Esclusivo – Gli eurodeputati “indipendentisti” 1/ Chi sono, cosa combinano…

Abstract speaker silhouettedi PAOLA BONESU E GABRIELE LAMI – Negli ultimi decenni l’attenzione per il processo di integrazione europeo è cresciuta in parallelo a un rinnovato interesse per il ruolo e le posizioni dei partiti regionalisti in ambito locale e internazionale. Diversi studi (Lynch 1998, De Winter 2001, Jolly 2007, Hepburn 2010 tra gli altri) hanno indagato la capacità dei partiti regionalisti di creare alleanze a livello sovranazionale, di cooperare con realtà politiche percepite come affini e di rapportarsi in maniera efficace con le istituzioni europee. Queste sono nel frattempo andate assumendo un’importanza sempre maggiore nel determinare aspetti fondamentali per la vita degli Stati e delle comunità nazionali. Si tratta di un tema divenuto ancor più di attualità a fronte di situazioni come quella scozzese e quella catalana, in cui si è scelto di chiamare i cittadini a compiere una scelta sulla possibilit`a di ottenere l’indipendenza: un bivio che ha reso esplicito il problema di come e se sia possibile e necessario ridefinire i rapporti intrattenuti dalla comunit`a nazionale (o dal futuro Stato) con la comunità degli Stati europei.

In questo modo abbiamo individuato un gruppo di 31 deputati, appartenenti a forze partitiche anche molto differenti tra loro e distribuiti in maniera diversa tra i gruppi parlamentari formatisi all’inizio dell’VIII legislatura del Parlamento Europeo. Alcuni partiti, come la Lega Nord, hanno addolcito negli ultimi anni la loro posizione indipendentista, altri l’hanno potuta testare anche per via referendaria come lo Scottish National Party, altri ancora rappresentano minoranze nazionali senza grosse velleità autonomiste, come lo Svenska folkpartiet, partito della minoranza svedese in Finlandia.

 

Rileviamo così che i gruppi parlamentari che hanno tra le proprie fila il maggior numero di deputati appartenenti a partiti regionalisti sono il Greens/European Free Alliance (Verdi/Alleanza Libera Europea) e il Confederal Group of the European United Left – Nordic Green Left (Sinistra Unitaria Europa – Sinistra Verde Nordica).

Il primo gruppo, Verdi/Alleanza Libera Europea, schiera 7 deputati appartenenti a forze regionaliste. Si compone in totale di 50 parlamentari: i Verdi tedeschi, con 11 rappresentanti, e quelli francesi, con 6, sono i partiti che possono vantare pi`u membri. I 7 deputati regionalisti rappresentano la totalità della componente EFA (European Free Alliance) del gruppo. L’EFA è un’associazione nata nel 1981 con l’obiettivo esplicito di raccogliere le istanze di tutti i partiti che si fanno portavoce di nazioni senza Stato, regioni e minoranze etniche all’interno del panorama europeo. Si propone quindi come casa privilegiata per questo tipo di politiche e può attualmente contare sull’adesione di 40 partiti in tutta Europa .

Troviamo nel gruppo G/EFA i due rappresentanti dello Scottish National Party, Ian Hudghton e Alyn Smith; Jill Evans eletta per Plaid Cymru, il partito gallese; Ernest Maragall leader di Nova Esquerra Catalana; Josep-Maria Terricabras dell’Esquerra Republicana de Catalunya; Jordi Sebastià eletto nella coalizione Compromis, di carattere valencianista; Tatjana Zdanoka del partito di minoranza russa in Lettonia.

Nonostante figuri tra i partiti appartenenti all’European Free Alliance, il fiammingo Nieuw-Vlaamse Alliantie, fino alla VII legislatura parte integrante del gruppo Verdi/Alleanza Libera Europea, ha scelto all’inizio dell’VIII legislatura di passare al gruppo parlamentare ECR (European Conservatives and Reformists Group).

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Il gruppo GUE/NGL (Group of the European United Left – Nordic Green Left) si compone, invece, di 52 eurodeputati. Tra questi, il partito tedesco di Sinistra (Die Linke) e il greco Syriza vantano il maggior numero di rappresentanti (rispettivamente 7 e 6 parlamentari). All’interno del gruppo troviamo 6 deputati appartenenti a partiti regionalisti: Lidia Senra Rodrıguez del galiziano Alternativa Galega de Esquerda en Europa (AGEe); Josu Juaristi Abaunz del partito basco Euskal Herria Bildu; Martina Anderson, Liadh n´ı Riada, Lynn Boylan e Matt Carthy del partito repubblicano irlandese Sinn Fein (la prima eletta come rappresentante del Regno Unito, gli altri eletti in rappresentanza dell’Irlanda). Per quanto riguarda lo Sinn Fein, è interessante notare come i suoi membri non seguano all’interno del Parlamento Europeo la medesima politica di astensionismo che viene praticata dai rappresentanti nord-irlandesi nel Parlamento del Regno Unito. Se ormai tradizionalmente i parlamentari eletti nel partito repubblicano irlandese rifiutano di sedere alla Camera dei Comuni, giustificando la decisione con il mancato riconoscimento dell’autorità del Parlamento UK sull’Irlanda del Nord, un ragionamento differente viene applicato al Parlamento Europeo (nel quale, in questo caso, il partito è riuscito a far eleggere propri rappresentanti tanto in Irlanda del Nord, quanto nell’Eire): una scelta che appare decisamente europeista.

