Esodati ignorati, clandestini osannati?

di MARCELLO RICCImonti1

“Spero sia l’ultima volta che vengo,  io sono pacifico e non violento però se davvero Renzi rimanda tutto al 2018 questo palazzo lo tiriamo giù a testate”. E’ quanto ha detto Matteo Salvini l’altro giorno durante la manifestazione al ministero dell’Economia per chiedere il superamento della legge Fornero.  E ha aggiunto:  “Chiediamo un impegno concreto nei tempi, non è  possibile che Renzi dica che delle vittime della legge Fornero ne riparliamo nel 2018, io ho detto che siamo disponibili a votare anche la legge Damiano senza le penalizzazioni….”.

Ero  tra gli esodati (molte donne)  quasi tutti provenienti da Lombardia e Veneto ovvero dalle regioni dove si lavora e tra i mugugni, la considerazione che per accogliere con tutti i crismi dell’ accoglienza perfetta le risorse economiche ci sono sempre e senza limiti, ma per gli esodati no. Chi finanzia l’ esodo è intuibile, ma chi mantiene i clandestini è più che noto: noi, con le tasse che opprimono e con i soldi sottratti ai lavoratori esodati che dovranno chiedere la carità per aspettare il 2018.

Assurdo, ridicolo, mantenere nel lusso  l’orda di invasori e lasciare nella miseria gli esodati creati dell’ineffabile coppia Monti-Fornero. Mario Monti, quello che sempre sale e mai scende che di supponenza e boria non difetta lo si è addirittura premiato con il laticlavio. L’onore della nomina a senatore a vita dovrebbe essere riservato ha chi ha acquisito alti meriti.  In un mondo alla rovescia è stato conferito per alti demeriti.

Non assolvo ma comprendo che non volendo lavorare molto e rispettare gli intoccabili la Fornero abbia fatto la scelta insensata di prendersela, come i vigliacci sono soliti fare, con i più deboli: i pensionati. Ha tralasciato gli incapienti perché nulla avendo, nulla gli si può togliere e non ha preso in considerazione il taglio lineare di tutte le pensioni e retribuzioni del pubblico impiego con importi eccedenti i diecimila euro mensili lordi. Il mostruoso provvedimento della “ professorina “ è stato cancellato dalla Corte Costituzionale.

Tutto finito? Per nulla! Il parolaio fiorentino è ricorso alla trovata poco geniale e molto truffaldina di applicarlo a rate o meglio a dosi molto ridotte e  refratte. Chiunque prende coscienza di ciò, pensa: perché non si è  scatenata la rivolta, la rivoluzione o almeno l’insorgenza?

Presto detto; si è perduta l’identità, ci siamo riempiti di immigrati che sono per ora felici del nuovo stato, si è perduta l’ appartenenza,  siamo un popolo di vecchi con le palle sgonfie e tra un paio di lustri, i pochi giovani, i nostri nipoti, dovranno soggiacere ai nuovi “cittadini”. Si è pentiti dal sogno che un bilanciato decremento demografico avrebbe ristabilito un migliore rapporto tra territorio e antropizzazione. Sogno fatto naufragare con l’operazione che non ha limiti di tempo e di numero di un invasione di migranti che fuggono da un continente grande e ricco per invadere uno più piccolo, ma meglio strutturato. Ciò detto ognuno consideri nel proprio intimo quale accoglienza pensa di riservare agli invadenti invasori.

 

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