Epiche bancarotte, parola di Blondet

soldicrisidi ROBERTO BERNARDELLI – “La situazione d’oggi è peggio che nel 2007. Le nostre munizioni macro-economiche per contrastare la caduta sono state tutte sparate”: così al Telegraph William White, presidente della commissione revisioni dell’OCSE e già capo economista della Banca dei Regolamenti internazionali”.

Se la stampa italiana nicchia, il giornalista dei complotti, ma si sa che a pensar male spesso ci si azzecca, Maurizio Blondet, sul suo blog, cerca di aprirci gli occhi nonostante i proclami di Renzi, le previsioni del Pil e la Borsa che ogni giorno perde pezzi.

“I giubilei del debito avvengono da 5 mila anni, dal tempo dei Sumeri”. Dedicato a quelli che “ i debiti vanno pagati”.

“Commenta Evans Pritchard, il più limpido giornalista economico nel mazzo: il compito che aspetta autorità globali sarà come gestire cancellazioni del debito, e di conseguenza un grande riordino dei vincenti e perdenti nella società – senza scatenare una tempesta politica”.

In altre parole, secondo Blondet, stiamo arrivando alla tempesta perfetta. “Gli attacchi di Juncker a Renzi sono uno dei fenomeni della resistenza dei vincitori, che non vogliono fare la loro parte, e continuare a vincere fino al default generale dei perdenti… Le banche europee hanno ammesso di avere un trilione di prestiti non funzionanti”.

Che significa? Che le banche europee hanno sete di denaro per essere ricapitalizzate, che la Germania furbescamente ha già sistemato le proprie, con 300 miliardi di denaro dei contribuenti tedeschi, e poi ha vietato all’Italia l’aiuto pubblico, con tanto di legge fatta approvare sulle norme del cosiddetto bail-in.

“I mercati emergenti, allora, furono parte della soluzione. Adesso anch’essi sono parte del problema”: Traduzione: il capitalismo si salvò indebitando (pardon, “facendo giungere capitali per lo sviluppo dei”) paesi emergenti, fino a renderli come sono ora, insolventi. Ora anche loro anno bisogno di un giubileo”.

Dove stiamo andando  sbattere, dunque?

L’ingresso della Cina ha gonfiato la bolla, diventando da locomotiva a valanga. Via d’uscita consigliata: i politici “Devono ritornare al fondamentale attività di bilancio, chiamatela keynesiana se volete, e lanciare un mai visto e potente programma di investimenti sulle infrastrutture, che si paghi grazie alla crescita maggiore”.

http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/davos/12108569/World-faces-wave-of-epic-debt-defaults-fears-central-bank-veter

 

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2 Comments

  1. Giancarlo says:

    Ho dimenticato la RUSSIA volutamente perché fosse più evidente e rimarcato !!!
    WSM

  2. Giancarlo says:

    Ma dove era l’italia quando la Germania sistemava le proprie banche anche con l’aiuto dell’europa ??
    Dove era l’italia quando fu fatta la legge europea del bail-in ??
    Ma insomma, dopo lo scandalo delle quote latte dove l’italia subì di brutto la volontà di partner come l’olanda, la Germania e la Francia, adesso ci risiamo nuovamente nel dover subire imposizioni di altri.
    Di questo passo il DEFAULT ITALIANO è assicurato.
    Lo stesso modo di fare è quello di ignorare la questione VENETA e senza volerlo sminuire quella di tutto il NORD ITALIA.
    Ormai è chiaro che esistono due italie, quella del Nord che mantiene letteralmente il Sud assieme allo
    stato centrale.
    Attenzione che a roma a forza di far finta di niente gli scippierà la bomba in mano.
    Sì , perché non si rendono conto che la corda è stata tirata al massimo e basta un niente perché si spezzi.
    Ci sono regioni, come la Baviera o la Carinzia, ma anche la stessa Sovenia che farebbero carte false per vedere il VENETO INDIPENDENTE, imparentato con loro a livello economico senza soluzione di continuità.
    Quindi ad primo passo falso o alla prima vera buca che l’italia incotrerà…..e siamo certi che prima o dopo accadrà, allora il gioco sarà fatto e saremo riconosciuti in tempi record come fece il Vaticano prima e la Germania dopo con la Slovenia dell’ex Jugoslavia.
    WSM

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