Erdogan: la Ue non vuole la Turchia? Ce ne andremo con Cina e Russia

di REDAZIONE

‘L’Europa ci lascia sulla porta? E allora noi andiamo con Russia e Cina’. Questo in sintesi l’ultimo messaggio inviato alla ‘fortezza Ue’, che da sette anni lo fa aspettare con il cappello in mano, da Recep Tayyip Erdogan, il premier islamico turco. I negoziati di adesione avviati nel 2005 sono fermi, Ankara, ora 16ma economia mondiale, da 10 anni in boom economico con ritmi di crescita ‘cinesi’, riscopre il passato imperiale ottomano, rivendica un ruolo di potenza regionale. E manda a dire a Bruxelles che non intende scalpitare ancora per molto davanti alla porta d’ingresso della ‘fortezza Europa’. ”L’Ue vorrebbe dimenticarsi di noi, ma e’ ancora incerta, non riesce a decidersi. Se dicesse quello che pensa davvero, saremmo solo sollevati. Invece di farci perdere il nostro tempo, dovrebbe essere aperta e spiegarsi, cosi’ noi potremmo portare avanti i nostri affari” ha detto Erdogan, riferisce Today’s Zaman. ”Ti siedi a parlare con loro – ha proseguito – ma non riescono a spiegarsi in modo convincente. Quando le cose sono tanto deludenti, inevitabilmente se sei il primo ministro di 75 milioni di persone cerchi altre strade. Per questo – ha aggiunto – di recente ho detto al presidente Putin: ‘Prendici nel Gruppo di Shangai, e noi diremo addio all’Ue’ ”.

Non e’ la prima volta che il ‘sultano’ di Ankara minaccia di rinunciare all’Europa. Di recente ha detto se non avra’ la certezza di essere nell’Ue per il 2023, la Turchia lascera’ perdere. Ma e’ la prima volta che parla apertamente di una alternativa. Anche se l’esempio del Gruppo di Shangai – lo Sco, organizzazione di cooperazione intergovernativa fra Russia, Cina, Kazakstan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirgizstan, una sorta di Consiglio d’Europa euroasiatico – non e’ dei piu’ convincenti. Lo Sco, anche se in fase di rapido sviluppo, e’ ancora a anni luce dall’integrazione politica, economica e monetaria dell’Ue. Il messaggio di Erdogan e’ senza dubbio una ”flessione di muscoli” verso l’Ue, invitata ad accelerare le trattative davvanti alla frustrazione sempre piu’ grande di Ankara. Ma, e’ anche, rileva l’analista Yavuz Baidar, il segnale che Erdogan ”ha iniziato a pensare seriamente a una alternativa”. Da dieci anni saldamente al potere, il premier islamico populista di Ankara registra anche gli umori diversi dell’ elettorato. Solo una maggioranza molto relativa del 33,3% della popolazione, avverte un sondaggio dell’istituto Edam, continua a ritenere che la Turchia deve aderire all’Ue. Il 19,7% pensa che si debba trovare una ‘relazione diversa’ con l’Europa. Ma per il 40% Ankara non ha piu’ bisogno dell’Ue. Nel 2008 il 69% dei turchi votava ‘si’ all’adesione. Ma la Turchia ora si sente discriminata. In 8 anni solo un capitolo negoziale su 35 e’ stato chiuso, 17 sono bloccati, a causa della crisi di Cipro e delle riserve di diversi paesi verso un paese musulmano, ancora imperfetto democraticamente, con ambizioni neo-ottomane. ”In fondo a loro stessi – dice Ahmet Insel, docente all’Universita’ Galatasaray – i Turchi vogliono governare il mondo. La societa’ turca ambisce a ridiventare una potenza mondiale. Questo e’ dovuto a una identita’ imperiale che perdura, 90 anni dopo la caduta dell’impero ottomano”.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

4 Comments

  1. Don Ferrante says:

    I turchi escono subito dalla (per loro ultraredditizia) NATO o aspettano di esserne espulsi !

    Anche Erdogan “ce l’ha duro”, come l’Umberto !
    Nienrte paura, basta mostrargli una scopa…!

  2. ASSHOLE says:

    ECCO L’ENNESIMO SIMBOLISMO SATANICO NELLA FOTOGRAFIA, IN POSIZIONE STRATEGICA. CHIARAMENTE CHI HA MODIFICATO LA FOTO E LA POSIZIONE DELLA BANDIERA CINESE, HA MESSO LA STESSA STELLA IN EVIDENTE POSIZIONE CHE NE IDENTIFICA IL PRESUNTO MALIGNO…IDOLO E ORGOGLIO DELLA MASSONERIA SATANICA INTERNAZIONALE

  3. Mamma li Turchi says:

    Non possiamo dargli un assaggino di europa nel frattempo dell’attesa agognata?
    Cominciamo a dargli l’euro e vdrai che tra dieci saranno loro a implorarci di poter uscire dall’europa.
    Si ritroveranno indebitati a furia di acquistare moneta a debito, le loro esportazioni crolleranno utilizzando una moneta così forte, si ritroveranno che non converrà più produrre nulla sul loro suolo perchè risulterà conveniente importare direttamente i prodotti cinesi, chi ha un’attività in proprio potrà aumentare i prezzi a piacimento mentre chi i salariati si ritroveranno sempre lo stipendio inchiodato, le differenze aumenteranno, i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, il ceto medio lentamente scomparirà, lostato sempre più indebito sarà costretto a varare misure di austerità, il malcontento aumenterà etc…
    Morale: noi con una fava prenderemo due piccioni!
    1) dimostreremo che uno stato in piena espansione con valori di crescita molto simili alla cina può essere distrutto con l’euro in soli dieci anni. Praticamente si dimostrerebbe che dove arriva l’euro tutto si trasforma in merda.
    2) di sicuro la turchia dopo questo trattamente non vorrà non solo più entrare in europa ma neppure sentirne parlare. In sostanza un bel sospiro di sollievo.

  4. ale says:

    perchè non se ne stanno tranquilli da soli? visto che hanno tutto questo boom questa crescita e ancora con sta crescita ma vogliamo capirla che non possiamo andare avanti a crescere all’infinito? il grano costa il doppio di 2 anni fa, non c’è più pesce nel mediterraneo, cibi industriali e questi sottosviluppati islamici che continuano a “crescere”… ma basta erdogan non rompere!

Leave a Comment