Energia, il “Partito del NO” è in testa ad ogni sondaggio

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

In Italia esiste un partito trasversale che se dovesse candidare i suoi sostenitori avrebbe la maggioranza quasi assoluta dei voti: il partito del NO. La prima preoccupazione di moltissimi italioti, davanti ad un qualsiasi problema è quella di dimostrare che la migliore delle soluzioni è quella di “fare niente”. Vediamo la dimostrazione di questo assunto, con una premessa.

Alla base dei NO ci sta un principio che rappresenta il più antiscientifico e antistorico dei principi: il “Principio di precauzione”. Guida sovrana per dire NO è il sempre citato “Principio di precauzione “ e chi lo cita dimostra quasi sempre di non averlo capito. Detto principio è fondato sulle notissime regole della “analisi del rischio” concludendo, arbitrariamente, al di fuori di tale analisi, con una decisione di “non luogo a procedere”. L’analisi, in realtà, non dice di non procedere, ma esprime solamente, una volta esperite le azioni di minimizzazione, se è stato raggiunto il limite di ACCETTABILITA’, tenendo ben presente che in tutte le azioni umane il rischio è ineliminabile. Basti pensare che se si esamina anche solamente il problema dei trasporti il rischio è ben lontano dallo zero. Gli aerei cadono, eccome, e le auto fanno stragi di persone, ciononostante continuiamo a volare e a guidare l’auto. Perfino al tempo dei dinosauri chi andava a caccia per mangiare valutava il rischio in funzione della pericolosità dell’animale da cacciare. E’ quindi sempre e solo un bilancio costi (non solo economici)-benefici. Abbandoniamo quindi il malefico principio per non essere obbligati a non muoversi più dal letto, dato che “la maggioranza delle persone muore nel letto” (sic!)

Esaminiamo ora sinteticamente le fonti energetiche e la loro accettazione in Italia.

FONTI NON RINNOVABILI

Petrolio e Gas. L’ Italia ha notevoli possibilità di ricavare energia da pozzi di petrolio e di gas. La SEN (Strategia Energetica Nazionale), ente del governo, stima in 126 ML di tonnellate le riserve di idrocarburi certe ed in almeno 700 ML quelle potenziali. Grazie ai giudici spinti dai soliti ambientalisti sono state bloccate le piattaforme petrolifere dell’Adriatico, mentre le iniziali fonti della Basilicata sono semi-bloccate e le possibili ed interessanti prospezioni della Sicilia, totalmente bloccate. Sono state bloccate le ricerche di gas con la scusa che “probabilmente si rischia di abbassare il livello del suolo” (livello che per molte persone è già sin troppo basso…).

Nel 2008 è stato invece autorizzato nella zona del comune di Roccastrada (Grosseto) un progetto per l’estrazione del Coal Bed Methane (CBM), che rientra tra i gas non convenzionali come il gas di scisto. Il progetto, ideato dalla società del Regno Unito Independent Resources, è basato sull’estrazione a bassa pressione del metano contenuto negli strati di carbone. Una tecnologia che non richiede l’aggiunta di solventi chimici e che dovrebbe essere meno impattante per l’ambiente. La società inglese ha investito 6 milioni solo per questa prima fase; una volta ottenuta l’autorizzazione ministeriale per arrivare alla fase estrattiva, sono previsti altri 50 milioni di euro. La produzione di gas prevista è di circa 3,6 miliardi di metri cubi in un periodo di circa 30 anni, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 80.000 famiglie. E’ tuttavia incipiente il rischio del blocco anche di questa attività.

Shale gas: Leggetevi le informazioni sul shale gas. “In Italia, allo stato attuale, giacimenti di shale gas non ce ne sono”, in una dichiarazione l’A.d. dell’Eni Paolo Scaroni aveva detto come non vedesse di facile utilizzazione lo shale gas in un Paese antropizzato come il nostro, dichiarazione su cui ebbe modo di concordare anche l’allora sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia e, immediatamente prima che uno dicesse: “Andiamo un po’ a vedere che novità è mai questa”, la risposta fulminea è stata: Shale gas: cosa aspettiamo a vietarlo anche in Italia?

