sono stati forniti  i due pareri tecnici forniti per l’amministrazione dal Poligrafico dello Stato e su incarico del presidente della VI sez. Giorgio Severini dal prof. Teodoro Valente, Università La Sapienza. Secondo entrambi tali pareri il valore medio di opacità delle buste non era inferiore al 96%, più che sufficiente a mantenere la riservatezza dei dati anagrafici contenuti nelle buste sol che si pensi che basta il 90% di opacità per garantire il segreto postale”.

Ma non è bastato per fermare la ricorrezione. E le nomine sono state portate avanti dopo il via libera istituzionale. http://www.lindipendenzanuova.com/presidi-corretti-ricorretti-promossi-concorso-presidi-ricorretto-la-premura-ambrosiana-dellufficio-scolastico-lombardo/

 

“Sul concorso – scrivevamo sul nostro quotidiano – cala il burqa mediatico”. Ma non per molto.

 

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One Comment

  1. Paola says:

    Basta silenzi…… Ë ora di dare il vero nome alle cose……..!!
    Prima o poi il morto passa……basta saper aspettare!!

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