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Esclusivo lindipendenza / Il 29 febbraio il ministero scriveva alle Regioni: organizzatevi e fateci sapere quanti posti avete

di Stefania Piazzo – Non è stata una sorpresa. E’ il 29 febbraio scorso quando il ministero della Salute emana le linee di indirizzo assistenziali per i pazienti affetti da covid 19. Vengono interpellate le Regioni, tutte, da Nord a Sud. Fateci sapere quanti posti riuscite a creare, vi spieghiamo dove farvi spazio, dice in sostanza il documento. Il documento è inviato al mondo: ai ministeri, da quello dell’Interno a quello dei Trasporti, dagli uffici di sanità marittima e di confine, ai ministeri dell’Economia, della Difesa, dell’Università, del Lavoro, dai carabinieri dei Nas, gli ordini professionali, medici, infermieristici, i farmacisti, al Sacco, allo Spallanzani.
Nello specifico, il solo assessorato alla Sanità direttamente chiamato in causa è quello veneto perché è riferimento per il coordinamento interregionale della prevenzione. Insomma, scopriamo che a Venezia c’è il coordinamento della protezione civile dell’emergenza sanitaria.

Il ministero chiede un riscontro entro 48 ore dal ricevimento del documento. Ecco cosa doveva fare ad esempio Fontana.

“Le Regioni debbono individuare opportune soluzioni organizzative che consentano di soddisfare il potenziale incremento della necessità di ricovero in tale ambito assistenziale.

  • individuazione in ogni struttura ospedaliera di postazioni isolate che consentano
    l’osservazione di pazienti ventilati/intensivi con sospetta infezione
  • la creazione di terapie intensive di coorte (con separazione fisica da altre unità di terapia
    intensiva presenti in ospedale) destinate al ricovero ed al trattamento di pazienti
  • la previsione di ampliare la capacità di ogni singola struttura ospedaliera mediante
    l’attivazione di posti letto di area critica attualmente non funzionanti e/o procedere ad una
    rimodulazione dell’attività programmata;
  • la programmazione urgente della formazione del personale sanitario destinato all’utilizzo
    dei sistemi di ventilazione e alla corretta adozione dei DPI.
  • E’ necessaria l’attivazione di un “sistema di monitoraggio dei posti letto di area critica” a livello
    regionale, da effettuarsi da parte del sistema territoriale dell’emergenza 118, al fine di garantire in
    tempo reale anche il monitoraggio dei posti letto delle terapie intensive per coorte, di cui ai punti
    precedenti.

Ci fermiamo qui e alleghiamo il documento integrale per la sua lettura.73530_1 linee guida covid 19 ministero 29 febbraio 2020

 

Ora, la domanda è: sono stati in grado gli ospedali di organizzare l’attività? Sono nelle condizioni di ampliare la capacità di accoglienza e cura? E soprattutto, come lo stanno facendo? Quanti posti letto sono stati inventati di sana pianta e come? E l’assessorato veneto nel suo coordinamento interregionale ha una banca dati? Il ministero è informato in tempo reale dei nuovi accessi e soprattutto di come viene gestita l’emergenza?

 

La domanda successiva è chiedere quanti equipaggi ha inviato il 118. Leggiamo infatti…

La centrale operativa 118 procederà ad effettuare il trasferimento, fornendo il mezzo ed il relativo
equipaggio adeguatamente formato.
Ogni Regione dovrà comunicare al Ministero della Salute, Direzione Generale della
Programmazione, entro 48 ore dalla avvenuta ricezione della presente circolare tramite posta
elettronica certificata (dgprog@postacert.sanita.it), le seguenti informazioni:

  • numero di posti letto di terapia intensiva che consentano l’osservazione dei pazienti in
    attesa del risultato del test;
  • numero di posti letto di terapia intensiva in postazione singola a pressione negativa;
  • data di possibile attivazione di ogni singola terapia intensiva per coorte;
  • numero posti letto totali di ogni singola terapia intensiva per coorte;
  •  numero posti letto singoli di ogni singola terapia intensiva per coorte;
  • numero posti letto di pneumologia e terapia sub‐intensiva respiratoria;
  •  numero posti letto di isolamento in malattie infettive;
  • fabbisogno di apparati di monitoraggio e ventilazione invasiva e non invasiva;
  •  la programmazione urgente della formazione del personale sanitario destinato all’utilizzo
    dei sistemi di ventilazione e alla corretta adozione dei DPI, da realizzarsi quanto prima e
    comunque non oltre i 5 giorni.

Chi ha risposto e come? Possiamo pescare a caso nel mazzo degli ospedali lombardi?

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