Erdogan censura anche la Svizzera, i turchi non si smentiscono mai

erdogan ginevraGINEVRA – Una fotografia esposta sulla Piazza delle Nazioni di Ginevra, che non dipinge in modo molto positivo l’operato dell’attuale presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha suscitato la collera della Turchia al punto che il consolato ne ha prontamente chiesto la rimozione. Le autorità cittadine si pronunceranno a breve sulla richiesta, che sta suscitando ampie discussioni tra le personalità ginevrine. (da http://www.cdt.ch/svizzera/cronaca/153964/proteste-contro-la-svizzera-esposta-una-foto-scomoda)

Perché la Turchia si è infastidita? Attualmente sulla piazza è presente una mostra del fotografo ginevrino di origini curde e armene Demir Sönmez, dove fino alla prossima domenica sono esposte 58 immagini di manifestazioni organizzate nel passato proprio sulla piazza ginevrina. Tra le foto figura quella di uno striscione, risalente ad una manifestazione datata marzo 2014, dove si collegava l’allora primo ministro turco Erdogan al decesso di un adolescente durante una protesta a Istanbul. “Mi chiamo Berkin Elvan (Leggi sotto), la polizia mi ha ucciso su ordine del primo ministro turco”, si legge sullo striscione immortalato nella fotografia (Nella gallery). Contattato dall’ats, il portavoce del Municipio di Ginevra, Philippe d’Espine, ha detto che la questione sarà trattata domani pomeriggio, confermando l’informazione pubblicata dal quotidiano Le Courrier, che ha dato per primo la notizia.

Le reazioni

Il fotografo Demir Sönmez, come riporta il 20 Minutes, ha difeso la propria libertà d’espressione chiedendo addirittura di poter prolungare la mostra. A sostenerlo diversi politici, tra i quali il consigliere nazionale socialista Carlo Sommaruga che si è detto “scioccato dall’ingerenza di uno Stato terzo negli affarti interni della città di Ginevra”.  Sostegno anche da esponenti politici di colore opposto: Yeves Nidegger (UDC) ha affermato che “se la piazza delle Nazioni non può accogliere delle proteste per la difesa dei diritti umani allora questa piazza non serve a niente”.

I precedenti

Non è la prima volta che la città di Ginevra (dove è presente la sede europea delle Nazioni Unite) e la Turchia hanno dei contrasti sulla libertà di espressione. Il Cantone infatti due anni fa era stato “spinto” da Ankara, e successivamente anche di Berna, a rifiutare l’istallazione della mostra “Riverberi di memoria” che ricordava il genocedio armeno.

Va infine ricordato che solo poche settimane fa, stavolta in Germania, è avvenuto un altro epidosio legato alla libertà d’espressione. Aveva fatto discutere, fino a far scoppiare un caso internazionale, la rappresentazione sarcastica del presidente Erdogan da parte del comico televisivo Jan Böhmermann (Vedi SUGGERITI). In quel caso le critiche a Erdogan sono state molto pesanti e l’opinione pubblica si spaccò sulla legittimità delle proteste di Ankara.

Chi era Berkin Elvan?

Il ragazzo menzionato nella foto che ha suscitato le ire della Turchia è stato un simbolo delle proteste contro Erdogan. Rimase ferito nel 2013 durante lo scontro avvenuto a Istanbul nel mese di giugno, durante il quale la polizia ha represso violentemente gli attivisti che si opponevano alla distruzione di un parco pubblico e, più in generale, facevano parte del movimento anti-Erdogan che ha causato moti durati buona parte dell’anno. Elvan durante la protesta venne colpito da un candelotto di gas lacrimogeno sparato ad altezza uomo, anche se non stava manifestando ma era soltanto in procinto di comprare il pane. Il quindicenne è deceduto il 12 marzo del 2014 dopo nove mesi di coma, diventando un simbolo della brutalità della repressione messa in atto in quel periodo dalla polizia turca.

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