Era meglio Benedetto XVI

benedettoXVI2di CHIARA BATTISTONI –   Francesco e  Benedetto XVI. Un papa sudamericano che vuole l’Europa senza sovranità, tutte le frontiere aperte. Che non parla delle radici cristiane dell’Europa. E un papa tedesco, che invece ammoniva sul rischio islamico. Sui danni del relativismo, dell’illuminismo. A Ratisbona (Regensburg in tedesco), cittadina (142.000 abitanti, in Lombardia sarebbe la terza città dopo Milano e Brescia e prima di Monza) del libero stato di Baviera,  Benedetto XVI fu negli anni
Settanta professore di dogmatica e vice rettore dell’università. È negli anni di Ratisbona, in quell’atmosfera frizzante e cosmopolita di molte città tedesche che, ci racconta Joseph Ratzinger nella sua biografia La mia Vita: «Nacque l’idea di una rivista internazionale che doveva operare e partire dalla communio nei sacramenti e nella fede e si proponeva di introdurre in essa. (…) All’inizio sembrava che il progetto dovesse essere realizzato in Germania e in Francia. Nel frattempo Balthasar aveva conosciuto a Milano il fondatore del movimento “Comunione e Liberazione”, Luigi Giussani, e i suoi promettenti giovani. Così la rivista fu pubblicata prima in Germania e in Italia, con una fisionomia diversa in ciascuno dei due paesi. Era infatti nostra convinzione che questo strumento non potesse e non dovesse essere esclusivamente teologico, ma, di fronte a una crisi della teologia che nasceva da una crisi della cultura, anzi da una ver  rivoluzione culturale, dovesse abbracciare anche l’ambito più generale della cultura ed essere edito in collaborazione con laici di grande competenza culturale. Dato che i singoli paesi presentano situazioni culturali differenti, la rivista doveva rendere conto di tale diversità e avere, per così dire, un carattere federalistico». (da “La mia vita”, Edizioni San Paolo, pag. 111).

È illuminista, tutt’altro che definitivo, contiene valori importanti dei quali noi, proprio come cristiani, non vogliamo e non possiamo fare a meno; ma è altrettanto evidente che la concezione mal definita o non definita affatto di libertà, che sta alla base di questa cultura, inevitabilmente comporta contraddizioni; ed è evidente che proprio per via del suo uso (un uso che sembra radicale) comporta limitazioni della libertà che una generazione fa non riuscivamo neanche ad immaginarci. Una confusa ideologia della libertà conduce
a un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà». (da L’Europa di Benedetto, Joseph Ratzinger, Edizioni Cantagalli, pagg. 41-43).

La cultura illuminista, che pretende di essere universale e si sente compiuta in se stessa, fa sentire i suoi pesanti effetti quando si tratta di decidere confini e diritti, la cultura, la capacità di interiorizzare e contestualizzare la conoscenza, che ci rende liberi; ma non basta; per essere davvero noi stessi, per essere prima di tutto persone, per dare pieno compimento al nostro progetto di vita, cerchiamo una tensione al trascendente che dia un senso alla vita, la “follia”, quando non si crede o ci si professa agnostici, di “fare come se Dio esistesse” (Blaise Pascal).

Se applichiamo queste riflessioni al dibattito sulle radici cristiane dell’Europa troveremo che al centro della disputa sta in realtà una crisi profonda delle culture, da quella illuminista a quella cristiana. Ci spiega Benedetto XVI: «Questa cultura illuminista sostanzialmente è definita dai diritti di libertà come un valore fondamentale che misura tutto: la libertà della scelta religiosa, che include la neutralità religiosa dello Stato; la libertà di esprimere la propria opinione, a condizione che non metta in dubbio proprio questo canone; l’ordinamento democratico dello Stato, e cioè il controllo parlamentare sugli organismi statali; la libera formazione di partiti; l’indipendenza della magistratura; e infine la tutela dei diritti dell’uomo e il divieto di discriminazioni. (…) È evidente che questo canone della cultura d’ingresso nella moderna Europa. Benedetto XVI osserva: «Entrambe queste caratteristiche (universalità e compiutezza ndr) si vedono chiaramente quando si pone la questione su chi possa diventare membro della Comunità europea, e soprattutto nel dibattito circa l’ingresso della Turchia in questa Comunità. Si tratta di uno Stato, o forse meglio, di un ambito culturale, che non ha radici cristiane, ma che è stato influenzato dalla cultura islamica.