 

 

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Il gruppo GUE/NGL (Group of the European United Left – Nordic Green Left) si compone, invece, di 52 eurodeputati. Tra questi, il partito tedesco di Sinistra (Die Linke) e il greco Syriza vantano il maggior numero di rappresentanti (rispettivamente 7 e 6 parlamentari). All’interno del gruppo troviamo 6 deputati appartenenti a partiti regionalisti: Lidia Senra Rodrıguez del galiziano Alternativa Galega de Esquerda en Europa (AGEe); Josu Juaristi Abaunz del partito basco Euskal Herria Bildu; Martina Anderson, Liadh nı Riada, Lynn Boylan e Matt Carthy del partito repubblicano irlandese Sinn Fein (la prima eletta come rappresentante del Regno Unito, gli altri eletti in rappresentanza dell’Irlanda).

Per quanto riguarda lo Sinn Fein, è interessante notare come i suoi membri non seguano all’interno del Parlamento Europeo la medesima politica di astensionismo che viene praticata dai rappresentanti nord-irlandesi nel Parlamento del Regno Unito. Se ormai tradizionalmente i parlamentari eletti nel partito repubblicano irlandese rifiutano di sedere alla Camera dei Comuni, giustificando la decisione con il mancato riconoscimento dell’autorità del Parlamento UK sull’Irlanda del Nord, un ragionamento differente viene applicato al Parlamento Europeo (nel quale, in questo caso, il partito è riuscito a far eleggere propri rappresentanti tanto in Irlanda del Nord, quanto nell’Eire): una scelta che appare decisamente europeista.

 

Quattro sono i rappresentanti regionalisti all’interno dell’European Conservatives and Reformists Group (Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei) che si compone in totale di 74 deputati, in buona parte membri del partito Conservatore britannico (20) e del partito polacco Law and Justice (16). I 4 parlamentari regionalisti sono tutti componenti del partito fiammingo Nieuw-Vlaamse Alliantie, che, come si è detto in precedenza, fino alla scorsa legislatura aveva scelto di rimanere all’interno del gruppo Greens/European Free Alliance: si tratta di Anneleen Van Bossuyt, Helga Stevens, Mark Demesmaeker, Sander Loones.

bonesu3Troviamo quattro rappresentanti regionalisti anche nel Group of the Alliance of Liberals and Democrats for Europe (Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa) che conta 70 membri all’interno del Parlamento Europeo e si compone di 4 molte piccole componenti nazionali (i partiti più numerosi possono contare su 4 parlamentari a testa: si tratta del bulgaro Movement for Rights and Freedoms; di ANO 2011, partito ceco; del francese Mouvement Democrate e dell’olandese Democraten 66). Per quanto riguarda la rappresentanza regionalista, troviamo qui Izaskun Bilbao Barandica del Partito Nazionalista Basco; Ivan Jakovˇcic della Dieta democratica istriana, partito che rappresenta la regione istriana in Croazia; Nils Torvalds del partito della minoranza svedese in Finlandia (Svenska folkpartiet) e Ramon Tremosa i Balcells di Convergencia Democratica de Catalunya.

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Contiamo 4 rappresentanti di partiti regionalisti anche nel gruppo più folto a livello di Parlamento Europeo, l’European People’s Party (Partito Popolare Europeo) che ha oggi 217 deputati, eletti soprattutto tra le fila del partito tedesco CDU (29) e del partito francese UMP (rinominato nel mese di maggio 2015 Les Republicains)4 . Due dei rappresentanti regionalisti, Csaba Sogor e Iuliu Winkler, fanno parte del partito di minoranza magiara in Romania (Uniunea Democrata Maghiara din Romania); Pal Csaky rappresenta anch’egli la minoranza ungherese ma in Slovacchia. Francesc Gambus, invece, milita nell’Unio Democratica de Catalunya.

 

Infine, sono sei i rappresentanti regionalisti che fino al 15 giugno 2015 non facevano parte di gruppi parlamentari europei (risultando quindi non-attached Members): si tratta dei 5 deputati della Lega Nord (Gianluca Buonanno, Lorenzo Fontana, Mara Bizzotto, Mario Borghezio e il leader del partito Matteo Salvini) e di Gerolf Annemans, eletto in rappresentanza del fiammingo Vlaams Belang. I sei deputati sono confluiti nel giugno 2015 nel gruppo di nuova formazione Europe of Nations and Freedom, che conta in totale 38 parlamentari, principalmente provenienti dal partito francese Front National.

 

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Possiamo qui già trarre alcune prime indicazioni. Anzitutto, i rappresentanti regionalisti si distribuiscono tra i diversi gruppi parlamentari europei, entrando quindi in contatto con altre realtà e non spingendo, anche a causa delle differenze ideologiche che li caratterizzano, per un fronte comune, almeno a livello di composizione di gruppo. Una seconda informazione è l’assenza di rappresentanti regionalisti in due gruppi parlamentari: il gruppo dei Socialisti e Democratici europei e il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta. L’S&D è il secondo gruppo per numero di componenti presenti nel Parlamento Europeo (al suo interno la forza più corposa è quella del Partito Democratico italiano con 29 parlamentari).

L’EFDD, invece, conta 45 membri e si caratterizza per posizioni anti-europee, sulla scia di quanto indicato dalla sua componente più consistente, quella del partito britannico UKIP che guida il gruppo con 22 membri. Le spinte euroscettiche di alcune formazioni regionaliste (Lega Nord e Vlaams Belang) hanno trovato espressione, dal 16 giugno 2015, nel nuovo gruppo Europe of Nations and Freedom, caratterizzato dal predominio delle posizioni dei nazionalisti francesi del Front National guidato da Marine Le Pen.

(1-continua) tratto da “I partiti regionalisti attori del Parlamento Europeo: strategie, posizionamento e temi chiave” di  Paola Bonesu e Gabriele Lami”, riproduzione riservata 

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