Turchia: Erdogan chiede agli Usa di installare altri missili Patriot

MANUEL GLAUCO MATETICH

Il presidente turco Erdogan fa tanto il “gradasso” nelle dichiarazioni ufficiali internazionali, ma sotto sotto ha un’enorme paura del pericolo militare rappresentato dalla Siria degli Assad. La Turchia ha chiesto nuovamente alla NATO la possibilità di completare le sue difese di confine con i missili anti-aerei Patriot, usandoli sia come deterrente per l’esercito siriano che come difensori per la sicurezza dei suoi civili, perseguitati per settimane dai razzi siriani lanciati da oltre confine. Lo stato d’animo del Consiglio Atlantico è quello di rispondere positivamente ad Ankara e di prendere la decisione ufficiale su quale data sia maggiormente congeniale per quest’installazione.

La richiesta turca è stata fatta, come in altri casi ai sensi dell’articolo 4 del trattato di Washighton, che prevede consultazioni tra gli alleati quando uno di questi si senta minacciato. In precedenza nel mese di ottobre ci fu un altro incontro simile, dove la richiesta turca fu connessa ad un attentato, avvenuto vicino ad una frontiera, che uccise cinque persone e ne ferì 13, ma in questa occasione l’incontro fu solo a scopo informativo e non chiese un aiuto specifico.

In una lettera al segretario generale Anders Fogh Rasmussen, Ankara ora invoca a gran voce il dispiegamento a lungo raggio di missili anti-aerei Patriot, sottolineando l’aspetto puramente ed esclusivamente difensivo di questi. “La Turchia non vuole creare una no-fly zone in Siria, – ha affermato pubblicamente il premier Erdogan – né avallare qualsiasi operazione offensiva sul suo vicino di casa del sud-est, ma intende solo proteggere i propri cittadini da minacce interne e specialmente esterne”.

Nel frattempo, un gruppo di esperti dell’Alleanza Atlantica visiteranno la settimana prossima l’area ove molto probabilmente potranno essere collocate le batterie dei Patriot. Questa è la quarta volta che l’Alleanza si riunisce su ricorso all’articolo 4 del Trattato, sempre su richiesta della Turchia. La prima volta è stata nel 2003, in risposta ad una richiesta di Ankara, nel contesto della guerra in Iraq. Poi, come accade ora, la NATO ha deciso di implementare le difese missilistiche tra febbraio e aprile di quest’anno. Le altre due precedenti occasioni sono avvenute nel 2012 in relazione alla guerra civile siriana: nel mese di giugno, per l’abbattimento di un aereo turco da parte dell’aviazione militare siriana e nel mese di ottobre, in risposta al bombardamento mortale di civili turchi.

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2 Comments

  1. Pierpaolo says:

    Per fortuna, l’Italia non ha buttati i nostri soldi nell’acquisto di “Patriot”.
    Così evitiamo di rimanere invischiati nella guerra turco-siriana.

  2. Albert Nextein says:

    Fossi io a decidere, a erdogan ,che mi risulta non esser poi così tanto vicino alle idee di ataturk , invierei un container di scimitarre,machete,stiletti,pugnali,coltelli vari.
    Tra musulmani è di gran moda sgozzarsi a vicenda.

    In parole più semplici, si arrangino, e chiudano le loro controversie facendo affidamento sulla comune fede islamica. E sulla loro naturale e proverbiale tolleranza e lungimiranza.

    Sintesi estrema.
    Me ne fotto della turchia.

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