Ataturk ha poi cercato di trasformare la Turchia in uno stato laicista, tentando di impiantare il laicismo maturato nel mondo cristiano dell’Europa su un terreno musulmano. Ci si può chiedere se ciò sia possibile: secondo la tesi della cultura illuminista e laicista dell’Europa, soltanto le norme e i contenuti della stessa cultura illuminista potranno determinare l’identità dell’Europa e, d  conseguenza, ogni Stato che fa suoi questi criteri, potrà appartenere all’Europa. Non importa, alla fine, su quale intreccio di radici questa cultura della libertà e della democrazia viene impiantata». (da L’Europa di Benedetto, Joseph Ratzinger, Edizioni Cantagalli, pag. 45).

Abbiamo voluto relegare le nostre radici cristiane nell’ambito dei diritti istituzionali riconosciuti alle Chiese in Europa (è l’articolo 52 della Costituzione europea), smarrendo l’essenza della nostra storia e della nostra cultura. Abbiamo affidato al laicismo il nostro futuro. Forse è venuto il tempo di accogliere il “folle” consiglio di Pascal, agire come se Dio esistesse e trovare il coraggio di inventarsi una nuova Europa che sia davvero la culla del nostro futuro di occidentali e di cristiani, ancorché laici, agnostici o addirittura atei.

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4 Commenti

  1. Castagno 12 says:

    “ERA MEGLIO PADRE PIO”.
    Il frate pregava tanto per ottenere l’uscita della Massoneria dal Vaticano.
    Lo hanno poi sepolto nella nuova Chiesa di San Pio da Pietrelcina (progettata dall’architetto Renzo Piano) che presenta molti simboli massonici. Ci sono varie documentazioni che non lasciano dubbi al riguardo.
    CHE “BRAVE” PERSONE quelle che hanno fatto questa scelta !
    Secondo problema da Lei trattato: una Ue diversa. E’ molto diffuso l’impegno nel voler suggerire improbabili soluzioni alternative che non potranno essere democratiche.
    L’ha ordinato il dottore un agglomerato di Paesi europei ?
    Ho sentito diversi individui, disinformati o in malafede, che sostengono questa soluzione perchè la ritengono fondamentale per gli scambi commerciali fra i Paesi dell’Ue.
    Perchè ignorano che l’italia commercia normalmente con gli USA, con la Cina e con altre nazioni asiatiche, ecc. che NON SONO NELL’UE ?
    In verità è molto facile prendere per i fondelli un popolo che fa di tutto PER NON FARSI RISPETTARE.
    Infatti moltissime persone subiscono la truffa e sostengono: “Se hanno deciso così, vuol dire che è giusto così”. CHE PENSATORI RAFFINATI !