Gas liquefatto: Allo scopo di differenziare le fonti di approvvigionamento si è fatta strada, in tutto il mondo, di importare gas liquefatto: NO anche a questo con il blocco dei centri di gassificazione!

Carbone: Nonostante la grande convenienza economica e di differenziazione delle fonti di approvvigionamento, il NO regna sovrano. Nonostante tutta l’Europa, Germania in testa, cerchi di utilizzarlo il più possibile unitamente ai più moderni sistemi di filtraggio.

Nucleare: Dopo un continuo mare di menzogne il nucleare è stato non abbandonato, ma cancellato! In base agli “scienziati” nostrani l’energia ricavata dalla scissione dell’atomo non esiste. In Italia vige una fisica tutta diversa dalla Fisica classica. Senza SE e senza MA, anche per eventuali soluzioni future. Però udite, udite il 15% del nostro fabbisogno è importato dall’estero e prodotto da centrali nucleari. Centrali Francesi, Svizzere, Slovacche, Slovene, Romene e, quando saranno pronte, anche le Albanesi. Ho la sensazione che certi petrolieri abbiano il monopolio sull’Italia e, quindi con tutti i mezzi impediscano l’approvigionamento da altre fonti che non siano quelle “autorizzate” da loro.

Cosa ci rimane da fare ? Consolarsi con chitarra e mandolino, seguitare a pagare (abbiamo l’energia più cara d’Europa) e attendere ‘ u miraculo!”

 

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9 Comments

  1. Nazione Toscana says:

    Vota PD e sara’ sempre no.
    Sono sinistri, capiscono sempre da ultimo, quando ormai è troppo tardi.
    Parlano tanto però, ma non fanno mai niente.
    Insomma, un disastro.

  2. tesla ighina says:

    la notizie spesso sono manipolate da chi detiene i monopoli del potere ma pochi sanno che viviamo nel passato ci rubano il futuro ad esempio i motori endotermici sono obsoleti producono calore e pochissima coppia motrice ecc a livello commerciale la tecnologia è vecchia moltissime invenzioni e brevetti vengonno nascoste per non far cadere i monopoli dei magnati energetici. chi conosce nicola tesla ? guardate un po qua :http://www.overunity.com/
    http://www.edicolaweb.net/libs249i.htm
    http://pesn.com/2010/01/03/9501603_Top_10_Free_Energy_Stories_2009/http://www.youtube.com/watch?v=iy4Zb5hP0bk
    http://www.altrainformazione.it/wp/nikola-tesla-il-piu-grande-genio-dimenticato-dalla-storia/

    questi sono solo alcuni esempi buona visione e lettura.

  3. Riccardo Pozzi says:

    Fermo restando che ai tempi dei dinosauri non esistevano uomini che valutassero la pericolosità di una caccia avventata, rimane il punto dell’assoluta mancanza di strategia energetica nazionale. Il nucleare è stato abolito, ma ne acquistiamo il 3/4% dalla Francia; il carbone non lo vogliamo; ci siamo lastricati tetti e campagne di obsoleto fotovoltaico cinese, incentivato e quasi inutile, visto che il suo picco di offerta coincide con la valle di richiesta intorno alle 12/13 di ogni giorno soleggiato, e le centrali economicamente interrompibili sono solo quelle idroelettriche; abbiamo un sacco di centrali a biogas, dove fingiamo di trasformare scarti vegetali ed escrementi zootecnici, in realtà facciamo fermentare mais, la cui produzione necessità di quantità industriali di gasolio agricolo e colossali quantità di acqua. Non abbiamo scelta, o bruciamo metano o petrolio. A occhio non mi sembra una gran strategia.