  2. Castagno 12 says:

    Gentile Chiara Battistoni, riguardo alla poitica che porta danno al popolo, non esiste la differenza da Lei indicata, fra i due papi, Ratzinger e Bergoglio, quali capi di Stato.
    Il primo “ammoniva (inutilmente) sul rischio islamico” pur sapendo che l’invasione era voluta e provocata dal Governo Mondiale, da lui approvato. Bombardata la Libia e buttati per aria alcuni Paesi africani, avevano poi incrementato, con un esodo massiccio verso l’italia e l’Europa, l’invasione che era incorso già da molti anni. E Ratzinger, pochi giorni prima di lasciare il suo mandato, dichiarò con compiacimento, ai giornalisti che lo intervistavano, che lo Stato del Vaticano era schierato a favore del Mondialismo e ne condivideva l’operato. Dichiarazione superflua, perchè la Massoneria si era già infiltrata da tempo, in Vaticano. Papa Giovanni XXIII era iscritto a due Superlogge. Papa Albino Luciani, intenzionato a sistemare le cose nell’interesse della Chiesa e dei fedeli, sfortunatamente (per lui e per noi) …… ci ha lasciato anzitempo.
    A Papa Ratzinger, mondialista convinto, è stato dato l’incarico per necessità. Vedi il libro “I SENZA DIO” – L’inchiesta sul Vaticano – di Stefano Livadiotti – Bompiani – pag. 157. Ricopio: ” La nomina a papa gli ha garantito in extremis l’immunità. Altrimenti il cardinale tedesco sarebbe finito alla sbarra davanti a un tribunale del Texas. …… “. Leggere il seguito con molta attenzione e memorizzare.
    Passo a papa Bergoglio che Lei ci ricorda “favorevole ad una Europa senza Sovranità, con tutte le frontiere aperte”. Altro papa Mondialista.
    Quindi, anche se Lei ha ricordato citazioni diverse dei due papi, NON cambia la sostanza: ENTRAMBI MONDIALISTI., quali capi di Stato, quello del Vaticano.
    Tutte le altre disquisizioni che Lei ha fatto, lasciano il tempo che trovano.
    Almeno per molti decenni ancora, qualsiasi agglomerato di Paesi europei ETEROGENEI, potrà solo essere gestito da una DITTATURA nelle mani di un Paese estraneo (vedi l’attuale Ue).
    E quando comandano gli altri è del tutto inutile “cercare di recuperare ciò che è stato smarrito” ed “è imposibile inventarsi” ciò che non esiste.
    Si potrebbero cecare nuove soluzioni solo dopo essersi liberati del marcio che ci tiene sottomessi e dopo aver realizzato il risanamento di ogni Paese europeo – roba da niente.
    Ma quale nuova Europa vuole realizzare continuando a mettere insieme Paesi da ristrutturare, se non addirittura da ricostruire ?
    Nell’attuale contesto è inutile e pericoloso fornire suggerimenti per una nuova soluzione europea che non potrà che ESSERE UN ABORTO. Per favore, BASTA CONSIGLI !
    Se non si chiede di uscire dall’Ue, E’ MOLTO MEGLIO STARE ZITTI.

  3. caterina says:

    c’è un fatto però non trascurabile… gli stati occidentali, che sono quelli storicamente di radici cristiane poi o in quanto tali laicizzatisi, si ispirano al rispetto di libertà degli individui e delle culture, ma, riferendoci in particolar modo alla Turchia, con che spirito entrerebbe in Europa? E’ stata laica, ma ora non lo è più… sembra più un cuneo del mondo islamico che si ispira a principi opposti a quello del mondo cristiano o ex…. credo che non sia problema da poco!
    Questa smania di essere interni a blocchi da dove nasce? Non sarebbe più onesto affermare che ciascuno stato possa essere se stesso. tradizioni, costumi, legislazioni, e stabilire invece rapporti esclusivamente nelle relazioni economiche e scientifiche? … sarebbe più produttivo e non si alimenterebbe con motivazioni ideologiche la conflittualità.
    I tempi delle crociate dovrebbero averci insegnato qualcosa… se avesse un peso maggiore l’affinità ideologica dovremmo essere più propensi a guardare alla Russia ortodossa piuttosto che a Inghilterra e Stati Uniti massonici o, diciamo pure per essere moderni, laici…

  4. Giancarlo Pagliarini says:

    Brava Battistoni. Però se guardiamo dentro “all’ambito culturale con radici cristiane ” vedo delle differenze (culturali) che mi fanno concludere che in realtà questo “ambito culturale comune” non esiste per niente

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