  4. Roberto Porcù says:

    E’ il frutto di una istruzione scolastica demenziale che mette al bando chimica e fisica e sforna lauree in scienze politiche, scienze della comunicazione, ed altre che nemmeno ricordo.
    L’ignoranza è sovrana ed i politici ci sguazzano.
    Altri inquinano ed evadono, non certo io che sono insegnante, o lavoro in Provincia, o sono comunque sotto l’ombrello del pubblico impiego con scatti retributivi regolari, rendita garantita a vita anche e se qualche volta mi assento, un collega che marchi per me lo trovo sempre ed il capufficio finge di non vedere ché è anche lui dei nostri.

  5. Franco says:

    Concordo con Cerrri. Le lobbies dei petrolieri sono quelle che impediscono lo sviluppo di energie alternative. Promuovono solo quelle fasulle, a spese degli “altri” (vedi fotovoltaico) per poter continuare imperterriti a promuovere inquinamento e disordini.

  6. Pier Luigi Caffese says:

    La soluzione c’è,e’ al MIse ferma da anni per il veto dei fossili gas in testa(che poi è l’Eni-Enel).Si chiama acqua-mare è un sistema che cambia l’idroelettrico dei nonni perchè produce per fasi giorno e moltiplica per 322 l’attuale hydro che è di 40 TWh.Produciamo nel range 8-30 euro il MWh e possiamo abbassare le bollette gas e luce del 50%.Indovinate chi blocca il Progetto? Eni-Enel-utilities tutte indebitate da paura,solo a2a ha 5,6 miliardi di debiti che con operazioni cartacee riducono a 3,5 miliardi.Come? Aumentando le bollette-Come la farsa dei 500 milioni che sono 4 euro di riduzione annue e quella delle ferrovie ed energivori che poi paghiamo noi.

  7. Albert Nextein says:

    E’ la sindrome Nimby.
    Tutto bello in teoria, anche le centrali nucleari.
    Anche gli inceneritori, o le discariche.
    Ma non vicino a casa mia.
    Neanche a 10 km di distanza.

    Io mi sto attrezzando.
    Taglio legna, e in inverno brucio legna nel camino per riscaldare mezza casa.
    Uso la bicicletta il più possibile.
    Ma la bolletta Enel è carica di spese che io non sostengo, e di oneri che vanno a favore di gente che coi miei consumi non ha nulla a che fare.
    Io , infatti, non vorrei finanziare tramite interposta Enel le installazioni di pannelli solari e fotovoltaici.
    Io me li compero, quando riterrò sia economicamente utile per la mia vita, e non perché va di moda o lo consigliano verdi e politici ignoranti.

    Faccio raccolta differenziata per vetro e alluminio.
    Una volta anche per la carta.
    E però la tassa sui rifiuti aumenta in continuazione pesantemente.
    Ho chiesto al monopolista pubblico della raccolta dei rifiuti ,via mail, che prezzi ricava da vetro e metallo che cede a terzi dopo che noi lo abbiamo raccolto, guadagnando abbondantemente essendo monopolista.
    Non mi hanno risposto.
    Penso che nella raccolta rifiuti debbano concorrere e competere ditte private, che sono più efficienti per natura.
    E non voglio pagare un’imposta rifiuti che è una patrimoniale, essendo calcolata sulle dimensioni della mia abitazione, e non sui rifiuti che apporto , e sulle materie seconde che raccolgo e differenzio per il riuso.
    Mi adeguo.
    Farò sempre meno raccolta differenziata.

    In sintesi, risparmio energia più che posso.
    E mi preparo ad un sensibile peggioramento della situazione energetica in italia.

  8. lory says:

    i Giudici verdoni sono i degni compari dei politicanti, gente priva di scrupoli e incapaci, ma bravi ad infinocchiare il popolino che beve tutto e non sa usare il cervello.

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